About Energy
Comments Box SVG iconsUsed for the like, share, comment, and reaction icons

4 settimane fa

About Energy

Demolizione e ricostruzione: no all’ecobonus 110 per la volumetria eccedente

Dalle Entrate il no all’ecobonus 110% applicato alla volumetria eccedente dopo una demolizione/ricostruzione. Sì al sismabonus 110% per quella stessa volumetria in più
L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 175/2021 aggiunge alcuni chiarimenti nel caso di immobili residenziali demoliti e ricostruiti attraverso una pratica di “ristrutturazione edilizia“.

L’interpello chiarisce a quale delle agevolazioni ordinarie (ecobonus e sismabonus) sia applicabile l’aliquota al 110% (Superbonus) per l’eventuale volumetria in eccesso conseguente alla ricostruzione.
L’interpello
Il contribuente istante possiede due unità abitative (A/2) con relative pertinenze (due nella categoria catastale C/6 e una nella C/2). Nello stesso immobile è presente anche un’altra unità immobiliare (A/2) con relativa pertinenza (C/6) di proprietà di un secondo soggetto.
L’istante premette che si vuole intervenire sull’intero fabbricato attraverso una “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d) del Testo unico dell’edilizia, consistente nella demolizione e ricostruzione dell’edificio con ampliamento di volumetria.
In particolare, si intendono effettuare i seguenti interventi:
antisismici;
di efficientamento energetico.
L’istante chiede, tra l’altro, se possa usufruire dell’agevolazione al 110% su ecobonus e sismabonus anche sulla parte di ampliamento.
La risposta dell’Agenzia
Le Entrate ribadiscono che l’agevolazione (Superbonus) spetta agli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. d) del dpr 380/2001.
In merito alla possibilità di detrarre le spese relative all’incremento di volume, a differenza del sismabonus al 110% (applicabile alla volumetria originaria più quella eccedente), la detrazione fiscale legata al ecobonus 110% non si applica alla parte eccedente il volume rispetto al fabbricato originario.
L’applicazione del solo ecobonus al 110% è limitata alla volumetria del fabbricato esistente, ossia prima della demolizione.
L’Agenzia in merito specifica che in tale caso il contribuente ha l’onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione e contabilità, le due tipologie di intervento (ristrutturazione e ampliamento).
In tal caso l’istante deve essere in possesso di un’apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento, rilasciata dall’impresa o dal direttore dei lavori sotto la propria responsabilità, utilizzando criteri oggettivi.
Per quel che riguarda il limite di spesa, le Entrate chiariscono che gli interventi di sismabonus saranno pari a 96.000 euro per ciascuna delle 7 unità complessive (3 unità immobiliari residenziali più 4 unità immobiliari non residenziali) che costituiscono l’edificio.
... Vedi di piùVedi di meno

Demolizione e ricostruzione: no all’ecobonus 110 per la volumetria eccedente

Dalle Entrate il no all’ecobonus 110% applicato alla volumetria eccedente dopo una demolizione/ricostruzione. Sì al sismabonus 110% per quella stessa volumetria in più
L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 175/2021 aggiunge alcuni chiarimenti nel caso di immobili residenziali demoliti e ricostruiti attraverso una pratica di “ristrutturazione edilizia“.

L’interpello chiarisce a quale delle agevolazioni ordinarie (ecobonus e sismabonus) sia applicabile l’aliquota al 110% (Superbonus) per l’eventuale volumetria in eccesso conseguente alla ricostruzione.
L’interpello
Il contribuente istante possiede due unità abitative (A/2) con relative pertinenze (due nella categoria catastale C/6 e una nella C/2). Nello stesso immobile è presente anche un’altra unità immobiliare (A/2) con relativa pertinenza (C/6) di proprietà di un secondo soggetto.
L’istante premette che si vuole intervenire sull’intero fabbricato attraverso una “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d) del Testo unico dell’edilizia, consistente nella demolizione e ricostruzione dell’edificio con ampliamento di volumetria.
In particolare, si intendono effettuare i seguenti interventi:
antisismici;
di efficientamento energetico.
L’istante chiede, tra l’altro, se possa usufruire dell’agevolazione al 110% su ecobonus e sismabonus anche sulla parte di ampliamento.
La risposta dell’Agenzia
Le Entrate ribadiscono che l’agevolazione (Superbonus) spetta agli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. d) del dpr 380/2001.
In merito alla possibilità di detrarre le spese relative all’incremento di volume, a differenza del sismabonus al 110% (applicabile alla volumetria originaria più quella eccedente), la detrazione fiscale legata al ecobonus 110% non si applica alla parte eccedente il volume rispetto al fabbricato originario.
L’applicazione del solo ecobonus al 110% è limitata alla volumetria del fabbricato esistente, ossia prima della demolizione.
L’Agenzia in merito specifica che in tale caso il contribuente ha l’onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione e contabilità, le due tipologie di intervento (ristrutturazione e ampliamento).
In tal caso l’istante deve essere in possesso di un’apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento, rilasciata dall’impresa o dal direttore dei lavori sotto la propria responsabilità, utilizzando criteri oggettivi.
Per quel che riguarda il limite di spesa, le Entrate chiariscono che gli interventi di sismabonus saranno pari a 96.000 euro per ciascuna delle 7 unità complessive (3 unità immobiliari residenziali più 4 unità immobiliari non residenziali) che costituiscono l’edificio.Image attachment

3 mesi fa

About Energy

Nuovo balometro testo 420 per soddisfare in modo rapido e preciso le linee guida e le norme d'igiene in materia di qualità dell'aria negli ambienti chiusi negli impianti di ventilazione e climatizzazione.

Dario Spartaco Baldi
... Vedi di piùVedi di meno

Nuovo balometro testo 420 per soddisfare in modo rapido e preciso le linee guida e le norme digiene in materia di qualità dellaria negli ambienti chiusi negli impianti di ventilazione e climatizzazione.

Dario Spartaco Baldi

Commenta su Facebook

Ciao Darius !!

Ciao Dario! 🤗😘

Miticooo

3 mesi fa

About Energy

SUPERBONUS: ok alla sostituzione della caldaia con due impianti distinti

Le Entrate chiariscono il caso di sostituzione di una caldaia a gasolio con uno scaldabagno a pompa di calore e una stufa a pellet in un edificio unifamiliare
Condividi questo articolo

Con l’interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 600 si chiarisce che, nel caso di interventi su un edificio unifamiliare, sono detraibili con il Superbonus 110 le spese per gli interventi di sostituzione di una caldaia a gasolio con uno scaldabagno a pompa di calore ed una termostufa a pellet.

Il quesito posto al Fisco
Il proprietario di un’abitazione unifamiliare vuole sostituire la caldaia a gasolio adibita al riscaldamento dell’abitazione e alla produzione di acqua calda sanitaria, con due impianti diversi:

uno scaldabagno a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria;
una termostufa a pellet per il riscaldamento dell’abitazione.
Chiede se tali interventi sono detraibili con il Superbonus 110 (art. 119 del dl 34/2020, come modificato dalla legge di conversione n. 77/2020).

La risposta delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ritiene che nel suddetto, nel rispetto dei requisiti previsti e degli adempimenti richiesti, sia possibile beneficiare del Superbonus in quanto:

lo “scaldabagno a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria” rientra tra gli interventi trainanti di cui alla citata lettera c), comma 1, dell’articolo 119;
la “termostufa a pellet“, quale generatore di calore alimentata a biomassa combustibile, ai sensi del comma 2-bis dell’articolo 14 del decreto n. 63 del 2013, rientra tra gli interventi di efficientamento energetico che godono dell’ecobonus e, pertanto, può essere considerato un intervento trainato ai sensi del comma 2 del medesimo articolo 119.
... Vedi di piùVedi di meno

SUPERBONUS: ok alla sostituzione della caldaia con due impianti distinti

Le Entrate chiariscono il caso di sostituzione di una caldaia a gasolio con uno scaldabagno a pompa di calore e una stufa a pellet in un edificio unifamiliare
Condividi questo articolo

Con l’interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 600 si chiarisce che, nel caso di interventi su un edificio unifamiliare, sono detraibili con il Superbonus 110 le spese per gli interventi di sostituzione di una caldaia a gasolio con uno scaldabagno a pompa di calore ed una termostufa a pellet.

Il quesito posto al Fisco
Il proprietario di un’abitazione unifamiliare vuole sostituire la caldaia a gasolio adibita al riscaldamento dell’abitazione e alla produzione di acqua calda sanitaria, con due impianti diversi:

uno scaldabagno a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria;
una termostufa a pellet per il riscaldamento dell’abitazione.
Chiede se tali interventi sono detraibili con il Superbonus 110 (art. 119 del dl 34/2020, come modificato dalla legge di conversione n. 77/2020).

La risposta delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ritiene che nel suddetto, nel rispetto dei requisiti previsti e degli adempimenti richiesti, sia possibile beneficiare del Superbonus in quanto:

lo “scaldabagno a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria” rientra tra gli interventi trainanti di cui alla citata lettera c), comma 1, dell’articolo 119;
la “termostufa a pellet“, quale generatore di calore alimentata a biomassa combustibile, ai sensi del comma 2-bis dell’articolo 14 del decreto n. 63 del 2013, rientra tra gli interventi di efficientamento energetico che godono dell’ecobonus e, pertanto, può essere considerato un intervento trainato ai sensi del comma 2 del medesimo articolo 119.

3 mesi fa

About Energy

BONUS IDRICO

La legge di Bilancio 2021 ha introdotto il nuovo bonus per il risparmio di risorse idriche: 1000 euro per sostituire sanitari e rubinetterie che consumano meno acqua

La legge di Bilancio 2021 prevede l’istituzione, nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente, del “Fondo per il risparmio di risorse idriche”, con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2021. La finalità del fondo (indicata dal comma 2) è quella di riconoscere, alle persone fisiche residenti in Italia, nel limite di spesa suindicato e fino ad esaurimento delle risorse, un “ bonus idrico ” pari a 1.000 euro per ciascun beneficiario.

Il nuovo bonus idrico
Il bonus si potrà utilizzare entro il 31 dicembre 2021 per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

Spese ammissibili
Le spese ammissibili alla contribuzione sono quelle (elencate dal comma 3) sostenute per:

- la fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, comprese le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e dismissione dei sistemi preesistenti;
- la fornitura e installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, comprese le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e dismissione dei sistemi preesistenti.
Viene altresì precisato (dal comma 4) che il “bonus idrico” in questione non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva a fini ISEE.

La definizione delle modalità e dei termini per l’erogazione e l’ottenimento del “bonus”, anche ai fini del rispetto del limite di spesa, è demandata (dal comma 5) ad un apposito decreto del Ministro dell’ambiente che dovrà essere emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

Il nuovo bonus è stato introdotto nella legge di Bilancio 2021 da un emendamento approvato alla Camera, si attende la pubblicazione in Gazzetta del testo definitivo.
... Vedi di piùVedi di meno

BONUS IDRICO

La legge di Bilancio 2021 ha introdotto il nuovo bonus per il risparmio di risorse idriche: 1000 euro per sostituire sanitari e rubinetterie che consumano meno acqua

La legge di Bilancio 2021 prevede l’istituzione, nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente, del “Fondo per il risparmio di risorse idriche”, con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2021. La finalità del fondo (indicata dal comma 2) è quella di riconoscere, alle persone fisiche residenti in Italia, nel limite di spesa suindicato e fino ad esaurimento delle risorse, un “ bonus idrico ” pari a 1.000 euro per ciascun beneficiario.

Il nuovo bonus idrico
Il bonus si potrà utilizzare entro il 31 dicembre 2021 per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

Spese ammissibili
Le spese ammissibili alla contribuzione sono quelle (elencate dal comma 3) sostenute per:

- la fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, comprese le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e dismissione dei sistemi preesistenti;
- la fornitura e installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, comprese le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e dismissione dei sistemi preesistenti.
Viene altresì precisato (dal comma 4) che il “bonus idrico” in questione non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva a fini ISEE.

La definizione delle modalità e dei termini per l’erogazione e l’ottenimento del “bonus”, anche ai fini del rispetto del limite di spesa, è demandata (dal comma 5) ad un apposito decreto del Ministro dell’ambiente che dovrà essere emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

Il nuovo bonus è stato introdotto nella legge di Bilancio 2021 da un emendamento approvato alla Camera, si attende la pubblicazione in Gazzetta del testo definitivo.

5 mesi fa

About Energy

Superbonus 110: ora è possibile inviare asseverazioni a ENEA

È ora possibile inviare all’ENEA le asseverazioni e i documenti previsti nell’ambito della normativa sul Superbonus 110, ai sensi dell’art. 119 della legge 17 luglio 2020 n. 77 e dei decreti 06 agosto 2020 (Decreto Requisiti Ecobonus e Decreto Asseverazioni).
... Vedi di piùVedi di meno

Superbonus 110: ora è possibile inviare asseverazioni a ENEA

È ora  possibile inviare all’ENEA le asseverazioni e i documenti previsti nell’ambito della normativa sul Superbonus 110, ai sensi dell’art. 119 della legge 17 luglio 2020 n. 77 e dei decreti 06 agosto 2020 (Decreto Requisiti Ecobonus e Decreto Asseverazioni).

6 mesi fa

About Energy

Biosicurezza e sanificazione nelle comunità di anziani: Linee-guida A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età) – A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali)

Nelle comunità di anziani durante la pandemia di Covid-19, in Italia e nel mondo, si è registrata una elevata percentuale di contagi e decessi, per la “fragilità” dei soggetti ma anche per il travaso incontrollato di pazienti da parte di ospedali ormai giunti al collasso. RSA, e comunità di anziani in genere, rappresentano ormai, contemporaneamente, una frontiera ed un “laboratorio strategico contro il “nemico invisibile”, che non si limita certamente al solo coronavirus SARS-COV 2, responsabile della pandemia di Covid-19: Legionella, Stafilococchi, Coliformi, Clostridium difficile, Klebsiella, Candida auris e molti altri microrganismi patogeni, rappresentano una reale e crescente emergenza, aggravata, nel caso delle patologie infettive su base batterica e micotica, dal fenomeno preoccupante della multi-resistenza agli antibiotici.
Il problema si amplifica inoltre, in questi ambienti, a causa delle particolari situazioni di immunodeficienza degli ospiti, fisiologicamente correlate all’età e/o conseguenti a patologie croniche o al loro trattamento farmacologico. Da queste considerazioni e partendo dalle raccomandazioni ufficiali emesse in merito dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età), Presidente: Prof. Alberto De Santis) e A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali, Presidente Prof. Marcello Lofrano), hanno congiuntamente elaborato e condiviso a livello interassociativo, “linee-guida”, finalizzate a rappresentare un riferimento di base per le migliaia di comunità di anziani esistenti in Italia, in termini di sanificazione ambientale e di biosicurezza di ospiti, loro familiari, e Personale operante nelle strutture.
Le suddette linee-guida, che saranno costantemente adeguate a normative nazionali o regionali specifiche e tempestivamente aggiornate negli allegati tecnici, rappresenteranno riferimento per due tipologie di Operatori: Operatori in Biosicurezza Ambientale (OBA) e Tecnici Ambientali in Biosicurezza-Sanificazione. Queste figure professionali, rispettivamente, metteranno in pratica ed elaboreranno interventi di prevenzione, sanificazione ed educazione per la salute della popolazione anziana residente e del Personale operante nelle strutture, in relazione agli aspetti tossicologici derivanti da fattori biologici (microrganismi patogeni) e chimici, con la supervisione di figure di riferimento (Medici, Biologi, Chimici, Tossicologi Ambientali), consentendo ad RSA e comunità di anziani in genere di contare su Personale qualificato per affrontare una tematica che, dopo la pandemia Covid-19, costituisce una esigenza strategica prioritaria.

- La formazione degli O.B.A. avverrà attraverso un Corso breve (8 ore), telematicamente, di imminente attuazione, gestito dall’Università UnitelmaSapienza, con Docenti A.N.A.S.T.E. e ATTA.
- Alla conclusione del Corso verrà rilasciato ai discenti che abbiano superato l’esame certificato attestante la conformità del piano didattico (per “Operatore in Biosicurezza Ambientale nelle comunità di anziani –OBA-) secondo disposto A.NA.S.T.E./ A.T.T.A”.
- La Formazione dei Tecnici Ambientali in Biosicurezza-Sanificazione avverrà tramite analogo Corso, di maggiore durata (100 ore), già operativo e gestito da UnitelmaSapienza, attraverso una convenzione con A.N.A.S.T.E. che consentirà agevolazioni economiche all’accesso per gli Associati

Linee-guida
A livello di RSA e residenze per anziani in genere, l’obiettivo-biosicurezza transita attraverso tre strategie prioritarie e convergenti: sanificazione/disinfezione ambientale, igiene individuale, potenziamento delle difese immunitarie.
1. La potenziale contaminazione microbica riguarda aria, acqua e superfici: la conseguente de-contaminazione deve quindi essere mirata a questi tre livelli, transitando da una corretta valutazione del rischio attraverso campionamenti e dalla elaborazione di strategie mirate, anche in ambito preventivo.
2. Valutazione del rischio, elaborazione delle strategie di sanificazione e loro attuazione, devono essere affidate a Personale qualificato interno o esterno (Tecnici ambientali in Biosicurezza), in grado di rilasciare alle strutture adeguati documenti descrittivi, revisione periodica formalmente descritta (nel caso della Legionella, ad esempio, come da linee guida ministeriali).
3. Nella scelta delle sostanze biocide devono essere privilegiate quelle naturali ed eco-sostenibili, attive a livello batteriologico, virale, protozoario e fungino, comunque autorizzate dalle Istituzioni nazionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità) e internazionali (ECHA: European Chemicals Agency).
4. Per la disinfezione superficiale, in caso di utilizzo di sostanze chimiche (esempio: Perossido di Idrogeno), devono essere preferite tecnologie in grado di garantire la massima micronizzazione delle sostanze biocide utilizzate, al fine di ottimizzarne l’efficacia e diminuirne la quantità assoluta, valutando con attenzione e non solo in senso alternativo l’utilizzo di tecnologie “fisiche” validate (esempio: fotocatalisi, ultravioletti). Il relativo Allegato (Sanificazione ambienti chiusi: metodi chimici/metodi fisici) sarà periodicamente aggiornato.
5. Trattamenti “shock” e di lungo periodo (fotocatalisi) andranno utilizzati in senso complementare e con periodicità adeguata.
6. Per una sanificazione ottimale dell’aria, oltre all’efficacia derivante dall’utilizzo di superfici fotocatalitiche (che purificano anche l’aria), si dovrà integrare l’impianto di ventilazione, ove esistente, con filtrazione a tecnologia fotocatalitica o con utilizzo di apparecchiature stand-alone di stessa tecnologia eventualmente gestite tramite sensori di monitoraggio della qualità dell’aria
7. Non è razionalmente proponibile un “protocollo standard” di sanificazione/disinfezione: ogni intervento deve essere mirato in base alle caratteristiche della struttura e della tipologia della popolazione anziana ivi ospitata.
8. I familiari degli ospiti andranno sistematicamente informati circa le strategie di disinfezione/sanificazione attuate nelle strutture.
9. Le visite agli ospiti da parte di familiari, amici e conoscenti, saranno regolamentate in funzione della situazione sanitarie e prevederanno sempre utilizzo di mascherine e procedure igieniche all’ingresso (disinfezione mani).
10. Quando siano disponibili vaccini di provata efficacia per patologie virali o batteriche, a cui la popolazione anziana è particolarmente esposta, è buona norma che gli ospiti delle strutture ne facciano sistematico ricorso, anche al fine di realizzare una “immunità di gregge” (“herd immunity”).
11. Igiene degli ospiti e del Personale: anche se aerotrasmesse, tutte le infezioni presentano una importante via di contagio attraverso le mani, portate involontariamente a contatto con bocca, naso, occhi: il lavaggio frequente e prolungato delle mani rappresenta pertanto una reale barriera, in termini di igiene; da implementare, pertanto, la diffusione nelle strutture di dispenser di disinfettanti e di opuscoli informativi.
12. All’utilizzo di guanti da parte degli ospiti è preferibile la sistematica pulizia/disinfezione delle mani.
13. Mascherine “chirurgiche” andranno utilizzate dagli ospiti (DPI per il Personale) in base alle vigenti disposizioni istituzionali negli ambienti comuni, ricordando che, in caso di mono-uso, ogni mascherina dovrà essere sostituita dopo 4 ore di utilizzo consecutivo e smaltita in appositi contenitori destinati a materiali potenzialmente contaminati.
14. In presenza di segni e sintomi di infezione con rischio di contagio, è buona norma, fatte le debite comunicazioni alle Autorità competenti e d’intesa con le strutture dell’ASL preposte, disporre il temporaneo isolamento del paziente all’interno delle strutture, con temporaneo divieto di accedere alle zone comuni; analogamente operatori sintomatici non dovranno accedere alle strutture fino a certificata guarigione.
15. Il potenziamento delle difese immunitarie transita fondamentalmente dalla alimentazione: in collaborazione con Immunologi e Nutrizionisti verrà elaborato un dossier specifico sull’argomento, con suggerimenti alimentari, da diffondere presso le strutture.
Le strutture per anziani che aderiranno formalmente e sostanzialmente a queste linee-guida, attraverso formazione specifica di uno o più dipendenti quali OBA e Tecnici ambientali in biosicurezza e sanificazione, potranno avvalersi nella propria comunicazione della seguente dicitura: “Struttura che ha adottato le linee-guida A.N.A.S.T.E./ A.T.T.A./in Biosicurezza e Sanificazione”.
www.anaste.com/it/54-top-home/902-biosicurezza-e-sanificazione-nelle-comunita-di-anziani-linee-gu...
... Vedi di piùVedi di meno

Biosicurezza e sanificazione nelle comunità di anziani: Linee-guida A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età) – A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali)

Nelle comunità di anziani durante la pandemia di Covid-19, in Italia e nel mondo, si è registrata una elevata percentuale di contagi e decessi, per la “fragilità” dei soggetti ma anche per il travaso incontrollato di pazienti da parte di ospedali ormai giunti al collasso. RSA, e comunità di anziani in genere, rappresentano ormai, contemporaneamente, una frontiera ed un “laboratorio strategico contro il “nemico invisibile”, che non si limita certamente al solo coronavirus SARS-COV 2, responsabile della pandemia di Covid-19: Legionella, Stafilococchi, Coliformi, Clostridium difficile, Klebsiella, Candida auris e molti altri microrganismi patogeni, rappresentano una reale e crescente emergenza, aggravata, nel caso delle patologie infettive su base batterica e micotica, dal fenomeno preoccupante della multi-resistenza agli antibiotici.
 Il problema si amplifica inoltre, in questi ambienti, a causa delle particolari situazioni di immunodeficienza degli ospiti, fisiologicamente correlate all’età e/o conseguenti a patologie croniche o al loro trattamento farmacologico. Da queste considerazioni e partendo dalle raccomandazioni ufficiali emesse in merito dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età), Presidente: Prof. Alberto De Santis) e A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali, Presidente Prof. Marcello Lofrano), hanno congiuntamente elaborato e condiviso a livello interassociativo, “linee-guida”, finalizzate a rappresentare un riferimento di base per le migliaia di comunità di anziani esistenti in Italia, in termini di sanificazione ambientale e di biosicurezza di ospiti, loro familiari, e Personale operante nelle strutture.
Le suddette linee-guida, che saranno costantemente adeguate a normative nazionali o regionali specifiche e tempestivamente aggiornate negli allegati tecnici, rappresenteranno riferimento per due tipologie di Operatori: Operatori in Biosicurezza Ambientale (OBA) e Tecnici Ambientali in Biosicurezza-Sanificazione. Queste figure professionali, rispettivamente, metteranno in pratica ed elaboreranno interventi di prevenzione, sanificazione ed educazione per la salute della popolazione anziana residente e del Personale operante nelle strutture, in relazione agli aspetti tossicologici derivanti da fattori biologici (microrganismi patogeni) e chimici, con la supervisione di figure di riferimento (Medici, Biologi, Chimici, Tossicologi Ambientali), consentendo ad RSA e comunità di anziani in genere di contare su Personale qualificato per affrontare una tematica che, dopo la pandemia Covid-19, costituisce una esigenza strategica prioritaria.
 
- La formazione degli O.B.A. avverrà attraverso un Corso breve (8 ore), telematicamente, di imminente attuazione, gestito dall’Università UnitelmaSapienza, con Docenti A.N.A.S.T.E. e ATTA.
- Alla conclusione del Corso verrà rilasciato ai discenti che abbiano superato l’esame certificato attestante la conformità del piano didattico (per “Operatore in Biosicurezza Ambientale nelle comunità di anziani –OBA-) secondo disposto A.NA.S.T.E./ A.T.T.A”. 
- La Formazione dei Tecnici Ambientali in Biosicurezza-Sanificazione avverrà tramite analogo Corso, di maggiore durata (100 ore), già operativo e gestito da UnitelmaSapienza, attraverso una convenzione con A.N.A.S.T.E. che consentirà agevolazioni economiche all’accesso per gli Associati

Linee-guida
A livello di RSA e residenze per anziani in genere, l’obiettivo-biosicurezza transita attraverso tre strategie prioritarie e convergenti: sanificazione/disinfezione ambientale, igiene individuale, potenziamento delle difese immunitarie.
1. La potenziale contaminazione microbica riguarda aria, acqua e superfici: la conseguente de-contaminazione deve quindi essere mirata a questi tre livelli, transitando da una corretta valutazione del rischio attraverso campionamenti e dalla elaborazione di strategie mirate, anche in ambito preventivo.
2. Valutazione del rischio, elaborazione delle strategie di sanificazione e loro attuazione, devono essere affidate a Personale qualificato interno o esterno (Tecnici ambientali in Biosicurezza),  in grado di rilasciare alle strutture adeguati documenti descrittivi, revisione periodica formalmente descritta (nel caso della Legionella, ad esempio, come da linee guida ministeriali).
3. Nella scelta delle sostanze biocide devono essere privilegiate quelle naturali ed eco-sostenibili, attive a livello batteriologico, virale, protozoario e fungino, comunque autorizzate dalle Istituzioni nazionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità) e internazionali (ECHA: European Chemicals Agency).
4. Per la disinfezione superficiale, in caso di utilizzo di sostanze chimiche (esempio: Perossido di Idrogeno), devono essere preferite tecnologie in grado di garantire la massima micronizzazione delle sostanze biocide utilizzate, al fine di ottimizzarne l’efficacia e diminuirne la quantità assoluta, valutando con attenzione e non solo in senso alternativo l’utilizzo di tecnologie “fisiche” validate (esempio: fotocatalisi, ultravioletti). Il relativo Allegato (Sanificazione ambienti chiusi: metodi chimici/metodi fisici) sarà periodicamente aggiornato.
5. Trattamenti “shock” e di lungo periodo (fotocatalisi)  andranno utilizzati in senso complementare e con periodicità adeguata.
6. Per una sanificazione ottimale dell’aria, oltre all’efficacia derivante dall’utilizzo di superfici fotocatalitiche (che purificano anche l’aria), si dovrà integrare l’impianto di ventilazione, ove esistente, con filtrazione a tecnologia fotocatalitica o con utilizzo di apparecchiature stand-alone di stessa tecnologia eventualmente gestite tramite sensori di monitoraggio della qualità dell’aria
7. Non è razionalmente proponibile un “protocollo standard” di sanificazione/disinfezione: ogni intervento deve essere mirato in  base alle caratteristiche della struttura e della tipologia della popolazione anziana ivi ospitata.
8. I familiari degli ospiti andranno sistematicamente informati circa le strategie di disinfezione/sanificazione attuate nelle strutture.
9. Le visite agli ospiti da parte di familiari, amici e conoscenti, saranno regolamentate in funzione della situazione sanitarie e prevederanno sempre  utilizzo di mascherine e procedure igieniche all’ingresso (disinfezione mani).
10. Quando siano disponibili vaccini di provata efficacia per patologie virali o batteriche, a cui la popolazione anziana è particolarmente esposta, è buona norma che gli ospiti delle strutture ne facciano sistematico ricorso, anche al fine di realizzare una “immunità di gregge” (“herd immunity”).
11. Igiene degli ospiti e del Personale: anche se aerotrasmesse, tutte le infezioni presentano una importante via di contagio attraverso le mani, portate involontariamente a contatto con bocca, naso, occhi: il lavaggio frequente e prolungato delle mani rappresenta pertanto una reale barriera, in termini di igiene; da implementare, pertanto, la diffusione nelle strutture di dispenser di disinfettanti e di opuscoli informativi.
12. All’utilizzo di guanti da parte degli ospiti è preferibile la sistematica pulizia/disinfezione delle mani.
13. Mascherine “chirurgiche” andranno utilizzate dagli ospiti (DPI per il Personale) in base alle vigenti disposizioni istituzionali negli ambienti comuni, ricordando che, in caso di mono-uso, ogni mascherina dovrà essere sostituita dopo 4 ore di utilizzo consecutivo e smaltita in appositi contenitori destinati a materiali potenzialmente contaminati.
14. In presenza di segni e sintomi di infezione con rischio di contagio, è buona norma, fatte le debite comunicazioni alle Autorità  competenti e d’intesa con le strutture dell’ASL preposte, disporre il temporaneo isolamento del paziente all’interno delle strutture, con temporaneo divieto di accedere alle zone comuni; analogamente operatori sintomatici non dovranno accedere alle strutture fino a certificata guarigione.
15. Il potenziamento delle difese immunitarie transita fondamentalmente dalla alimentazione: in collaborazione con Immunologi e Nutrizionisti verrà elaborato un dossier specifico sull’argomento, con suggerimenti alimentari, da diffondere presso le strutture.
Le strutture per anziani che aderiranno formalmente e sostanzialmente a queste linee-guida, attraverso formazione specifica di uno o più dipendenti quali OBA e Tecnici ambientali in biosicurezza e sanificazione, potranno avvalersi nella propria comunicazione della seguente dicitura: “Struttura che ha adottato le linee-guida A.N.A.S.T.E./ A.T.T.A./in Biosicurezza e Sanificazione”.
https://www.anaste.com/it/54-top-home/902-biosicurezza-e-sanificazione-nelle-comunita-di-anziani-linee-guida-a-n-a-s-t-e-associazione-nazionale-strutture-terza-eta-a-t-t-a-associazione-tossicologi-e-tecnici-ambientaliImage attachment

8 mesi fa

About Energy

Sono stati firmati dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, i decreti attuativi sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici previsti dal decreto Rilancio, che definiscono sia i requisiti tecnici per il Superbonus e il Sismabonus al 110% sia la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, tra cui Enea.

In particolare, il decreto sui requisiti tecnici - che ha ottenuto il concerto del MEF, MATTM e del MIT - definisce gli interventi che rientrano nelle agevolazioni Ecobonus, Bonus facciate e Superbonus al 110%, i costi massimali per singola tipologia di intervento e le procedure e le modalità di esecuzione dei controlli a campione. E’ stata inoltre prevista anche la possibilità di applicare l’incentivo ai microgeneratori a celle di combustione (idrogeno) ed è stato chiarito che anche le porte d'ingresso, oltre alle finestre, sono detraibili, posto che contribuiscono a migliorare l’efficientamento energetico.

Con il decreto attuativo che invece definisce le caratteristiche della modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione, diventa operativa anche la procedura inerente le verifiche e gli accertamenti delle attestazioni e certificazioni infedeli. L’asseverazione potrà avere ad oggetto gli interventi conclusi o in uno stato di avanzamento delle opere per la loro realizzazione, nella misura minima del 30% del valore economico complessivo dei lavori preventivato.

I due decreti sono stati inviati alla registrazione della Corte dei Conti.
... Vedi di piùVedi di meno

Sono stati firmati dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, i decreti attuativi sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici previsti dal decreto Rilancio, che definiscono sia i requisiti tecnici per il Superbonus e il Sismabonus al 110% sia la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, tra cui Enea.

In particolare, il decreto sui requisiti tecnici - che ha ottenuto il concerto del MEF, MATTM e del MIT - definisce gli interventi che rientrano nelle agevolazioni Ecobonus, Bonus facciate e Superbonus al 110%, i costi massimali per singola tipologia di intervento e le procedure e le modalità di esecuzione dei controlli a campione. E’ stata inoltre prevista anche la possibilità di applicare l’incentivo ai microgeneratori a celle di combustione (idrogeno) ed è stato chiarito che anche le porte dingresso, oltre alle finestre, sono detraibili, posto che contribuiscono a migliorare l’efficientamento energetico.

Con il decreto attuativo che invece definisce le caratteristiche della modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione, diventa operativa anche la procedura inerente le verifiche e gli accertamenti delle attestazioni e certificazioni infedeli. L’asseverazione potrà avere ad oggetto gli interventi conclusi o in uno stato di avanzamento delle opere per la loro realizzazione, nella misura minima del 30% del valore economico complessivo dei lavori preventivato.

I due decreti sono stati inviati alla registrazione della Corte dei Conti.

9 mesi fa

About Energy

16/07/2020

In Gazzetta Ufficiale il Decreto sull’efficienza energetica

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 14 luglio 2020, n. 73 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”.

Il provvedimento, che entrerà in vigore dal prossimo 29 luglio, prevede alcune novità, e in particolare:

• estende l'obbligo di risparmio energetico al periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 gennaio 2030;

• prevede che gli obiettivi di risparmio energetico siano raggiunti tramite regimi obbligatori di efficienza energetica e misure alternative;

• estende lo stanziamento di risorse del programma per la Riqualificazione Energetica degli edifici della P.A. Centrale (PREPAC) fino al 2030, incrementando da 30 a 50 milioni annui la quota derivante dai provvedimenti delle aste di CO2;

• integra le prescrizioni per la misurazione e la fatturazione dei consumi energetici, prevedendo l'impiego di contatori e sotto-contatori leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020;

• elimina il riferimento alla norma 10200 per la ripartizione delle spese, che viene sostituita da una quota di almeno il 50% dei consumi volontari di energia termica;

• abroga l’allegato 3 del d.lgs. 102 che definiva il potenziale dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento;

• prevede la realizzazione di un sistema informatico per la gestione dei progetti e ridefinisce l'attività di monitoraggio dei consumi annui della PA;

• elimina l'esenzione della diagnosi per le imprese che sono dotate di EMAS e di certificazioni ISO 14001, in quanto non rilevanti ai fini energetici, e introduce sanzioni in caso di inadempimento della diffida ad eseguire le diagnosi energetiche entro 90 giorni dalla data della contestazione immediata o della notifica del verbale di accertamento; prevede inoltre sanzioni per le imprese a forte consumo di energia che, nel periodo intercorrente fra due diagnosi, non abbiano effettuato almeno uno degli interventi richiesti o, in alternativa, non abbiano adottato sistemi di gestione secondo la ISO 50001;

• assimila la figura dell'Auditor Energetico a quello di Esperto in Gestione dell'Energia (EGE).

• ridefinisce e rinnova fino al 2030, incrementandone la dotazione, il piano di informazione e formazione per l'efficienza energetica;

• prevede esplicitamente la possibilità di concedere anche finanziamenti a fondo perduto nell'ambito del fondo nazionale per l'efficienza energetica

Queste sono alcune delle modifiche introdotte dal Decreto...
... Vedi di piùVedi di meno

16/07/2020
 
In Gazzetta Ufficiale il Decreto sull’efficienza energetica
 
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 14 luglio 2020, n. 73 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”.

Il provvedimento, che entrerà in vigore dal prossimo 29 luglio, prevede alcune novità, e in particolare:

• estende lobbligo di risparmio energetico al periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 gennaio 2030;

• prevede che gli obiettivi di risparmio energetico siano raggiunti tramite regimi obbligatori di efficienza energetica e misure alternative;

• estende lo stanziamento di risorse del programma per la Riqualificazione Energetica degli edifici della P.A. Centrale (PREPAC) fino al 2030, incrementando da 30 a 50 milioni annui la quota derivante dai provvedimenti delle aste di CO2;

• integra le prescrizioni per la misurazione e la fatturazione dei consumi energetici, prevedendo limpiego di contatori e sotto-contatori leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020; 

• elimina il riferimento alla norma 10200 per la ripartizione delle spese, che viene sostituita da una quota di almeno il 50% dei consumi volontari di energia termica;

• abroga l’allegato 3 del d.lgs. 102 che definiva il potenziale dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento;

• prevede la realizzazione di un sistema informatico per la gestione dei progetti e ridefinisce lattività di monitoraggio dei consumi annui della PA;

• elimina lesenzione della diagnosi per le imprese che sono dotate di EMAS e di certificazioni ISO 14001, in quanto non rilevanti ai fini energetici, e introduce sanzioni in caso di inadempimento della diffida ad eseguire le diagnosi energetiche entro 90 giorni dalla data della contestazione immediata o della notifica del verbale di accertamento; prevede inoltre sanzioni per le imprese a forte consumo di energia che, nel periodo intercorrente fra due diagnosi, non   abbiano effettuato almeno uno degli interventi richiesti o, in alternativa, non abbiano adottato sistemi di gestione secondo la ISO 50001;

• assimila la figura dellAuditor Energetico a quello di Esperto in Gestione dellEnergia (EGE).

• ridefinisce e rinnova fino al 2030, incrementandone la dotazione, il piano di informazione e formazione per lefficienza energetica;

• prevede esplicitamente la possibilità di concedere anche finanziamenti a fondo perduto nellambito del fondo nazionale per lefficienza energetica

Queste sono alcune delle modifiche introdotte dal Decreto...

9 mesi fa

About Energy

Il regime fiscale relativo agli impianti fotovoltaici è piuttosto complicato, perché si articola sui diversi soggetti che accedono alle tariffe incentivanti, sulla potenza dei singoli impianti e sull’utilizzo dell’energia prodotta.

Prima di addentrarci in una visione più analitica della normativa vigente, possiamo dire che per quanto riguarda le aziende che acquistano un impianto fotovoltaico, esse hanno il diritto di detrarre il 100% del costo, in quanto si tratta di un bene strumentale, con una limitazione posta al 9% annuo. I privati, invece, non nutrono questo diritto.

Qualora il proprietario dell’impianto, però, decida di non accedere alla tariffa incentivante del Conto Energia, ha diritto di concorrere alle detrazioni del 50% previste dalla normativa fiscale sulle ristrutturazioni edili ed il miglioramento energetico.

Il regime fiscale sui proventi derivanti dall’utilizzo di un impianto fotovoltaico è regolato dalla circolare n. 46/E, emanata dalla Agenzia delle Entrate il 19 luglio 2007 (e successive precisazioni), fra cui le più rilevanti sono la risoluzione n. 13 del 20 gennaio 2009 e la circolare n. 32/E per imprenditori agricoli.

In ogni caso è sancito che i proventi derivanti dalle tariffe incentivanti non sono soggetti ad IVA. Lo sono invece i proventi derivanti dalla vendita dell’energia che, qualora gli impianti non siano ad uso esclusivo della privata abitazione, costituiscono anche reddito.
... Vedi di piùVedi di meno

Il regime fiscale relativo agli impianti fotovoltaici è piuttosto complicato, perché si articola sui diversi soggetti che accedono alle tariffe incentivanti, sulla potenza dei singoli impianti e sull’utilizzo dell’energia prodotta.

Prima di addentrarci in una visione più analitica della normativa vigente, possiamo dire che per quanto riguarda le aziende che acquistano un impianto fotovoltaico, esse hanno il diritto di detrarre il 100% del costo, in quanto si tratta di un bene strumentale, con una limitazione posta al 9% annuo. I privati, invece, non nutrono questo diritto.

Qualora il proprietario dell’impianto, però, decida di non accedere alla tariffa incentivante del Conto Energia, ha diritto di concorrere alle detrazioni del 50% previste dalla normativa fiscale sulle ristrutturazioni edili ed il miglioramento energetico.

Il regime fiscale sui proventi derivanti dall’utilizzo di un impianto fotovoltaico è regolato dalla circolare n. 46/E, emanata dalla Agenzia delle Entrate il 19 luglio 2007 (e successive precisazioni), fra cui le più rilevanti sono la risoluzione n. 13 del 20 gennaio 2009 e la circolare n. 32/E per imprenditori agricoli.

In ogni caso è sancito che i proventi derivanti dalle tariffe incentivanti non sono soggetti ad IVA. Lo sono invece i proventi derivanti dalla vendita dell’energia che, qualora gli impianti non siano ad uso esclusivo della privata abitazione, costituiscono anche reddito.

Commenta su Facebook

Marco Penza chiedi a Dario Spartaco Baldi

9 mesi fa

About Energy

Ecobonus e Sismabonus: Risoluzione 34/E

10 luglio 2020
L’Agenzia delle entrate con la Risoluzione n. 34/E del 25 giugno 2020 ha esteso il beneficio delle detrazioni di Ecobonus e Sismabonus anche ai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”.
I due regimi, inoltre, possono essere accomunati sotto il profilo della agevolabilità degli interventi eseguiti da titolari di reddito di impresa su immobili posseduti o detenuti, a prescindere dalla loro destinazione, tenuto conto delle finalità di interesse pubblico al risparmio energetico e anche alla messa in sicurezza di tutti gli edifici.
Con questa Risoluzione l’Agenzia delle Entrate si allinea al parere che era stato già espresso a riguardo dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 29164 del 12 novembre 2019) in contrasto con le precedenti risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate stessa (risoluzioni nn. 303 e 340 del 2008 ) che avevano circoscritto l’applicabilità delle detrazioni escludendo le società di costruzione e ristrutturazione.
... Vedi di piùVedi di meno

Ecobonus e Sismabonus: Risoluzione 34/E

10 luglio 2020
L’Agenzia delle entrate con la Risoluzione n. 34/E del 25 giugno 2020 ha esteso il beneficio delle detrazioni di Ecobonus e Sismabonus anche ai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”.
I due regimi, inoltre, possono essere accomunati sotto il profilo della agevolabilità degli interventi eseguiti da titolari di reddito di impresa su immobili posseduti o detenuti, a prescindere dalla loro destinazione, tenuto conto delle finalità di interesse pubblico al risparmio energetico e anche alla messa in sicurezza di tutti gli edifici.
Con questa Risoluzione l’Agenzia delle Entrate si allinea al parere che era stato già espresso a riguardo dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 29164 del 12 novembre 2019)  in contrasto con le precedenti risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate stessa (risoluzioni nn. 303 e 340 del 2008 ) che avevano circoscritto l’applicabilità delle detrazioni escludendo le società di costruzione e ristrutturazione.
Carica altri post