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1 mese fa
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Avviso 2 luglio 2021 – Riapertura sportello
Con il decreto direttoriale 2 luglio 2021, è disposta, a partire dalla data del medesimo decreto, la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie, pari a 425 milioni di euro, disposto dall’articolo 11 ter del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, che con l’articolo 1, comma 3, ha abrogato il decreto-legge 30 giugno 2021, n. 99.

I contributi sono concessi secondo le modalità fissate nel decreto interministeriale 25 gennaio 2016 e nella circolare direttoriale 15 febbraio 2017, n. 14036 e successive modificazioni e integrazioni.
A fronte del nuovo stanziamento di risorse finanziarie, con il medesimo decreto direttoriale 2 luglio 2021 è altresì disposto l’accoglimento delle prenotazioni pervenute nel mese di giugno 2021 e non soddisfatte per insufficienza delle risorse finanziarie.

L’accoglimento di dette prenotazioni non richiede un ulteriore invio da parte delle banche. Inoltre, le domande trasmesse dalle imprese alle banche/ intermediari finanziari entro il 2 giugno 2021 e non incluse in una richiesta di prenotazione delle risorse già inviata dalle medesime banche/intermediari finanziari al Ministero dello sviluppo economico possono essere oggetto di prenotazione, da parte dei medesimi istituti, a partire dal 1° agosto 2021.

Le domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche o agli intermediari finanziari a partire dal 2 giugno 2021 e sino al 1° luglio 2021, giorno antecedente la data di riapertura dello sportello, sono considerate irricevibili.
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Avviso 2 luglio 2021 – Riapertura sportello
Con il decreto direttoriale 2 luglio 2021, è disposta, a partire dalla data del medesimo decreto, la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie, pari a 425 milioni di euro, disposto dall’articolo 11 ter del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, che con l’articolo 1, comma 3, ha abrogato il decreto-legge 30 giugno 2021, n.  99.

I contributi sono concessi secondo le modalità fissate nel decreto interministeriale 25 gennaio 2016 e nella circolare direttoriale 15 febbraio 2017, n. 14036 e successive modificazioni e integrazioni.
A fronte del nuovo stanziamento di risorse finanziarie, con il medesimo decreto direttoriale 2 luglio 2021 è altresì disposto l’accoglimento delle prenotazioni pervenute nel mese di giugno 2021 e non soddisfatte per insufficienza delle risorse finanziarie.

L’accoglimento di dette prenotazioni non richiede un ulteriore invio da parte delle banche. Inoltre, le domande trasmesse dalle imprese alle banche/ intermediari finanziari entro il 2 giugno 2021 e non incluse in una richiesta di prenotazione delle risorse già inviata dalle medesime banche/intermediari finanziari al Ministero dello sviluppo economico possono essere oggetto di prenotazione, da parte dei medesimi istituti, a partire dal 1° agosto 2021.

Le domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche o agli intermediari finanziari a partire dal 2 giugno 2021 e sino al 1° luglio 2021, giorno antecedente la data di riapertura dello sportello, sono considerate irricevibili.
5 mesi fa
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Sismabonus acquisti, le condizioni per chi compra

No al sismabonus acquisti se i lavori di demolizione non sono stati commissionati da un’impresa di costruzione e/o ristrutturazione

L’Agenzia delle Entrate, con l’interpello n. 320/2021 fornisce alcuni chiarimenti in merito al sismabonus acquisti (art. 16, comma 1 del dl n. 63/2013, modificato dal decreto Rilancio, n. 34/2020).

Il quesito posto all’Agenzia
Una società di costruzioni, avente come attività la realizzazione di edifici residenziali e non, da vendere successivamente a terzi, chiede chiarimenti all’Agenzia delle Entrate in merito al sismabonus acquisti.

La società rappresenta di aver acquistato un terreno edificabile su cui eseguire lavori di valorizzazione immobiliare, consistenti nella realizzazione di un edificio residenziale con x unità abitative ed x autorimesse.

L’area oggetto di intervento era in precedenza di un’altra società che si occupava della fabbricazione di apparecchi elettrici per comunicazione (non era quindi un’impresa di costruzione e/ristrutturazione) che, nel 2018, richiedeva ed otteneva il permesso di costruire per la demolizione dei fabbricati preesistenti e la realizzazione di un nuovo edificio residenziale.

Al termine dei lavori di demolizione, la vecchia società però vendeva all’interpellante l’area edificabile risultante dalle demolizioni, libera da ogni fabbricato.

A tal riguardo, la società attualmente proprietaria dei terreni, precisa che:

ha acquistato il terreno demolito e libero da fabbricati;
la demolizione è stata commissionata dalla società cedente che non svolgeva attività di costruzione e/ristrutturazione;
non sussiste coincidenza tra la sua società, quella che ha realizzato le nuove unità immobiliari, e la società cedente che ha provveduto alla demolizione degli immobili preesistenti;
è subentrata, senza soluzione di continuità, al permesso di costruire rilasciato alla società cedente;
ha proseguito, senza soluzione di continuità, la valorizzazione degli immobili, avviando la realizzazione delle unità residenziali.
Richiesta dell’istante
L’istante chiede al Fisco se agli acquirenti delle unità immobiliari realizzate e non ancora rogitate spetti il sismabonus (trattandosi appunto di un caso di intervento di demolizione e ricostruzione per unità abitative di cui ancora non è stato fatto un atto notarile tra impresa d acquirente).

Parere dell’Agenzia delle Entrate
Come già precedentemente chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 213/2020, ai fini dell’agevolazione del sismabonus non è necessario che l’impresa istante esegua direttamente i lavori di miglioramento sismico, ma i lavori possono essere appaltati ad altre imprese; tuttavia, condizione necessaria è che l’impresa appaltante sia “idonea” ad eseguire i lavori di costruzione e/o ristrutturazione, ossia che sia in possesso di un idoneo codice ATECO.

Conclusioni
Alla luce di quanto detto l’Agenzia delle Entrate, con l’interpello n. 320/2021, esclude categoricamente che gli acquirenti degli immobili in oggetto possano usufruire della suddetta agevolazione (sismabonus), in quanto i lavori di demolizioni sono stati commissionati da un’impresa diversa da un’impresa di costruzione e/o ristrutturazione.
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Sismabonus acquisti, le condizioni per chi compra

No al sismabonus acquisti se i lavori di demolizione non sono stati commissionati da un’impresa di costruzione e/o ristrutturazione

L’Agenzia delle Entrate, con l’interpello n. 320/2021 fornisce alcuni chiarimenti in merito al sismabonus acquisti (art. 16, comma 1 del dl n. 63/2013, modificato dal decreto Rilancio, n. 34/2020).

Il quesito posto all’Agenzia
Una società di costruzioni, avente come attività la realizzazione di edifici residenziali e non, da vendere successivamente a terzi, chiede chiarimenti all’Agenzia delle Entrate in merito al sismabonus acquisti.

La società rappresenta di aver acquistato un terreno edificabile su cui eseguire lavori di valorizzazione immobiliare, consistenti nella realizzazione di un edificio residenziale con x unità abitative ed x autorimesse.

L’area oggetto di intervento era in precedenza di un’altra società che si occupava della fabbricazione di apparecchi elettrici per comunicazione (non era quindi un’impresa di costruzione e/ristrutturazione) che, nel 2018, richiedeva ed otteneva il permesso di costruire per la demolizione dei fabbricati preesistenti e la realizzazione di un nuovo edificio residenziale.

Al termine dei lavori di demolizione, la vecchia società però vendeva all’interpellante l’area edificabile risultante dalle demolizioni, libera da ogni fabbricato.

A tal riguardo, la società attualmente proprietaria dei terreni, precisa che:

ha acquistato il terreno demolito e libero da fabbricati;
la demolizione è stata commissionata dalla società cedente che non svolgeva attività di costruzione e/ristrutturazione;
non sussiste coincidenza tra la sua società, quella che ha realizzato le nuove unità immobiliari, e la società cedente che ha provveduto alla demolizione degli immobili preesistenti;
è subentrata, senza soluzione di continuità, al permesso di costruire rilasciato alla società cedente;
ha proseguito, senza soluzione di continuità, la valorizzazione degli immobili, avviando la realizzazione delle unità residenziali.
Richiesta dell’istante
L’istante chiede al Fisco se agli acquirenti delle unità immobiliari realizzate e non ancora rogitate spetti il sismabonus (trattandosi appunto di un caso di intervento di demolizione e ricostruzione per unità abitative di cui ancora non è stato fatto un atto notarile tra impresa d acquirente).

Parere dell’Agenzia delle Entrate
Come già precedentemente chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 213/2020, ai fini dell’agevolazione del sismabonus non è necessario che l’impresa istante esegua direttamente i lavori di miglioramento sismico, ma i lavori possono essere appaltati ad altre imprese; tuttavia, condizione necessaria è che l’impresa appaltante sia “idonea” ad eseguire i lavori di costruzione e/o ristrutturazione, ossia che sia in possesso di un idoneo codice ATECO.

Conclusioni
Alla luce di quanto detto l’Agenzia delle Entrate, con l’interpello n. 320/2021, esclude categoricamente che gli acquirenti degli immobili in oggetto possano usufruire della suddetta agevolazione (sismabonus), in quanto i lavori di demolizioni sono stati commissionati da un’impresa diversa da un’impresa di costruzione e/o ristrutturazione.
5 mesi fa
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Pubblicato il PNRR: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il Governo ha recentemente presentato il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

PNRR: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
All’interno del piano, la missione 2 riguarda la rivoluzione verde e la transizione ecologica. Il capitolo M2C3 pone tra i principali obiettivi la riqualificazione energetica degli edifici con 15,36 miliardi di risorse investite.

In particolare, la componente è costituita da tre linee:

Attuazione di un programma per migliorare l’efficienza e la sicurezza del patrimonio edilizio pubblico, con interventi riguardanti in particolare scuole e cittadelle giudiziarie;
Introduzione di un incentivo temporaneo per la riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare privato e per l’edilizia sociale, attraverso detrazioni fiscali per i costi sostenuti per gli interventi;
Sviluppo di sistemi di teleriscaldamento efficienti.
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Pubblicato il PNRR: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il Governo ha recentemente presentato il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

PNRR: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
All’interno del piano, la missione 2 riguarda la rivoluzione verde e la transizione ecologica. Il capitolo M2C3 pone tra i principali obiettivi la riqualificazione energetica degli edifici con 15,36 miliardi di risorse investite.

In particolare, la componente è costituita da tre linee:

Attuazione di un programma per migliorare l’efficienza e la sicurezza del patrimonio edilizio pubblico, con interventi riguardanti in particolare scuole e cittadelle giudiziarie;
Introduzione di un incentivo temporaneo per la riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare privato e per l’edilizia sociale, attraverso detrazioni fiscali per i costi sostenuti per gli interventi;
Sviluppo di sistemi di teleriscaldamento efficienti.
5 mesi fa
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In Gazzetta il D.L. n.59/2021: proroga al superbonus

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 maggio 2021 il D.L. n.59 contenente “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti.”

Nello specifico il D.L. n.59 ha disposto la proroga del Superbonus:

per i condomini e gli edifici plurifamiliari, al 31/12/2022 senza più la necessità di arrivare a un SAL di almeno il 60% entro il 30/06/2022 (cosa che è rimasta invece per le persone fisiche);
per gli IACP ed enti similari ulteriori 6 mesi, nel senso che la scadenza della misura è stata spostata al 30/06/2023 (precedentemente 31/12/2022), con possibilità di ulteriore estensione al 31/12/2023 (precedentemente 30/06/2023) se alla data del 30/06/2023 è stato raggiunto un SAL di almeno il 60%.
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In Gazzetta il D.L. n.59/2021: proroga al superbonus

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 maggio 2021 il D.L. n.59 contenente “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti.”

Nello specifico il D.L. n.59 ha disposto la proroga del Superbonus: 

per i condomini e gli edifici plurifamiliari, al 31/12/2022 senza più la necessità di arrivare a un SAL di almeno il 60% entro il 30/06/2022 (cosa che è rimasta invece per le persone fisiche);
 per gli IACP ed enti similari ulteriori 6 mesi, nel senso che la scadenza della misura è stata spostata al 30/06/2023 (precedentemente 31/12/2022), con possibilità di ulteriore estensione al 31/12/2023 (precedentemente 30/06/2023) se alla data del 30/06/2023 è stato raggiunto un SAL di almeno il 60%.
5 mesi fa
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Ok al Superbonus per il cambio di destinazione d’uso da magazzino ad abitazione

Dalle Entrate l’ok al beneficio del Superbonus 110% per il cambio di destinazione d’uso da magazzino ad abitazione purché risulti dal titolo edilizio

Le Entrate premettono che in linea generale, sono ammessi al Superbonus gli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica, e quelli antisismici, effettuati su immobili a destinazione residenziale.
Sono esclusi i lavori eseguiti su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9.
L’Agenzia ribadisce che è possibile usufruire del Superbonus anche quando le spese sono state sostenute per effettuare interventi su immobili che, solo al termine degli stessi, saranno destinati ad abitazione.
Il Fisco conclude che nel rispetto delle altre condizioni e degli adempimenti che la norma prevede per poter richiedere l’agevolazione, in tale situazione è comunque indispensabile che nel provvedimento amministrativo che ha autorizzato i lavori risulti chiaramente il cambio di destinazione d’uso (da magazzino ad abitativo).
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Ok al Superbonus per il cambio di destinazione d’uso da magazzino ad abitazione

Dalle Entrate l’ok al beneficio del Superbonus 110% per il cambio di destinazione d’uso da magazzino ad abitazione purché risulti dal titolo edilizio

Le Entrate premettono che in linea generale, sono ammessi al Superbonus gli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica, e quelli antisismici, effettuati su immobili a destinazione residenziale.
Sono esclusi i lavori eseguiti su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9.
L’Agenzia ribadisce che è possibile usufruire del Superbonus anche quando le spese sono state sostenute per effettuare interventi su immobili che, solo al termine degli stessi, saranno destinati ad abitazione.
Il Fisco conclude che nel rispetto delle altre condizioni e degli adempimenti che la norma prevede per poter richiedere l’agevolazione, in tale situazione è comunque indispensabile che nel provvedimento amministrativo che ha autorizzato i lavori risulti chiaramente il cambio di destinazione d’uso (da magazzino ad abitativo).
6 mesi fa
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Cappotto termico: alla ripartizione delle spese partecipano anche i condomini dei locali interrati

La Cassazione chiarisce che le spese per l’isolamento a cappotto di un condominio devono essere ripartite fra tutti i condomini, anche tra i proprietari di box, cantine, magazzini
Con l’ordinanza n. 10371/2021 la Corte di Cassazione fornisce degli utilissimi chiarimenti sulle spese di ripartizione di interventi di isolamento termico tra i proprietari di un condominio.
Tali delucidazioni appaiono utili ed attualissime visto che il cappotto termico è il principale intervento trainante detraibile con il Superbonus 110%
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Cappotto termico: alla ripartizione delle spese partecipano anche i condomini dei locali interrati

La Cassazione chiarisce che le spese per l’isolamento a cappotto di un condominio devono essere ripartite fra tutti i condomini, anche tra i proprietari di box, cantine, magazzini
Con l’ordinanza n. 10371/2021 la Corte di Cassazione fornisce degli utilissimi chiarimenti sulle spese di ripartizione di interventi di isolamento termico tra i proprietari di un condominio.
Tali delucidazioni appaiono utili ed attualissime visto che il cappotto termico è il principale intervento trainante detraibile con il Superbonus 110%
6 mesi fa
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Superbonus: ok unico contraente generale, ma attenzione al compenso

Per le Entrate il contribuente che si affida ad un unico contraente generale per progettazione e realizzazione delle opere può fruire del Superbonus, ma le spese per mero coordinamento non sono agevolate

Con l’interpello n. 254/2021 l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il contribuente, che riceve da un unico “contraente generale” le fatture relative sia alla progettazione e alla realizzazione delle opere agevolate, sia agli altri servizi professionali necessari per la realizzazione dei lavori e per l’effettuazione delle pratiche amministrative e fiscali, inderogabili ai fini dell’agevolazione (visto di conformità e asseverazioni), può fruire del Superbonus, anche scegliendo l’opzione dello sconto in fattura.

Tuttavia l’eventuale compenso per le attività di mero coordinamento del general contractor non sono agevolabili.
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Superbonus: ok unico contraente generale, ma attenzione al compenso

Per le Entrate il contribuente che si affida ad un unico contraente generale per progettazione e realizzazione delle opere può fruire del Superbonus, ma le spese per mero coordinamento non sono agevolate

Con l’interpello n. 254/2021 l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il contribuente, che riceve da un unico “contraente generale” le fatture relative sia alla progettazione e alla realizzazione delle opere agevolate, sia agli altri servizi professionali necessari per la realizzazione dei lavori e per l’effettuazione delle pratiche amministrative e fiscali, inderogabili ai fini dell’agevolazione (visto di conformità e asseverazioni), può fruire del Superbonus, anche scegliendo l’opzione dello sconto in fattura.

Tuttavia l’eventuale compenso per le attività di mero coordinamento del general contractor non sono agevolabili.
7 mesi fa
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Demolizione e ricostruzione: no all’ecobonus 110 per la volumetria eccedente

Dalle Entrate il no all’ecobonus 110% applicato alla volumetria eccedente dopo una demolizione/ricostruzione. Sì al sismabonus 110% per quella stessa volumetria in più
L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 175/2021 aggiunge alcuni chiarimenti nel caso di immobili residenziali demoliti e ricostruiti attraverso una pratica di “ristrutturazione edilizia“.

L’interpello chiarisce a quale delle agevolazioni ordinarie (ecobonus e sismabonus) sia applicabile l’aliquota al 110% (Superbonus) per l’eventuale volumetria in eccesso conseguente alla ricostruzione.
L’interpello
Il contribuente istante possiede due unità abitative (A/2) con relative pertinenze (due nella categoria catastale C/6 e una nella C/2). Nello stesso immobile è presente anche un’altra unità immobiliare (A/2) con relativa pertinenza (C/6) di proprietà di un secondo soggetto.
L’istante premette che si vuole intervenire sull’intero fabbricato attraverso una “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d) del Testo unico dell’edilizia, consistente nella demolizione e ricostruzione dell’edificio con ampliamento di volumetria.
In particolare, si intendono effettuare i seguenti interventi:
antisismici;
di efficientamento energetico.
L’istante chiede, tra l’altro, se possa usufruire dell’agevolazione al 110% su ecobonus e sismabonus anche sulla parte di ampliamento.
La risposta dell’Agenzia
Le Entrate ribadiscono che l’agevolazione (Superbonus) spetta agli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. d) del dpr 380/2001.
In merito alla possibilità di detrarre le spese relative all’incremento di volume, a differenza del sismabonus al 110% (applicabile alla volumetria originaria più quella eccedente), la detrazione fiscale legata al ecobonus 110% non si applica alla parte eccedente il volume rispetto al fabbricato originario.
L’applicazione del solo ecobonus al 110% è limitata alla volumetria del fabbricato esistente, ossia prima della demolizione.
L’Agenzia in merito specifica che in tale caso il contribuente ha l’onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione e contabilità, le due tipologie di intervento (ristrutturazione e ampliamento).
In tal caso l’istante deve essere in possesso di un’apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento, rilasciata dall’impresa o dal direttore dei lavori sotto la propria responsabilità, utilizzando criteri oggettivi.
Per quel che riguarda il limite di spesa, le Entrate chiariscono che gli interventi di sismabonus saranno pari a 96.000 euro per ciascuna delle 7 unità complessive (3 unità immobiliari residenziali più 4 unità immobiliari non residenziali) che costituiscono l’edificio.
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Demolizione e ricostruzione: no all’ecobonus 110 per la volumetria eccedente

Dalle Entrate il no all’ecobonus 110% applicato alla volumetria eccedente dopo una demolizione/ricostruzione. Sì al sismabonus 110% per quella stessa volumetria in più
L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 175/2021 aggiunge alcuni chiarimenti nel caso di immobili residenziali demoliti e ricostruiti attraverso una pratica di “ristrutturazione edilizia“.

L’interpello chiarisce a quale delle agevolazioni ordinarie (ecobonus e sismabonus) sia applicabile l’aliquota al 110% (Superbonus) per l’eventuale volumetria in eccesso conseguente alla ricostruzione.
L’interpello
Il contribuente istante possiede due unità abitative (A/2) con relative pertinenze (due nella categoria catastale C/6 e una nella C/2). Nello stesso immobile è presente anche un’altra unità immobiliare (A/2) con relativa pertinenza (C/6) di proprietà di un secondo soggetto.
L’istante premette che si vuole intervenire sull’intero fabbricato attraverso una “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d) del Testo unico dell’edilizia, consistente nella demolizione e ricostruzione dell’edificio con ampliamento di volumetria.
In particolare, si intendono effettuare i seguenti interventi:
antisismici;
di efficientamento energetico.
L’istante chiede, tra l’altro, se possa usufruire dell’agevolazione al 110% su ecobonus e sismabonus anche sulla parte di ampliamento.
La risposta dell’Agenzia
Le Entrate ribadiscono che l’agevolazione (Superbonus) spetta agli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. d) del dpr 380/2001.
In merito alla possibilità di detrarre le spese relative all’incremento di volume, a differenza del sismabonus al 110% (applicabile alla volumetria originaria più quella eccedente), la detrazione fiscale legata al ecobonus 110% non si applica alla parte eccedente il volume rispetto al fabbricato originario.
L’applicazione del solo ecobonus al 110% è limitata alla volumetria del fabbricato esistente, ossia prima della demolizione.
L’Agenzia in merito specifica che in tale caso il contribuente ha l’onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione e contabilità, le due tipologie di intervento (ristrutturazione e ampliamento).
In tal caso l’istante deve essere in possesso di un’apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento, rilasciata dall’impresa o dal direttore dei lavori sotto la propria responsabilità, utilizzando criteri oggettivi.
Per quel che riguarda il limite di spesa, le Entrate chiariscono che gli interventi di sismabonus saranno pari a 96.000 euro per ciascuna delle 7 unità complessive (3 unità immobiliari residenziali più 4 unità immobiliari non residenziali) che costituiscono l’edificio.Image attachment
9 mesi fa
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Nuovo balometro testo 420 per soddisfare in modo rapido e preciso le linee guida e le norme d'igiene in materia di qualità dell'aria negli ambienti chiusi negli impianti di ventilazione e climatizzazione.

Dario Spartaco Baldi
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Nuovo balometro testo 420 per soddisfare in modo rapido e preciso le linee guida e le norme digiene in materia di qualità dellaria negli ambienti chiusi negli impianti di ventilazione e climatizzazione.

Dario Spartaco Baldi

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Ciao Dario! 🤗😘

Miticooo

Ciao Darius !!

10 mesi fa
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SUPERBONUS: ok alla sostituzione della caldaia con due impianti distinti

Le Entrate chiariscono il caso di sostituzione di una caldaia a gasolio con uno scaldabagno a pompa di calore e una stufa a pellet in un edificio unifamiliare
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Con l’interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 600 si chiarisce che, nel caso di interventi su un edificio unifamiliare, sono detraibili con il Superbonus 110 le spese per gli interventi di sostituzione di una caldaia a gasolio con uno scaldabagno a pompa di calore ed una termostufa a pellet.

Il quesito posto al Fisco
Il proprietario di un’abitazione unifamiliare vuole sostituire la caldaia a gasolio adibita al riscaldamento dell’abitazione e alla produzione di acqua calda sanitaria, con due impianti diversi:

uno scaldabagno a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria;
una termostufa a pellet per il riscaldamento dell’abitazione.
Chiede se tali interventi sono detraibili con il Superbonus 110 (art. 119 del dl 34/2020, come modificato dalla legge di conversione n. 77/2020).

La risposta delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ritiene che nel suddetto, nel rispetto dei requisiti previsti e degli adempimenti richiesti, sia possibile beneficiare del Superbonus in quanto:

lo “scaldabagno a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria” rientra tra gli interventi trainanti di cui alla citata lettera c), comma 1, dell’articolo 119;
la “termostufa a pellet“, quale generatore di calore alimentata a biomassa combustibile, ai sensi del comma 2-bis dell’articolo 14 del decreto n. 63 del 2013, rientra tra gli interventi di efficientamento energetico che godono dell’ecobonus e, pertanto, può essere considerato un intervento trainato ai sensi del comma 2 del medesimo articolo 119.
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SUPERBONUS: ok alla sostituzione della caldaia con due impianti distinti

Le Entrate chiariscono il caso di sostituzione di una caldaia a gasolio con uno scaldabagno a pompa di calore e una stufa a pellet in un edificio unifamiliare
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Con l’interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 600 si chiarisce che, nel caso di interventi su un edificio unifamiliare, sono detraibili con il Superbonus 110 le spese per gli interventi di sostituzione di una caldaia a gasolio con uno scaldabagno a pompa di calore ed una termostufa a pellet.

Il quesito posto al Fisco
Il proprietario di un’abitazione unifamiliare vuole sostituire la caldaia a gasolio adibita al riscaldamento dell’abitazione e alla produzione di acqua calda sanitaria, con due impianti diversi:

uno scaldabagno a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria;
una termostufa a pellet per il riscaldamento dell’abitazione.
Chiede se tali interventi sono detraibili con il Superbonus 110 (art. 119 del dl 34/2020, come modificato dalla legge di conversione n. 77/2020).

La risposta delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ritiene che nel suddetto, nel rispetto dei requisiti previsti e degli adempimenti richiesti, sia possibile beneficiare del Superbonus in quanto:

lo “scaldabagno a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria” rientra tra gli interventi trainanti di cui alla citata lettera c), comma 1, dell’articolo 119;
la “termostufa a pellet“, quale generatore di calore alimentata a biomassa combustibile, ai sensi del comma 2-bis dell’articolo 14 del decreto n. 63 del 2013, rientra tra gli interventi di efficientamento energetico che godono dell’ecobonus e, pertanto, può essere considerato un intervento trainato ai sensi del comma 2 del medesimo articolo 119.