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2 settimane fa

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Biosicurezza e sanificazione nelle comunità di anziani: Linee-guida A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età) – A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali)

Nelle comunità di anziani durante la pandemia di Covid-19, in Italia e nel mondo, si è registrata una elevata percentuale di contagi e decessi, per la “fragilità” dei soggetti ma anche per il travaso incontrollato di pazienti da parte di ospedali ormai giunti al collasso. RSA, e comunità di anziani in genere, rappresentano ormai, contemporaneamente, una frontiera ed un “laboratorio strategico contro il “nemico invisibile”, che non si limita certamente al solo coronavirus SARS-COV 2, responsabile della pandemia di Covid-19: Legionella, Stafilococchi, Coliformi, Clostridium difficile, Klebsiella, Candida auris e molti altri microrganismi patogeni, rappresentano una reale e crescente emergenza, aggravata, nel caso delle patologie infettive su base batterica e micotica, dal fenomeno preoccupante della multi-resistenza agli antibiotici.
Il problema si amplifica inoltre, in questi ambienti, a causa delle particolari situazioni di immunodeficienza degli ospiti, fisiologicamente correlate all’età e/o conseguenti a patologie croniche o al loro trattamento farmacologico. Da queste considerazioni e partendo dalle raccomandazioni ufficiali emesse in merito dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età), Presidente: Prof. Alberto De Santis) e A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali, Presidente Prof. Marcello Lofrano), hanno congiuntamente elaborato e condiviso a livello interassociativo, “linee-guida”, finalizzate a rappresentare un riferimento di base per le migliaia di comunità di anziani esistenti in Italia, in termini di sanificazione ambientale e di biosicurezza di ospiti, loro familiari, e Personale operante nelle strutture.
Le suddette linee-guida, che saranno costantemente adeguate a normative nazionali o regionali specifiche e tempestivamente aggiornate negli allegati tecnici, rappresenteranno riferimento per due tipologie di Operatori: Operatori in Biosicurezza Ambientale (OBA) e Tecnici Ambientali in Biosicurezza-Sanificazione. Queste figure professionali, rispettivamente, metteranno in pratica ed elaboreranno interventi di prevenzione, sanificazione ed educazione per la salute della popolazione anziana residente e del Personale operante nelle strutture, in relazione agli aspetti tossicologici derivanti da fattori biologici (microrganismi patogeni) e chimici, con la supervisione di figure di riferimento (Medici, Biologi, Chimici, Tossicologi Ambientali), consentendo ad RSA e comunità di anziani in genere di contare su Personale qualificato per affrontare una tematica che, dopo la pandemia Covid-19, costituisce una esigenza strategica prioritaria.

- La formazione degli O.B.A. avverrà attraverso un Corso breve (8 ore), telematicamente, di imminente attuazione, gestito dall’Università UnitelmaSapienza, con Docenti A.N.A.S.T.E. e ATTA.
- Alla conclusione del Corso verrà rilasciato ai discenti che abbiano superato l’esame certificato attestante la conformità del piano didattico (per “Operatore in Biosicurezza Ambientale nelle comunità di anziani –OBA-) secondo disposto A.NA.S.T.E./ A.T.T.A”.
- La Formazione dei Tecnici Ambientali in Biosicurezza-Sanificazione avverrà tramite analogo Corso, di maggiore durata (100 ore), già operativo e gestito da UnitelmaSapienza, attraverso una convenzione con A.N.A.S.T.E. che consentirà agevolazioni economiche all’accesso per gli Associati

Linee-guida
A livello di RSA e residenze per anziani in genere, l’obiettivo-biosicurezza transita attraverso tre strategie prioritarie e convergenti: sanificazione/disinfezione ambientale, igiene individuale, potenziamento delle difese immunitarie.
1. La potenziale contaminazione microbica riguarda aria, acqua e superfici: la conseguente de-contaminazione deve quindi essere mirata a questi tre livelli, transitando da una corretta valutazione del rischio attraverso campionamenti e dalla elaborazione di strategie mirate, anche in ambito preventivo.
2. Valutazione del rischio, elaborazione delle strategie di sanificazione e loro attuazione, devono essere affidate a Personale qualificato interno o esterno (Tecnici ambientali in Biosicurezza), in grado di rilasciare alle strutture adeguati documenti descrittivi, revisione periodica formalmente descritta (nel caso della Legionella, ad esempio, come da linee guida ministeriali).
3. Nella scelta delle sostanze biocide devono essere privilegiate quelle naturali ed eco-sostenibili, attive a livello batteriologico, virale, protozoario e fungino, comunque autorizzate dalle Istituzioni nazionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità) e internazionali (ECHA: European Chemicals Agency).
4. Per la disinfezione superficiale, in caso di utilizzo di sostanze chimiche (esempio: Perossido di Idrogeno), devono essere preferite tecnologie in grado di garantire la massima micronizzazione delle sostanze biocide utilizzate, al fine di ottimizzarne l’efficacia e diminuirne la quantità assoluta, valutando con attenzione e non solo in senso alternativo l’utilizzo di tecnologie “fisiche” validate (esempio: fotocatalisi, ultravioletti). Il relativo Allegato (Sanificazione ambienti chiusi: metodi chimici/metodi fisici) sarà periodicamente aggiornato.
5. Trattamenti “shock” e di lungo periodo (fotocatalisi) andranno utilizzati in senso complementare e con periodicità adeguata.
6. Per una sanificazione ottimale dell’aria, oltre all’efficacia derivante dall’utilizzo di superfici fotocatalitiche (che purificano anche l’aria), si dovrà integrare l’impianto di ventilazione, ove esistente, con filtrazione a tecnologia fotocatalitica o con utilizzo di apparecchiature stand-alone di stessa tecnologia eventualmente gestite tramite sensori di monitoraggio della qualità dell’aria
7. Non è razionalmente proponibile un “protocollo standard” di sanificazione/disinfezione: ogni intervento deve essere mirato in base alle caratteristiche della struttura e della tipologia della popolazione anziana ivi ospitata.
8. I familiari degli ospiti andranno sistematicamente informati circa le strategie di disinfezione/sanificazione attuate nelle strutture.
9. Le visite agli ospiti da parte di familiari, amici e conoscenti, saranno regolamentate in funzione della situazione sanitarie e prevederanno sempre utilizzo di mascherine e procedure igieniche all’ingresso (disinfezione mani).
10. Quando siano disponibili vaccini di provata efficacia per patologie virali o batteriche, a cui la popolazione anziana è particolarmente esposta, è buona norma che gli ospiti delle strutture ne facciano sistematico ricorso, anche al fine di realizzare una “immunità di gregge” (“herd immunity”).
11. Igiene degli ospiti e del Personale: anche se aerotrasmesse, tutte le infezioni presentano una importante via di contagio attraverso le mani, portate involontariamente a contatto con bocca, naso, occhi: il lavaggio frequente e prolungato delle mani rappresenta pertanto una reale barriera, in termini di igiene; da implementare, pertanto, la diffusione nelle strutture di dispenser di disinfettanti e di opuscoli informativi.
12. All’utilizzo di guanti da parte degli ospiti è preferibile la sistematica pulizia/disinfezione delle mani.
13. Mascherine “chirurgiche” andranno utilizzate dagli ospiti (DPI per il Personale) in base alle vigenti disposizioni istituzionali negli ambienti comuni, ricordando che, in caso di mono-uso, ogni mascherina dovrà essere sostituita dopo 4 ore di utilizzo consecutivo e smaltita in appositi contenitori destinati a materiali potenzialmente contaminati.
14. In presenza di segni e sintomi di infezione con rischio di contagio, è buona norma, fatte le debite comunicazioni alle Autorità competenti e d’intesa con le strutture dell’ASL preposte, disporre il temporaneo isolamento del paziente all’interno delle strutture, con temporaneo divieto di accedere alle zone comuni; analogamente operatori sintomatici non dovranno accedere alle strutture fino a certificata guarigione.
15. Il potenziamento delle difese immunitarie transita fondamentalmente dalla alimentazione: in collaborazione con Immunologi e Nutrizionisti verrà elaborato un dossier specifico sull’argomento, con suggerimenti alimentari, da diffondere presso le strutture.
Le strutture per anziani che aderiranno formalmente e sostanzialmente a queste linee-guida, attraverso formazione specifica di uno o più dipendenti quali OBA e Tecnici ambientali in biosicurezza e sanificazione, potranno avvalersi nella propria comunicazione della seguente dicitura: “Struttura che ha adottato le linee-guida A.N.A.S.T.E./ A.T.T.A./in Biosicurezza e Sanificazione”.
www.anaste.com/it/54-top-home/902-biosicurezza-e-sanificazione-nelle-comunita-di-anziani-linee-gu...
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Biosicurezza e sanificazione nelle comunità di anziani: Linee-guida A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età) – A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali)

Nelle comunità di anziani durante la pandemia di Covid-19, in Italia e nel mondo, si è registrata una elevata percentuale di contagi e decessi, per la “fragilità” dei soggetti ma anche per il travaso incontrollato di pazienti da parte di ospedali ormai giunti al collasso. RSA, e comunità di anziani in genere, rappresentano ormai, contemporaneamente, una frontiera ed un “laboratorio strategico contro il “nemico invisibile”, che non si limita certamente al solo coronavirus SARS-COV 2, responsabile della pandemia di Covid-19: Legionella, Stafilococchi, Coliformi, Clostridium difficile, Klebsiella, Candida auris e molti altri microrganismi patogeni, rappresentano una reale e crescente emergenza, aggravata, nel caso delle patologie infettive su base batterica e micotica, dal fenomeno preoccupante della multi-resistenza agli antibiotici.
 Il problema si amplifica inoltre, in questi ambienti, a causa delle particolari situazioni di immunodeficienza degli ospiti, fisiologicamente correlate all’età e/o conseguenti a patologie croniche o al loro trattamento farmacologico. Da queste considerazioni e partendo dalle raccomandazioni ufficiali emesse in merito dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età), Presidente: Prof. Alberto De Santis) e A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali, Presidente Prof. Marcello Lofrano), hanno congiuntamente elaborato e condiviso a livello interassociativo, “linee-guida”, finalizzate a rappresentare un riferimento di base per le migliaia di comunità di anziani esistenti in Italia, in termini di sanificazione ambientale e di biosicurezza di ospiti, loro familiari, e Personale operante nelle strutture.
Le suddette linee-guida, che saranno costantemente adeguate a normative nazionali o regionali specifiche e tempestivamente aggiornate negli allegati tecnici, rappresenteranno riferimento per due tipologie di Operatori: Operatori in Biosicurezza Ambientale (OBA) e Tecnici Ambientali in Biosicurezza-Sanificazione. Queste figure professionali, rispettivamente, metteranno in pratica ed elaboreranno interventi di prevenzione, sanificazione ed educazione per la salute della popolazione anziana residente e del Personale operante nelle strutture, in relazione agli aspetti tossicologici derivanti da fattori biologici (microrganismi patogeni) e chimici, con la supervisione di figure di riferimento (Medici, Biologi, Chimici, Tossicologi Ambientali), consentendo ad RSA e comunità di anziani in genere di contare su Personale qualificato per affrontare una tematica che, dopo la pandemia Covid-19, costituisce una esigenza strategica prioritaria.
 
- La formazione degli O.B.A. avverrà attraverso un Corso breve (8 ore), telematicamente, di imminente attuazione, gestito dall’Università UnitelmaSapienza, con Docenti A.N.A.S.T.E. e ATTA.
- Alla conclusione del Corso verrà rilasciato ai discenti che abbiano superato l’esame certificato attestante la conformità del piano didattico (per “Operatore in Biosicurezza Ambientale nelle comunità di anziani –OBA-) secondo disposto A.NA.S.T.E./ A.T.T.A”. 
- La Formazione dei Tecnici Ambientali in Biosicurezza-Sanificazione avverrà tramite analogo Corso, di maggiore durata (100 ore), già operativo e gestito da UnitelmaSapienza, attraverso una convenzione con A.N.A.S.T.E. che consentirà agevolazioni economiche all’accesso per gli Associati

Linee-guida
A livello di RSA e residenze per anziani in genere, l’obiettivo-biosicurezza transita attraverso tre strategie prioritarie e convergenti: sanificazione/disinfezione ambientale, igiene individuale, potenziamento delle difese immunitarie.
1. La potenziale contaminazione microbica riguarda aria, acqua e superfici: la conseguente de-contaminazione deve quindi essere mirata a questi tre livelli, transitando da una corretta valutazione del rischio attraverso campionamenti e dalla elaborazione di strategie mirate, anche in ambito preventivo.
2. Valutazione del rischio, elaborazione delle strategie di sanificazione e loro attuazione, devono essere affidate a Personale qualificato interno o esterno (Tecnici ambientali in Biosicurezza),  in grado di rilasciare alle strutture adeguati documenti descrittivi, revisione periodica formalmente descritta (nel caso della Legionella, ad esempio, come da linee guida ministeriali).
3. Nella scelta delle sostanze biocide devono essere privilegiate quelle naturali ed eco-sostenibili, attive a livello batteriologico, virale, protozoario e fungino, comunque autorizzate dalle Istituzioni nazionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità) e internazionali (ECHA: European Chemicals Agency).
4. Per la disinfezione superficiale, in caso di utilizzo di sostanze chimiche (esempio: Perossido di Idrogeno), devono essere preferite tecnologie in grado di garantire la massima micronizzazione delle sostanze biocide utilizzate, al fine di ottimizzarne l’efficacia e diminuirne la quantità assoluta, valutando con attenzione e non solo in senso alternativo l’utilizzo di tecnologie “fisiche” validate (esempio: fotocatalisi, ultravioletti). Il relativo Allegato (Sanificazione ambienti chiusi: metodi chimici/metodi fisici) sarà periodicamente aggiornato.
5. Trattamenti “shock” e di lungo periodo (fotocatalisi)  andranno utilizzati in senso complementare e con periodicità adeguata.
6. Per una sanificazione ottimale dell’aria, oltre all’efficacia derivante dall’utilizzo di superfici fotocatalitiche (che purificano anche l’aria), si dovrà integrare l’impianto di ventilazione, ove esistente, con filtrazione a tecnologia fotocatalitica o con utilizzo di apparecchiature stand-alone di stessa tecnologia eventualmente gestite tramite sensori di monitoraggio della qualità dell’aria
7. Non è razionalmente proponibile un “protocollo standard” di sanificazione/disinfezione: ogni intervento deve essere mirato in  base alle caratteristiche della struttura e della tipologia della popolazione anziana ivi ospitata.
8. I familiari degli ospiti andranno sistematicamente informati circa le strategie di disinfezione/sanificazione attuate nelle strutture.
9. Le visite agli ospiti da parte di familiari, amici e conoscenti, saranno regolamentate in funzione della situazione sanitarie e prevederanno sempre  utilizzo di mascherine e procedure igieniche all’ingresso (disinfezione mani).
10. Quando siano disponibili vaccini di provata efficacia per patologie virali o batteriche, a cui la popolazione anziana è particolarmente esposta, è buona norma che gli ospiti delle strutture ne facciano sistematico ricorso, anche al fine di realizzare una “immunità di gregge” (“herd immunity”).
11. Igiene degli ospiti e del Personale: anche se aerotrasmesse, tutte le infezioni presentano una importante via di contagio attraverso le mani, portate involontariamente a contatto con bocca, naso, occhi: il lavaggio frequente e prolungato delle mani rappresenta pertanto una reale barriera, in termini di igiene; da implementare, pertanto, la diffusione nelle strutture di dispenser di disinfettanti e di opuscoli informativi.
12. All’utilizzo di guanti da parte degli ospiti è preferibile la sistematica pulizia/disinfezione delle mani.
13. Mascherine “chirurgiche” andranno utilizzate dagli ospiti (DPI per il Personale) in base alle vigenti disposizioni istituzionali negli ambienti comuni, ricordando che, in caso di mono-uso, ogni mascherina dovrà essere sostituita dopo 4 ore di utilizzo consecutivo e smaltita in appositi contenitori destinati a materiali potenzialmente contaminati.
14. In presenza di segni e sintomi di infezione con rischio di contagio, è buona norma, fatte le debite comunicazioni alle Autorità  competenti e d’intesa con le strutture dell’ASL preposte, disporre il temporaneo isolamento del paziente all’interno delle strutture, con temporaneo divieto di accedere alle zone comuni; analogamente operatori sintomatici non dovranno accedere alle strutture fino a certificata guarigione.
15. Il potenziamento delle difese immunitarie transita fondamentalmente dalla alimentazione: in collaborazione con Immunologi e Nutrizionisti verrà elaborato un dossier specifico sull’argomento, con suggerimenti alimentari, da diffondere presso le strutture.
Le strutture per anziani che aderiranno formalmente e sostanzialmente a queste linee-guida, attraverso formazione specifica di uno o più dipendenti quali OBA e Tecnici ambientali in biosicurezza e sanificazione, potranno avvalersi nella propria comunicazione della seguente dicitura: “Struttura che ha adottato le linee-guida A.N.A.S.T.E./ A.T.T.A./in Biosicurezza e Sanificazione”.
https://www.anaste.com/it/54-top-home/902-biosicurezza-e-sanificazione-nelle-comunita-di-anziani-linee-guida-a-n-a-s-t-e-associazione-nazionale-strutture-terza-eta-a-t-t-a-associazione-tossicologi-e-tecnici-ambientaliImage attachment

3 mesi fa

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Sono stati firmati dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, i decreti attuativi sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici previsti dal decreto Rilancio, che definiscono sia i requisiti tecnici per il Superbonus e il Sismabonus al 110% sia la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, tra cui Enea.

In particolare, il decreto sui requisiti tecnici - che ha ottenuto il concerto del MEF, MATTM e del MIT - definisce gli interventi che rientrano nelle agevolazioni Ecobonus, Bonus facciate e Superbonus al 110%, i costi massimali per singola tipologia di intervento e le procedure e le modalità di esecuzione dei controlli a campione. E’ stata inoltre prevista anche la possibilità di applicare l’incentivo ai microgeneratori a celle di combustione (idrogeno) ed è stato chiarito che anche le porte d'ingresso, oltre alle finestre, sono detraibili, posto che contribuiscono a migliorare l’efficientamento energetico.

Con il decreto attuativo che invece definisce le caratteristiche della modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione, diventa operativa anche la procedura inerente le verifiche e gli accertamenti delle attestazioni e certificazioni infedeli. L’asseverazione potrà avere ad oggetto gli interventi conclusi o in uno stato di avanzamento delle opere per la loro realizzazione, nella misura minima del 30% del valore economico complessivo dei lavori preventivato.

I due decreti sono stati inviati alla registrazione della Corte dei Conti.
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Sono stati firmati dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, i decreti attuativi sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici previsti dal decreto Rilancio, che definiscono sia i requisiti tecnici per il Superbonus e il Sismabonus al 110% sia la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, tra cui Enea.

In particolare, il decreto sui requisiti tecnici - che ha ottenuto il concerto del MEF, MATTM e del MIT - definisce gli interventi che rientrano nelle agevolazioni Ecobonus, Bonus facciate e Superbonus al 110%, i costi massimali per singola tipologia di intervento e le procedure e le modalità di esecuzione dei controlli a campione. E’ stata inoltre prevista anche la possibilità di applicare l’incentivo ai microgeneratori a celle di combustione (idrogeno) ed è stato chiarito che anche le porte dingresso, oltre alle finestre, sono detraibili, posto che contribuiscono a migliorare l’efficientamento energetico.

Con il decreto attuativo che invece definisce le caratteristiche della modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione, diventa operativa anche la procedura inerente le verifiche e gli accertamenti delle attestazioni e certificazioni infedeli. L’asseverazione potrà avere ad oggetto gli interventi conclusi o in uno stato di avanzamento delle opere per la loro realizzazione, nella misura minima del 30% del valore economico complessivo dei lavori preventivato.

I due decreti sono stati inviati alla registrazione della Corte dei Conti.

3 mesi fa

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16/07/2020

In Gazzetta Ufficiale il Decreto sull’efficienza energetica

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 14 luglio 2020, n. 73 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”.

Il provvedimento, che entrerà in vigore dal prossimo 29 luglio, prevede alcune novità, e in particolare:

• estende l'obbligo di risparmio energetico al periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 gennaio 2030;

• prevede che gli obiettivi di risparmio energetico siano raggiunti tramite regimi obbligatori di efficienza energetica e misure alternative;

• estende lo stanziamento di risorse del programma per la Riqualificazione Energetica degli edifici della P.A. Centrale (PREPAC) fino al 2030, incrementando da 30 a 50 milioni annui la quota derivante dai provvedimenti delle aste di CO2;

• integra le prescrizioni per la misurazione e la fatturazione dei consumi energetici, prevedendo l'impiego di contatori e sotto-contatori leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020;

• elimina il riferimento alla norma 10200 per la ripartizione delle spese, che viene sostituita da una quota di almeno il 50% dei consumi volontari di energia termica;

• abroga l’allegato 3 del d.lgs. 102 che definiva il potenziale dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento;

• prevede la realizzazione di un sistema informatico per la gestione dei progetti e ridefinisce l'attività di monitoraggio dei consumi annui della PA;

• elimina l'esenzione della diagnosi per le imprese che sono dotate di EMAS e di certificazioni ISO 14001, in quanto non rilevanti ai fini energetici, e introduce sanzioni in caso di inadempimento della diffida ad eseguire le diagnosi energetiche entro 90 giorni dalla data della contestazione immediata o della notifica del verbale di accertamento; prevede inoltre sanzioni per le imprese a forte consumo di energia che, nel periodo intercorrente fra due diagnosi, non abbiano effettuato almeno uno degli interventi richiesti o, in alternativa, non abbiano adottato sistemi di gestione secondo la ISO 50001;

• assimila la figura dell'Auditor Energetico a quello di Esperto in Gestione dell'Energia (EGE).

• ridefinisce e rinnova fino al 2030, incrementandone la dotazione, il piano di informazione e formazione per l'efficienza energetica;

• prevede esplicitamente la possibilità di concedere anche finanziamenti a fondo perduto nell'ambito del fondo nazionale per l'efficienza energetica

Queste sono alcune delle modifiche introdotte dal Decreto...
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16/07/2020
 
In Gazzetta Ufficiale il Decreto sull’efficienza energetica
 
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 14 luglio 2020, n. 73 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”.

Il provvedimento, che entrerà in vigore dal prossimo 29 luglio, prevede alcune novità, e in particolare:

• estende lobbligo di risparmio energetico al periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 gennaio 2030;

• prevede che gli obiettivi di risparmio energetico siano raggiunti tramite regimi obbligatori di efficienza energetica e misure alternative;

• estende lo stanziamento di risorse del programma per la Riqualificazione Energetica degli edifici della P.A. Centrale (PREPAC) fino al 2030, incrementando da 30 a 50 milioni annui la quota derivante dai provvedimenti delle aste di CO2;

• integra le prescrizioni per la misurazione e la fatturazione dei consumi energetici, prevedendo limpiego di contatori e sotto-contatori leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020; 

• elimina il riferimento alla norma 10200 per la ripartizione delle spese, che viene sostituita da una quota di almeno il 50% dei consumi volontari di energia termica;

• abroga l’allegato 3 del d.lgs. 102 che definiva il potenziale dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento;

• prevede la realizzazione di un sistema informatico per la gestione dei progetti e ridefinisce lattività di monitoraggio dei consumi annui della PA;

• elimina lesenzione della diagnosi per le imprese che sono dotate di EMAS e di certificazioni ISO 14001, in quanto non rilevanti ai fini energetici, e introduce sanzioni in caso di inadempimento della diffida ad eseguire le diagnosi energetiche entro 90 giorni dalla data della contestazione immediata o della notifica del verbale di accertamento; prevede inoltre sanzioni per le imprese a forte consumo di energia che, nel periodo intercorrente fra due diagnosi, non   abbiano effettuato almeno uno degli interventi richiesti o, in alternativa, non abbiano adottato sistemi di gestione secondo la ISO 50001;

• assimila la figura dellAuditor Energetico a quello di Esperto in Gestione dellEnergia (EGE).

• ridefinisce e rinnova fino al 2030, incrementandone la dotazione, il piano di informazione e formazione per lefficienza energetica;

• prevede esplicitamente la possibilità di concedere anche finanziamenti a fondo perduto nellambito del fondo nazionale per lefficienza energetica

Queste sono alcune delle modifiche introdotte dal Decreto...

3 mesi fa

About Energy

Il regime fiscale relativo agli impianti fotovoltaici è piuttosto complicato, perché si articola sui diversi soggetti che accedono alle tariffe incentivanti, sulla potenza dei singoli impianti e sull’utilizzo dell’energia prodotta.

Prima di addentrarci in una visione più analitica della normativa vigente, possiamo dire che per quanto riguarda le aziende che acquistano un impianto fotovoltaico, esse hanno il diritto di detrarre il 100% del costo, in quanto si tratta di un bene strumentale, con una limitazione posta al 9% annuo. I privati, invece, non nutrono questo diritto.

Qualora il proprietario dell’impianto, però, decida di non accedere alla tariffa incentivante del Conto Energia, ha diritto di concorrere alle detrazioni del 50% previste dalla normativa fiscale sulle ristrutturazioni edili ed il miglioramento energetico.

Il regime fiscale sui proventi derivanti dall’utilizzo di un impianto fotovoltaico è regolato dalla circolare n. 46/E, emanata dalla Agenzia delle Entrate il 19 luglio 2007 (e successive precisazioni), fra cui le più rilevanti sono la risoluzione n. 13 del 20 gennaio 2009 e la circolare n. 32/E per imprenditori agricoli.

In ogni caso è sancito che i proventi derivanti dalle tariffe incentivanti non sono soggetti ad IVA. Lo sono invece i proventi derivanti dalla vendita dell’energia che, qualora gli impianti non siano ad uso esclusivo della privata abitazione, costituiscono anche reddito.
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Il regime fiscale relativo agli impianti fotovoltaici è piuttosto complicato, perché si articola sui diversi soggetti che accedono alle tariffe incentivanti, sulla potenza dei singoli impianti e sull’utilizzo dell’energia prodotta.

Prima di addentrarci in una visione più analitica della normativa vigente, possiamo dire che per quanto riguarda le aziende che acquistano un impianto fotovoltaico, esse hanno il diritto di detrarre il 100% del costo, in quanto si tratta di un bene strumentale, con una limitazione posta al 9% annuo. I privati, invece, non nutrono questo diritto.

Qualora il proprietario dell’impianto, però, decida di non accedere alla tariffa incentivante del Conto Energia, ha diritto di concorrere alle detrazioni del 50% previste dalla normativa fiscale sulle ristrutturazioni edili ed il miglioramento energetico.

Il regime fiscale sui proventi derivanti dall’utilizzo di un impianto fotovoltaico è regolato dalla circolare n. 46/E, emanata dalla Agenzia delle Entrate il 19 luglio 2007 (e successive precisazioni), fra cui le più rilevanti sono la risoluzione n. 13 del 20 gennaio 2009 e la circolare n. 32/E per imprenditori agricoli.

In ogni caso è sancito che i proventi derivanti dalle tariffe incentivanti non sono soggetti ad IVA. Lo sono invece i proventi derivanti dalla vendita dell’energia che, qualora gli impianti non siano ad uso esclusivo della privata abitazione, costituiscono anche reddito.

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Marco Penza chiedi a Dario Spartaco Baldi

4 mesi fa

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Ecobonus e Sismabonus: Risoluzione 34/E

10 luglio 2020
L’Agenzia delle entrate con la Risoluzione n. 34/E del 25 giugno 2020 ha esteso il beneficio delle detrazioni di Ecobonus e Sismabonus anche ai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”.
I due regimi, inoltre, possono essere accomunati sotto il profilo della agevolabilità degli interventi eseguiti da titolari di reddito di impresa su immobili posseduti o detenuti, a prescindere dalla loro destinazione, tenuto conto delle finalità di interesse pubblico al risparmio energetico e anche alla messa in sicurezza di tutti gli edifici.
Con questa Risoluzione l’Agenzia delle Entrate si allinea al parere che era stato già espresso a riguardo dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 29164 del 12 novembre 2019) in contrasto con le precedenti risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate stessa (risoluzioni nn. 303 e 340 del 2008 ) che avevano circoscritto l’applicabilità delle detrazioni escludendo le società di costruzione e ristrutturazione.
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Ecobonus e Sismabonus: Risoluzione 34/E

10 luglio 2020
L’Agenzia delle entrate con la Risoluzione n. 34/E del 25 giugno 2020 ha esteso il beneficio delle detrazioni di Ecobonus e Sismabonus anche ai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”.
I due regimi, inoltre, possono essere accomunati sotto il profilo della agevolabilità degli interventi eseguiti da titolari di reddito di impresa su immobili posseduti o detenuti, a prescindere dalla loro destinazione, tenuto conto delle finalità di interesse pubblico al risparmio energetico e anche alla messa in sicurezza di tutti gli edifici.
Con questa Risoluzione l’Agenzia delle Entrate si allinea al parere che era stato già espresso a riguardo dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 29164 del 12 novembre 2019)  in contrasto con le precedenti risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate stessa (risoluzioni nn. 303 e 340 del 2008 ) che avevano circoscritto l’applicabilità delle detrazioni escludendo le società di costruzione e ristrutturazione.

5 mesi fa

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BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI AI RIFUGI ALPINISTICI ED ESCURSIONISTICI AI SENSI DELLA L.R. 1 OTTOBRE 2015 N° 27 PRESENTI NEL TERRITORIO LOMBARDO
1. Bando voluto dal nuovo assessorato alla Montagna di Regione Lombardia (Assessore Massimo Sertori di Sondrio) anche su richiesta del CAI Lombardia e di Assorifugi
2. Bando gestito da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste)

CHI PUO’ PRESENTARE DOMANDA
3. Possono presentare domanda i gestori o i proprietari di rifugi alpinistici ed escursionistici siti all’interno del territorio lombardo.
4. I beneficiari finali possono essere soggetti pubblici, associazioni e soggetti privati.
5. Possono essere presentate richieste di contributo solo per i rifugi alpinistici ed escursionistici regolarmente iscritti nell’Elenco regionale dei Rifugi Alpinistici e Rifugi Escursionistici del 2018
6. Non possono accedere al presente bando i rifugi di nuova costituzione che hanno iniziato l’attività dopo il 1 gennaio 2019.
7. I rifugi ammissibili sono quelli che risultano aver svolto attività, secondo quanto previsto dalla normativa regionale (in particolare il rispetto del periodo di apertura maggiore o uguale a 80 gg), anteriormente al 1 gennaio 2019.

INTERVENTI e SPESE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO
1. Apparati per la produzione di energia da fonti rinnovabili e interventi per l’efficientamento energetico
• Produzione di energia idroelettrica (con particolare riferimento al microidroelettrico) funzionale all’esercizio del rifugio
• Produzione energia fotovoltaica
• Produzione di energia con impianti microeolici
• Riscaldamento acqua e aria mediante solare termico
• Acquisto sistemi di accumulo
2. Opere per miglioramento energetico (cappotti, serramenti ecc.)
3. Opere e impianti funzionali all’approvvigionamento idrico
• Sistema di filtrazione e potabilizzazione delle acque
• Collegamenti per approvvigionamento idrico
• Opere di presa per approvvigionamento acqua
• Opere per recupero acque piovane
3. Interventi per approvvigionamenti di materiali
• Impianti per agevolare rifornimenti di strutture non raggiunte da strade (teleferiche)
• Acquisto mezzi, a basso impatto ambientale per il solo trasporto di materiali (ad esclusione degli autoveicoli e dei mezzi a uso promiscuo)
4. Opere per lo smaltimento delle acque reflue (punteggio alto)
• Collegamento alla pubblica fognatura
• Impianto di chiarificazione, trattamento e smaltimento reflui, fitodepurazione, trasporto per svuotamento degli impianti di smaltimento dei reflui, funzionale alla realizzazione e al collaudo di nuove opere nella misura di n. 1 interventi.
• Sistemi di disoleazione/degrassatura
6. Locali adibiti a servizi igienici
• Interventi strutturali dei locali bagno
• Interventi pro locale bagno accessibile ai disabili, per i rifugi escursionistici in caso di ristrutturazione
7. Opere funzionali alla raccolta differenziata
• Attrezzature per compattare rifiuti ed effettuare la raccolta differenziata
• Attrezzature per compostaggio con apporto di solare termico
• Sistemi per la riduzione della produzione di rifiuti
8. Prevenzione degli incendi
• Adeguamento sistemi di sicurezza
9. Messa in sicurezza degli immobili
• opere di difesa attiva (es. paravalanghe)
• rinforzi strutturali
• sistemi di protezione da fulmini
10.Locali adibiti al pernottamento
• Interventi finalizzati ad accessibilità disabili
• Interventi per locale di fortuna con funzioni di bivacco
11.acquisto e installazione di attrezzature per le telecomunicazioni quali sistemi per collegamento dati in banda larga e apparecchiature radio e telefoniche,(rientrano in queste categorie gli apparati di connettività GSM/3G/4G/5G, ADSL Satellitare e altre tecnologie, e tutti gli apparati accessori necessari al loro funzionamento - antenne, amplificatori, filtri, sistemi di protezione elettrica da sovratensione, router/modem, cablaggi, etc.);
12.Registratori di cassa Telematici
13.Realizzazione piazzole atterraggio elicottero (elisuperfici occasionali)
14. Apparati tecnologici per la promozione turistica quali webcam e stazioni meteo, anche in modalità di noleggio, con particolare riguardo a quelle funzionali alla valorizzazione del territorio lombardo;
15. Interventi finalizzati ad adeguare le strutture e gli impianti a prescrizioni imposte dalla normativa vigente;
16. Arredi funzionali al solo pernottamento (letti, reti, materassi, coperte, piumini ignifughi) con utilizzo di materiali tipici, ecosostenibili, rispondenti della normativa vigente;
17. Interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione dell’immobile principale;
18. IVA (se non recuperabile dal beneficiario finale del contributo);
19. spese tecniche in misura complessivamente non superiore al 10% dell’ammontare complessivo del costo dell’intervento, relative a:
• progettazione;
• piani di sicurezza;
• direzione lavori;
• collaudi;
• perizia asseverata giurata;
... Vedi di piùVedi di meno

BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI AI RIFUGI ALPINISTICI ED ESCURSIONISTICI AI SENSI DELLA L.R. 1 OTTOBRE 2015 N° 27 PRESENTI NEL TERRITORIO LOMBARDO
1. Bando voluto dal nuovo assessorato alla Montagna di Regione Lombardia (Assessore Massimo Sertori di Sondrio) anche su richiesta del CAI Lombardia e di Assorifugi
2. Bando gestito da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste)

CHI PUO’ PRESENTARE DOMANDA
3. Possono presentare domanda i gestori o i proprietari di rifugi alpinistici ed escursionistici siti all’interno del territorio lombardo.
4. I beneficiari finali possono essere soggetti pubblici, associazioni e soggetti privati. 
5. Possono essere presentate richieste di contributo solo per i rifugi alpinistici ed escursionistici regolarmente iscritti nell’Elenco regionale dei Rifugi Alpinistici e Rifugi Escursionistici del 2018
6. Non possono accedere al presente bando i rifugi di nuova costituzione che hanno iniziato l’attività dopo il 1 gennaio 2019.
7. I rifugi ammissibili sono quelli che risultano aver svolto attività, secondo quanto previsto dalla normativa regionale (in particolare il rispetto del periodo di apertura maggiore o uguale a 80 gg), anteriormente al 1 gennaio 2019.

INTERVENTI e SPESE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO
1. Apparati per la produzione di energia da fonti rinnovabili e interventi per l’efficientamento energetico
• Produzione di energia idroelettrica (con particolare riferimento al microidroelettrico) funzionale all’esercizio del rifugio
• Produzione energia fotovoltaica
• Produzione di energia con impianti microeolici
• Riscaldamento acqua e aria mediante solare termico
• Acquisto sistemi di accumulo
2. Opere per miglioramento energetico (cappotti, serramenti ecc.)
3. Opere e impianti funzionali all’approvvigionamento idrico
• Sistema di filtrazione e potabilizzazione delle acque
• Collegamenti per approvvigionamento idrico
• Opere di presa per approvvigionamento acqua
• Opere per recupero acque piovane 
3. Interventi per approvvigionamenti di materiali
• Impianti per agevolare rifornimenti di strutture non raggiunte da strade (teleferiche)
• Acquisto mezzi, a basso impatto ambientale per il solo trasporto di materiali (ad esclusione degli autoveicoli e dei mezzi a uso promiscuo)
4. Opere per lo smaltimento delle acque reflue (punteggio alto)
• Collegamento alla pubblica fognatura
• Impianto di chiarificazione, trattamento e smaltimento reflui, fitodepurazione, trasporto per svuotamento degli impianti di smaltimento dei reflui, funzionale alla realizzazione e al collaudo di nuove opere nella misura di n. 1 interventi.
• Sistemi di disoleazione/degrassatura
6. Locali adibiti a servizi igienici
• Interventi strutturali dei locali bagno
• Interventi pro locale bagno accessibile ai disabili, per i rifugi escursionistici in caso di ristrutturazione
7. Opere funzionali alla raccolta differenziata
• Attrezzature per compattare rifiuti ed effettuare la raccolta differenziata
• Attrezzature per compostaggio con apporto di solare termico
• Sistemi per la riduzione della produzione di rifiuti
8. Prevenzione degli incendi
• Adeguamento sistemi di sicurezza
9. Messa in sicurezza degli immobili
• opere di difesa attiva (es. paravalanghe)
• rinforzi strutturali
• sistemi di protezione da fulmini
10.Locali adibiti al pernottamento
• Interventi finalizzati ad accessibilità disabili
• Interventi per locale di fortuna con funzioni di bivacco
11.acquisto e installazione di attrezzature per le telecomunicazioni quali sistemi per collegamento dati in banda larga e apparecchiature radio e telefoniche,(rientrano in queste categorie gli apparati di connettività GSM/3G/4G/5G, ADSL Satellitare e altre tecnologie, e tutti gli apparati accessori necessari al loro funzionamento - antenne, amplificatori, filtri, sistemi di protezione elettrica da sovratensione, router/modem, cablaggi, etc.);
12.Registratori di cassa Telematici
13.Realizzazione piazzole atterraggio elicottero (elisuperfici occasionali)
14. Apparati tecnologici per la promozione turistica quali webcam e stazioni meteo, anche in modalità di noleggio, con particolare riguardo a quelle funzionali alla valorizzazione del territorio lombardo;
15. Interventi finalizzati ad adeguare le strutture e gli impianti a prescrizioni imposte dalla normativa vigente;
16. Arredi funzionali al solo pernottamento (letti, reti, materassi, coperte, piumini ignifughi) con utilizzo di materiali tipici, ecosostenibili, rispondenti della normativa vigente;
17. Interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione dell’immobile principale;
18. IVA (se non recuperabile dal beneficiario finale del contributo);
19. spese tecniche in misura complessivamente non superiore al 10% dell’ammontare complessivo del costo dell’intervento, relative a:
• progettazione;
• piani di sicurezza;
• direzione lavori;
• collaudi;
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5 mesi fa

About Energy

Pubblicato in Gazzetta il decreto Rilancio: dai finanziamenti a fondo perduto alle detrazioni al 110%. Tutte le misure che interessano imprese, professionisti e cittadini

Il decreto è suddiviso in 9 titoli:

Titolo I – SALUTE E SICUREZZA – finanziamenti e riorganizzazione della sanità: personale sanitario, riordino della rete ospedaliera, medicinali, sanità militare, ecc.;
Titolo II – SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALL’ECONOMIA – prevede una serie di misure e finanziamenti per le imprese: finanziamenti a fondo perduto, agevolazioni sugli affitti, riduzione delle spese fisse delle utenze elettriche non domestiche, misure per startup e industria 4.0, ecc.;
Titolo III – MISURE IN FAVORE DEI LAVORATORI – misure in materia: DPI, cassa integrazione, integrazione salariale, permessi e congedi, ecc.;
Titolo IV – DISPOSIZIONI PER LA DISABILITÀ E LA FAMIGLIA –
Titolo V – ENTI TERRITORIALI E DEBITI COMMERCIALI DEGLI ENTI TERRITORIALI – prevede una serie di rinvii e fondi straordinari destinati agli enti locali;
Titolo VI – MISURE FISCALI – vengono previsti una serie di interventi sulle imposte ed i tributi, sulle accise, sugli indici ISA, sulla fatturazione elettronica, ecc.;
Titolo VII – DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DEL RISPARMIO NEL SETTORE CREDITIZIO –
Titolo VIII – MISURE DI SETTORE – sono previste misure specifiche per: turismo e cultura, editoria, trasporti, sport, giustizia, agricoltura, ambiente, istruzione, università e ricerca, innovazione tecnologica, sud, concorsi, periodo emergenza Covid-19;
Titolo IX – TITOLO IX ULTERIORI DISPOSIZIONI –

Sintesi del Titolo VI

Titolo VI – Fisco
Cancellazione aumenti IVA
Soppresse definitivamente a partire dal 1° gennaio del 2021, le cosiddette “clausole di salvaguardia” che prevedono aumenti automatici delle aliquote IVA e delle accise su alcuni prodotti carburanti.

Detrazioni al 110%
Prevista la detrazione nella misura del 110 % delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per specifici interventi destinati:
- ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus);
- alla riduzione del rischio sismico (sismabonus);
- a interventi ad essi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici;
- a interventi ad essi connessi relativi all’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Per tali interventi in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro
Al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla diversa organizzazione del lavoro e all’adeguamento degli ambienti, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 % delle spese per investimenti, per un massimo di 80.000 euro, sostenute nel 2020.

Gli interventi devono essere necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19.

Sono compresi gli interventi edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi, mense, realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, arredi di sicurezza.

Il credito è usufruibile anche all’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro
Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del terzo del settore, viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 % delle spese sostenute nel 2020.

Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Riduzione IVA per i DPI
Prevista nel decreto rilancio anche la riduzione Iva dei beni necessari al contenimento e gestione dell’epidemia: dal 22% al 5% su beni e dispositivi medici e di protezione individuale come ventilatori polmonari, mascherine e altri presidi per la sicurezza dei lavoratori.

Fino al 31 dicembre 2020, la vendita degli stessi beni è totalmente esentata dall’Iva.

Sospensione fino a settembre di imposte e tributi
Prorogato dal 30 giugno 2020 al 16 settembre 2020 il termine per i versamenti di imposte e contributi, già sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio. I versamenti potranno essere effettuati in unica soluzione o rateizzati.

Titolo VII – Misure per il risparmio
Il Ministero dell’economia è autorizzato, nei 6 mesi successivi all’entrata in vigore del decreto, a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 15 miliardi di euro.
... Vedi di piùVedi di meno

Pubblicato in Gazzetta il decreto Rilancio: dai finanziamenti a fondo perduto alle detrazioni al 110%. Tutte le misure che interessano imprese, professionisti e cittadini

Il decreto è suddiviso in 9 titoli:

Titolo I – SALUTE E SICUREZZA – finanziamenti e riorganizzazione della sanità: personale sanitario, riordino della rete ospedaliera, medicinali, sanità militare, ecc.;
Titolo II – SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALL’ECONOMIA – prevede una serie di misure e finanziamenti per le imprese: finanziamenti a fondo perduto, agevolazioni sugli affitti, riduzione delle spese fisse delle utenze elettriche non domestiche, misure per startup e industria 4.0, ecc.;
Titolo III – MISURE IN FAVORE DEI LAVORATORI – misure in materia: DPI, cassa integrazione, integrazione salariale, permessi e congedi, ecc.;
Titolo IV – DISPOSIZIONI PER LA DISABILITÀ E LA FAMIGLIA –
Titolo V – ENTI TERRITORIALI E DEBITI COMMERCIALI DEGLI ENTI TERRITORIALI – prevede una serie di rinvii e fondi straordinari destinati agli enti locali;
Titolo VI – MISURE FISCALI – vengono previsti una serie di interventi sulle imposte ed i tributi, sulle accise, sugli indici ISA, sulla fatturazione elettronica, ecc.;
Titolo VII – DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DEL RISPARMIO NEL SETTORE CREDITIZIO –
Titolo VIII – MISURE DI SETTORE – sono previste misure specifiche per: turismo e cultura, editoria, trasporti, sport, giustizia, agricoltura, ambiente, istruzione, università e ricerca, innovazione tecnologica, sud, concorsi, periodo emergenza Covid-19;
Titolo IX – TITOLO IX ULTERIORI DISPOSIZIONI –

Sintesi del Titolo VI

Titolo VI – Fisco
Cancellazione aumenti IVA
Soppresse definitivamente a partire dal 1° gennaio del 2021, le cosiddette “clausole di salvaguardia” che prevedono aumenti automatici delle aliquote IVA e delle accise su alcuni prodotti carburanti.

Detrazioni al 110%
Prevista la detrazione nella misura del 110 % delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per specifici interventi destinati: 
- ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus);
- alla riduzione del rischio sismico (sismabonus);
- a interventi ad essi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici;
- a interventi ad essi connessi relativi all’installazione di  colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Per tali interventi in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro
Al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla diversa organizzazione del lavoro e all’adeguamento degli ambienti, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 % delle spese per investimenti, per un massimo di 80.000 euro, sostenute nel 2020.

Gli interventi devono essere necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19.

Sono compresi gli interventi edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi, mense, realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, arredi di sicurezza.

Il credito è usufruibile anche all’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro
Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del terzo del settore, viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 % delle spese sostenute nel 2020.

Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Riduzione IVA per i DPI
Prevista nel decreto rilancio anche la riduzione Iva dei beni necessari al contenimento e gestione dell’epidemia: dal 22% al 5% su beni e dispositivi medici e di protezione individuale come ventilatori polmonari, mascherine e altri presidi per la sicurezza dei lavoratori.

Fino al 31 dicembre 2020, la vendita degli stessi beni è totalmente esentata dall’Iva.

Sospensione fino a settembre di imposte e tributi
Prorogato dal 30 giugno 2020 al 16 settembre 2020 il termine per i versamenti di imposte e contributi, già sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio. I versamenti potranno essere effettuati in unica soluzione o rateizzati.

Titolo VII – Misure per il risparmio
Il Ministero dell’economia è autorizzato, nei 6 mesi successivi all’entrata in vigore del decreto, a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 15 miliardi di euro.

6 mesi fa

About Energy

Sanificazione con Ozono: nessun dato certo sull'efficacia con COVID-19

Per quanto attiene l'uso dell'ozono, quale presidio da utilizzare per la decontaminazione COVID-19, non ci sono prove scientifiche della sua efficacia.

Il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020 individua al punto 4 prevede che per la pulizia e sanificazione in azienda le seguenti misure:
- l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
- nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
- occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
- l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)
- nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020.

La Circolare Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020 - avente ad oggetto COVID-2019. Nuove indicazioni e chiarimenti - raccomanda che, per la decontaminazione di ambienti non sanitari, vengano utilizzati l’uso di:
- ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia,
mentre, per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio,
- etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

I coronavirus (ai quale appartiene l’agente eziologico di COVID-19) sono microrganismi dotati di involucro (envelope) e, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, i virus di questo tipo sono normalmente meno resistenti dei cosiddetti virus “nudi” cioè senza involucro.

Schematicamente:
- Virus senza involucro sono resistenti alle alte temperature, agli acidi, ai detergenti e all’essiccamento.
- Virus con involucro (inclusi i coronavirus), i quali sopravvivono più a lungo in ambiente umido e si diffondono mediante le gocce d’acqua, sono distrutti sia da acidi, detergenti, disinfettanti, essiccamento e calore.

Un disinfettante che rivendica un’azione virucida (claim), include sempre l’efficacia contro virus con involucro. Al contrario, un disinfettante che presenti un claim di azione solo contro virus con involucro potrebbe non essere efficace contro virus “nudi” (senza involucro) più resistenti.

Ogni principio attivo agisce mediante un preciso meccanismo di azione anche in relazione al “bersaglio”.

Poiché i virus sono microorganismi semplici, costituti da materiale genetico (RNA o DNA) e da un “guscio”, detto anche capside, proteico ed eventualmente da un ulteriore involucro, il meccanismo d’azione è relativamente poco specifico. Ad esempio: l’etanolo ad alte concentrazioni è un potente agente virucida in grado di inattivare tutti i virus lipofili (virus vaccinico, herpes e virus dell’influenza) e anche molti virus non lipofili (adenovirus, rotavirus, enterovirus, ma non il virus dell’epatite A); il propan-2-olo (alcol isopropilico) è attivo solo contro i virus lipofili; il perossido di idrogeno produce radicali liberi che attaccano gli involucri lipidici e il DNA. I virus finché non entrano nelle cellule ospiti (quando cioè infettano l’uomo o gli animali) hanno pochi modi per difendersi dagli attacchi esterni. Pertanto, anche il solo essiccamento causato dall’alcol o i danni causati dal perossido di idrogeno possono essere sufficienti a distruggerli.

Sebbene non siano disponibili dati specifici sull’efficacia contro il SARS-CoV-2 diversi agenti antimicrobici disinfettanti sono stati testati su alcuni coronavirus, come riportato nella linea guida del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che propone, per la decontaminazione delle superfici dure, l'uso di ipoclorito di sodio allo 0,1% dopo pulizia con acqua e un detergente neutro mentre, per quanto riguarda le superfici che potrebbero essere danneggiate dall'ipoclorito di sodio, l’uso di prodotti a base di etanolo al 70% (non specificato se p/p o v/v) sempre dopo la pulizia con acqua e detergente neutro.

Risultati simili sono stati ottenuti utilizzando detergenti di uso domestico contenenti sodio lauriletere solfato, alchil poliglicosidi e ammide,cocco,N,N-bis(idrossietil).

Uno studio su due coronavirus diversi dal SARS-CoV-2, che ha confrontato diversi agenti disinfettanti, ha dimostrato che quelli con concentrazione di etanolo al 70% (non specificato se in p/p o v/v) sono più efficaci su due diversi coronavirus (virus dell'epatite di topo e virus della gastroenterite trasmissibile) dopo un minuto di contatto su superfici dure rispetto all’ipoclorito di sodio allo 0,06% v/v.

Un altro studio ha inoltre confermato che virus umani come SARS coronavirus (non dimostrato su SARS-CoV-2) possono “sopravvivere” sulle superfici dure fino a nove giorni; la disinfezione delle superfici con soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1% o di etanolo fra 62-71% (non specificato se p/p o v/v) o di perossido di idrogeno allo 0,5% risultano efficaci dopo un minuto di esposizione. Tuttavia la riduzione logaritmica del titolo virale, osservata con l’utilizzo di etanolo tra il 62 e il 71% in condizioni sperimentali, non è sempre in linea con gli standard europei (norme EN). Tali standard, sui quali si basa la valutazione dell’efficacia dei prodotti disinfettanti/biocidi per la commercializzazione, richiedono che venga dimostrata una riduzione del titolo logaritmico > 4.

Altri biocidi testati, con soluzioni a concentrazioni tra 0,05 e 0,2 % di benzalconio cloruro o 0,02% di clorexidina digluconato, sono risultati meno efficaci.

Per quanto attiene l'uso dell'ozono, quale presidio da utilizzare per la decontaminazione COVID-19, non ci sono prove scientifiche della sua efficacia.

L’ozono è una molecola costituita da tre atomi di ossigeno che la rendono per questo un prodotto efficace nella disinfezione grazie alle spiccate capacità ossidanti. Il Ministero della Sanità con protocollo del 31 luglio 1996 n°24482, ha riconosciuto l'utilizzo dell'ozono nel trattamento dell'aria e dell'acqua, come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari. Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare il 21 ottobre 2010 ha ammesso l’utilizzo dell’ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, ritenendolo utile come agente disinfettante e disinfestante. Può essere utilizzato sotto forma di gas per la disinfezione di ambienti, sia sotto forma di acqua ozonizzata per la disinfezione di superfici e materiali. Non lascia residui ed ha bassa emivita.

L’Ozono viene prodotto mediante generatori che sfruttano l’elettricità (effetto corona). Un flusso di gas (aria secca oppure ossigeno) viene fatto attraversare da una scarica elettrica ad alta tensione generata da un dielettrico in ceramica o vetro. I generatori di ozono consentono di produrre il disinfettante direttamente in loco e nel momento dell’utilizzo, ma occorre prendere molte precauzioni in quanto il gas può causare fenomeni di irritazione ed intossicazione per le persone presenti. L’ozono viene utilizzato sotto forma di gas (in assenza di persone) oppure disperso in acqua per lavaggio.

Marco Benedetti, presidente dell’Anid, l’Associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, a tale proposito ha dichiarato:
“L’ozono non è ancora autorizzato in ambito civile in quanto non è ancora classificato nè come biocida nè come presidio medico-chirurgico. L’iter è in fase di approvazione.
Altra questione quella delle ‘macchinette‘, i compressori, che vengono venduti come la risoluzione contro il Covid-19: al massimo possono pulire l’aria, eliminare i cattivi odori, ma non sanificano gli ambienti.

La sanificazione ricordo può essere fatta solo da aziende regolarmente iscritte all’elenco speciale presso la Camera di commerciale competente che attesta il rispetto dei requisiti stabiliti dalla legge 82/94, attuata con il Dm 274/97“.

Fonti:
Ministero della Salute
Protocollo condiviso misure Covid-19 negli ambienti di lavoro | 24.04.2020
Circolare Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020
ANID
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Sanificazione con Ozono: nessun dato certo sullefficacia con COVID-19

Per quanto attiene luso dellozono, quale presidio da utilizzare per la decontaminazione COVID-19, non ci sono prove scientifiche della sua efficacia.

Il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020 individua al punto 4 prevede che per la pulizia e sanificazione in azienda le seguenti misure:
- l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
- nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
- occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
- l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)
- nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020.

La Circolare Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020 - avente ad oggetto COVID-2019. Nuove indicazioni e chiarimenti - raccomanda che, per la decontaminazione di ambienti non sanitari, vengano utilizzati l’uso di:
- ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia,
mentre, per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio,
- etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

I coronavirus (ai quale appartiene l’agente eziologico di COVID-19) sono microrganismi dotati di involucro (envelope) e, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, i virus di questo tipo sono normalmente meno resistenti dei cosiddetti virus “nudi” cioè senza involucro.

Schematicamente:
- Virus senza involucro sono resistenti alle alte temperature, agli acidi, ai detergenti e all’essiccamento.
- Virus con involucro (inclusi i coronavirus), i quali sopravvivono più a lungo in ambiente umido e si diffondono mediante le gocce d’acqua, sono distrutti sia da acidi, detergenti, disinfettanti, essiccamento e calore.

Un disinfettante che rivendica un’azione virucida (claim), include sempre l’efficacia contro virus con involucro. Al contrario, un disinfettante che presenti un claim di azione solo contro virus con involucro potrebbe non essere efficace contro virus “nudi” (senza involucro) più resistenti.

Ogni principio attivo agisce mediante un preciso meccanismo di azione anche in relazione al “bersaglio”.

Poiché i virus sono microorganismi semplici, costituti da materiale genetico (RNA o DNA) e da un “guscio”, detto anche capside, proteico ed eventualmente da un ulteriore involucro, il meccanismo d’azione è relativamente poco specifico. Ad esempio: l’etanolo ad alte concentrazioni è un potente agente virucida in grado di inattivare tutti i virus lipofili (virus vaccinico, herpes e virus dell’influenza) e anche molti virus non lipofili (adenovirus, rotavirus, enterovirus, ma non il virus dell’epatite A); il propan-2-olo (alcol isopropilico) è attivo solo contro i virus lipofili; il perossido di idrogeno produce radicali liberi che attaccano gli involucri lipidici e il DNA. I virus finché non entrano nelle cellule ospiti (quando cioè infettano l’uomo o gli animali) hanno pochi modi per difendersi dagli attacchi esterni. Pertanto, anche il solo essiccamento causato dall’alcol o i danni causati dal perossido di idrogeno possono essere sufficienti a distruggerli.

Sebbene non siano disponibili dati specifici sull’efficacia contro il SARS-CoV-2 diversi agenti antimicrobici disinfettanti sono stati testati su alcuni coronavirus, come riportato nella linea guida del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che propone, per la decontaminazione delle superfici dure, luso di ipoclorito di sodio allo 0,1% dopo pulizia con acqua e un detergente neutro mentre, per quanto riguarda le superfici che potrebbero essere danneggiate dallipoclorito di sodio, l’uso di prodotti a base di etanolo al 70% (non specificato se p/p o v/v) sempre dopo la pulizia con acqua e detergente neutro.

Risultati simili sono stati ottenuti utilizzando detergenti di uso domestico contenenti sodio lauriletere solfato, alchil poliglicosidi e ammide,cocco,N,N-bis(idrossietil).

Uno studio su due coronavirus diversi dal SARS-CoV-2, che ha confrontato diversi agenti disinfettanti, ha dimostrato che quelli con concentrazione di etanolo al 70% (non specificato se in p/p o v/v) sono più efficaci su due diversi coronavirus (virus dellepatite di topo e virus della gastroenterite trasmissibile) dopo un minuto di contatto su superfici dure rispetto all’ipoclorito di sodio allo 0,06% v/v.

Un altro studio ha inoltre confermato che virus umani come SARS coronavirus (non dimostrato su SARS-CoV-2) possono “sopravvivere” sulle superfici dure fino a nove giorni; la disinfezione delle superfici con soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1% o di etanolo fra 62-71% (non specificato se p/p o v/v) o di perossido di idrogeno allo 0,5% risultano efficaci dopo un minuto di esposizione. Tuttavia la riduzione logaritmica del titolo virale, osservata con l’utilizzo di etanolo tra il 62 e il 71% in condizioni sperimentali, non è sempre in linea con gli standard europei (norme EN). Tali standard, sui quali si basa la valutazione dell’efficacia dei prodotti disinfettanti/biocidi per la commercializzazione, richiedono che venga dimostrata una riduzione del titolo logaritmico > 4.

Altri biocidi testati, con soluzioni a concentrazioni tra 0,05 e 0,2 % di benzalconio cloruro o 0,02% di clorexidina digluconato, sono risultati meno efficaci.

Per quanto attiene luso dellozono, quale presidio da utilizzare per la decontaminazione COVID-19, non ci sono prove scientifiche della sua efficacia.

L’ozono è una molecola costituita da tre atomi di ossigeno che la rendono per questo un prodotto efficace nella disinfezione grazie alle spiccate capacità ossidanti. Il Ministero della Sanità con protocollo del 31 luglio 1996 n°24482, ha riconosciuto lutilizzo dellozono nel trattamento dellaria e dellacqua, come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari. Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare il 21 ottobre 2010 ha ammesso l’utilizzo dell’ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, ritenendolo utile come agente disinfettante e disinfestante.  Può essere utilizzato sotto forma di gas per la disinfezione di ambienti, sia sotto forma di acqua ozonizzata per la disinfezione di superfici e materiali. Non lascia residui ed ha bassa emivita. 

L’Ozono viene prodotto mediante generatori che sfruttano l’elettricità (effetto corona). Un flusso di gas (aria secca oppure ossigeno) viene fatto attraversare da una scarica elettrica ad alta tensione generata da un dielettrico in ceramica o vetro. I generatori di ozono consentono di produrre il disinfettante direttamente in loco e nel momento dell’utilizzo, ma occorre prendere molte precauzioni in quanto il gas può causare fenomeni di irritazione ed intossicazione per le persone presenti. L’ozono viene utilizzato sotto forma di gas (in assenza di persone) oppure disperso in acqua per lavaggio.

Marco Benedetti, presidente dell’Anid, l’Associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, a tale proposito ha dichiarato: 
“L’ozono non è ancora autorizzato in ambito civile in quanto non è ancora classificato nè come biocida nè come presidio medico-chirurgico. L’iter è in fase di approvazione.
Altra questione quella delle ‘macchinette‘, i compressori, che vengono venduti come la risoluzione contro il Covid-19: al massimo possono pulire l’aria, eliminare i cattivi odori, ma non sanificano gli ambienti. 

La sanificazione ricordo può essere fatta solo da aziende regolarmente iscritte all’elenco speciale presso la Camera di commerciale competente che attesta il rispetto dei requisiti stabiliti dalla legge 82/94, attuata con il Dm 274/97“.

Fonti: 
Ministero della Salute
Protocollo condiviso misure Covid-19 negli ambienti di lavoro | 24.04.2020
Circolare Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020
ANID

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