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1 mese fa

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Decreto Sblocca Cantieri, il via libera del CdM

Decreto Sblocca Cantieri: in arrivo misure per il rilancio del settore dei contratti pubblici e per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali

Nella seduta n. 50 del 20 marzo 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge Sblocca cantieri con la formulazione “salvo intese” che lascia, quindi, spazio a successive modifiche da parte del Governo anche dopo il via libera del CdM.

Il decreto Sblocca cantieri è il provvedimento che introduce disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici e misure per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali; nonché norme per la semplificazione dell’attività edilizia in generale e, in particolare, per l’edilizia scolastica; infine, misure per eventi calamitosi.

Secondo le ultime bozze circolate nei giorni scorsi, i cinque articoli del decreto-legge dovrebbero essere:

Modifiche al codice dei contratti pubblici
Disposizioni sulle procedure di affidamento in caso di crisi di impresa
Disposizioni in materia di semplificazione della disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche
Commissari straordinari e interventi sostitutivi
Agenzia nazionale per la sicurezza delle dighe e delle infrastrutture idriche – Andig

Le novità in arrivo in tema di appalti

Le novità in materia di appalti dovrebbero essere le seguenti.
Codice appalti

Sarebbe prevista l’unificazione in un Regolamento unico di attuazione dei provvedimenti già emessi in attuazione del dlgs 50/2016, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
Subappalti

Dovrebbe essere abolita l’indicazione della terna di subappaltatori in sede di offerta; rimane, invece,
la soglia del 30% sul valore complessivo dei lavori.
Anticipazione del 15% del prezzo

Sarebbe esteso a tutti i tipi di appalto, non solo alle opere pubbliche, l’anticipazione del 15% del prezzo.
Commissari straordinari

Per gli interventi infrastrutturali prioritari, sarebbe prevista la possibilità della nomina di uno o più commissari straordinari.
Accelerazione appalti

Il criterio del prezzo più basso dovrebbe essere applicato anche per i servizi e le forniture ad elevato contenuto tecnologico o innovativo.
Affidamento lavori e progetto definitivo semplificato

Per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria , eccezion fatta per il rinnovo o sostituzione
di parti strutturali delle opere o impianti, l’affidamento dei lavori dovrebbe avvenire in base al progetto definitivo semplificato.
Affidamento lavori e servizi di fornitura

Per l’affidamento di lavori compresi da 40.000 a 150.000 euro e per servizi di fornitura da 40.000 a 221.000 euro il dl prevederebbe solo 3 inviatati, rispetto ai 10 precedenti;

la soglia per l’affidamento dei lavori con la procedura negoziata passa a 350.000 euro, pertanto l’invito ai 10 operatori e alle 15 imprese si avrebbe solo al di sopra della suddetta soglia (350.000 euro) e fino a 1 milione di euro.
Valutazione offerte

Le stazioni appaltanti potrebbero decidere di esaminare le offerte ancor prima della verifica della documentazione relativa al possesso de requisiti di carattere generale, di idoneità e di capacità degli offerenti, effettuate a campione sull’aggiudicatario e su gli altri partecipanti.

Le modifiche introdotte entreranno in vigore per i bandi pubblicati in data successiva all’entrata in vigore del decreto legge, ossia dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
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Decreto Sblocca Cantieri, il via libera del CdM

Decreto Sblocca Cantieri: in arrivo misure per il rilancio del settore dei contratti pubblici e per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali

Nella seduta n. 50 del 20 marzo 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge Sblocca cantieri con la formulazione “salvo intese” che lascia, quindi, spazio a successive modifiche da parte del Governo anche dopo il via libera del CdM.

Il decreto Sblocca cantieri è il provvedimento che introduce disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici e misure per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali; nonché norme per la semplificazione dell’attività edilizia in generale e, in particolare, per l’edilizia scolastica; infine, misure per eventi calamitosi.

Secondo le ultime bozze circolate nei giorni scorsi, i cinque articoli del decreto-legge dovrebbero essere:

    Modifiche al codice dei contratti pubblici
    Disposizioni sulle procedure di affidamento in caso di crisi di impresa
    Disposizioni in materia di semplificazione della disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche
    Commissari straordinari e interventi sostitutivi
    Agenzia nazionale per la sicurezza delle dighe e delle infrastrutture idriche – Andig

Le novità in arrivo in tema di appalti

Le novità in materia di appalti dovrebbero essere le seguenti.
Codice appalti

Sarebbe prevista l’unificazione in un Regolamento unico di attuazione dei provvedimenti già emessi in attuazione del dlgs 50/2016, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
Subappalti

Dovrebbe essere abolita l’indicazione della terna di subappaltatori in sede di offerta; rimane, invece,
la soglia del 30% sul valore complessivo dei lavori.
Anticipazione del 15% del prezzo

Sarebbe esteso a tutti i tipi di appalto, non solo alle opere pubbliche, l’anticipazione del 15% del prezzo.
Commissari straordinari

Per gli interventi infrastrutturali prioritari, sarebbe prevista la possibilità della nomina di uno o più commissari straordinari.
Accelerazione appalti

Il criterio del prezzo più basso dovrebbe essere applicato anche per i servizi e le forniture ad elevato contenuto tecnologico o innovativo.
Affidamento lavori e progetto definitivo semplificato

Per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria , eccezion fatta per il rinnovo o sostituzione
di parti strutturali delle opere o impianti, l’affidamento dei lavori dovrebbe avvenire in base al progetto definitivo semplificato.
Affidamento lavori e servizi di fornitura

Per l’affidamento di lavori compresi da 40.000 a 150.000 euro e per servizi di fornitura da 40.000 a 221.000 euro il dl prevederebbe solo 3 inviatati, rispetto ai 10 precedenti;

la soglia per l’affidamento dei lavori con la procedura negoziata passa a 350.000 euro, pertanto l’invito ai 10 operatori e alle 15 imprese si avrebbe solo al di sopra della suddetta soglia (350.000 euro) e fino a 1 milione di euro.
Valutazione offerte

Le stazioni appaltanti potrebbero decidere di esaminare le offerte ancor prima della verifica della documentazione relativa al possesso de requisiti di carattere generale, di idoneità e di capacità degli offerenti, effettuate a campione sull’aggiudicatario e su gli altri partecipanti.

Le modifiche introdotte entreranno in vigore per i bandi pubblicati in data successiva all’entrata in vigore del decreto legge, ossia dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

3 mesi fa

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Dichiarazioni di conformità Impianti D.M. 37/08

I modelli corretti aggiornati dal Decreto 19/05/2010 | doc

Il D.M. n. 37/2008, modificato dal Decreto 19/05/2010, che regolamenta l’attività di impiantistica prevede, che al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice sia tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità dei seguenti impianti:

- impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere (lettera a);
- impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere (lettera b);
- impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali (lettera c);
- impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie (lettera d);
- impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione, ventilazione ed aerazione dei locali (lettera e);
- impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e simili (lettera f);
- impianti di protezione antincendio (lettera g)

La dichiarazione di conformita' deve essere rilasciata in conformità ai Modelli del Decreto 19/05/2010 da:

1. Impresa installatrice: secondo il modello di cui all’allegato I del Decreto 19/05/2010.

oppure

2. Responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici Art. 3, c. 3 del D.M. 37/2008: secondo il modello di cui all’allegato II del Decreto 19/05/2010.

Procedura generale (contattare SUAP)
La dichiarazione, resa sulla base dei modelli nella versione aggiornata dal Decreto 19/05/2010, deve essere depositata in duplice copia, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo Sportello Unico per l’edilizia del Comune ove ha sede l’impianto, che inoltrerà una copia della dichiarazione di conformità alla Camera di Commercio nella cui circoscrizione ha sede l’impresa esecutrice dell’impianto, che provvede ai conseguenti riscontri con le risultanze del registro delle Imprese.

Note per impresa installatrice:
- utilizzare il modello previsto dal D.M. 37/2008, modificato dal Decreto 19/05/2010 (sono considerate regolari sia le dichiarazioni redatte su stampati precompilati, sia dichiarazioni personalizzate dattiloscritte, purché complete di tutti i dati previsti dal decreto);

- consegnare allo Sportello Unico del Comune in cui sono stati depositati, oltre alla dichiarazione di conformità in duplice copia, anche il progetto o il certificato di collaudo degli impianti installati,

- compilare le dichiarazioni in maniera chiara e leggibile; le dichiarazioni devono essere complete di tutti gli elementi previsti, nonché delle firme in originale (o a ricalco) del dichiarante (titolare o legale rappresentante) e del responsabile tecnico nominato ai sensi del D.M. 37/2008, se diverso dal dichiarante.
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Dichiarazioni di conformità Impianti D.M. 37/08

I modelli corretti aggiornati dal Decreto 19/05/2010 | doc

Il D.M. n. 37/2008, modificato dal Decreto 19/05/2010, che regolamenta l’attività di impiantistica prevede, che al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice sia tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità dei seguenti impianti:

- impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere (lettera a);
- impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere (lettera b);
- impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali (lettera c);
- impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie (lettera d); 
- impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione, ventilazione ed aerazione dei locali (lettera e);
- impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e simili (lettera f);
- impianti di protezione antincendio (lettera g) 

La dichiarazione di conformita deve essere rilasciata in conformità ai Modelli del Decreto 19/05/2010 da:

1. Impresa installatrice: secondo il modello di cui all’allegato I del Decreto 19/05/2010.

oppure

2. Responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici Art. 3, c. 3 del D.M. 37/2008: secondo il modello di cui all’allegato II del Decreto 19/05/2010.

Procedura generale (contattare SUAP)
La dichiarazione, resa sulla base dei modelli nella versione aggiornata dal Decreto 19/05/2010, deve essere depositata in duplice copia, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo Sportello Unico per l’edilizia del Comune ove ha sede l’impianto, che inoltrerà una copia della dichiarazione di conformità alla Camera di Commercio nella cui circoscrizione ha sede l’impresa esecutrice dell’impianto, che provvede ai conseguenti riscontri con le risultanze del registro delle Imprese.

Note per impresa installatrice:
- utilizzare il modello previsto dal D.M. 37/2008, modificato dal Decreto 19/05/2010 (sono considerate regolari sia le dichiarazioni redatte su stampati precompilati, sia dichiarazioni personalizzate dattiloscritte, purché complete di tutti i dati previsti dal decreto);

- consegnare allo Sportello Unico del Comune in cui sono stati depositati, oltre alla dichiarazione di conformità in duplice copia, anche il progetto o il certificato di collaudo degli impianti installati,

- compilare le dichiarazioni in maniera chiara e leggibile; le dichiarazioni devono essere complete di tutti gli elementi previsti, nonché delle firme in originale (o a ricalco) del dichiarante (titolare o legale rappresentante) e del responsabile tecnico nominato ai sensi del D.M. 37/2008, se diverso dal dichiarante.

3 mesi fa

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Scadenze e percentuali in vigore (Detrazioni 2019)

Di seguito è proposto uno schema delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica e di ristrutturazione edilizia sugli edifici e sugli impianti esistenti per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2017 in accordo con le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2019 (n. 145 del 30 dicembre 2018).
Sono presenti le detrazioni collegate al concetto di “riqualificazione energetica” degli edifici esistenti (nate nel lontano 2007 come detrazione del 55%), e detrazioni legate agli interventi di “ristrutturazione edilizia” (nate in precedenza come detrazioni del 41% e 36%).
Dal 2013 circa sono stati integrati nello schema anche gli interventi di riqualificazione antisismica. Le percentuali variano a seconda del tipo di intervento.
La Finanziaria per il 2019 ha sostanzialmente prorogato di un anno le detrazioni per l’efficienza energetica e la ristrutturazione edilizia per le singole unità immobiliari (le frecce in blu nello schema).
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Scadenze e percentuali in vigore (Detrazioni 2019)

Di seguito è proposto uno schema delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica e di ristrutturazione edilizia sugli edifici e sugli impianti esistenti per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2017 in accordo con le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2019 (n. 145 del 30 dicembre 2018). 
Sono presenti le detrazioni collegate al concetto di “riqualificazione energetica” degli edifici esistenti (nate nel lontano 2007 come detrazione del 55%), e detrazioni legate agli interventi di “ristrutturazione edilizia” (nate in precedenza come detrazioni del 41% e 36%).
Dal 2013 circa sono stati integrati nello schema anche gli interventi di riqualificazione antisismica. Le percentuali variano a seconda del tipo di intervento.
La Finanziaria per il 2019 ha sostanzialmente prorogato di un anno le detrazioni per l’efficienza energetica e la ristrutturazione edilizia per le singole unità immobiliari (le frecce in blu nello schema).

3 mesi fa

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La legge di Bilancio 2019 proroga di un altro anno il bonus mobili, la detrazione fiscale del 50% su un importo complessivo massimo di 10.000 euro.

La legge n. 145/2018 (legge di Bilancio 2019) all’art. 1 commi 67 e 68, proroga di un ulteriore anno le detrazioni fiscali per la casa, per ulteriori dettagli vedi la tabella di sintesi sulle detrazioni fiscali per il 2019.

Tra le varie proroghe vi è quella relativa al bonus mobili, che permetterà lo sgravio fiscale per tutte le spese sostenute fino al 31 dicembre 2019.

Per tutto il 2019 sarà, quindi, possibile acquistare mobili e grandi elettrodomestici ed usufruire della detrazione del 50% calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

In base ad alcune dichiarazioni degli esponenti del Governo, potrebbe essere l’ultimo anno per usufruire di questa agevolazione: per il 2020 il bonus mobili potrebbe essere non rinnovato.
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La legge di Bilancio 2019 proroga di un altro anno il bonus mobili, la detrazione fiscale del 50% su un importo complessivo massimo di 10.000 euro. 

La legge n. 145/2018 (legge di Bilancio 2019) all’art. 1 commi 67 e 68, proroga di un ulteriore anno le detrazioni fiscali per la casa, per ulteriori dettagli vedi la tabella di sintesi sulle detrazioni fiscali per il 2019.

Tra le varie proroghe vi è quella relativa al bonus mobili, che permetterà lo sgravio fiscale per tutte le spese sostenute fino al 31 dicembre 2019.

Per tutto il 2019 sarà, quindi, possibile acquistare mobili e grandi elettrodomestici ed usufruire della detrazione del 50% calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

In base ad alcune dichiarazioni degli esponenti del Governo, potrebbe essere l’ultimo anno per usufruire di questa agevolazione: per il 2020 il bonus mobili potrebbe essere non rinnovato.

3 mesi fa

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Cosa cambia con le nuove FAQ ministeriali - DM26/06/2015

Il parere dei tecnici del Ministero
Il documento pubblicato non modifica il testo di legge attualmente in vigore: non si tratta di un nuovo dispositivo che cambia il quadro legislativo. Le FAQ rappresentano invece la trascrizione ufficiale dell’interpretazione dei tecnici del Ministero su alcuni passaggi poco chiari. A tutti gli effetti consistono quindi in un commento autorevole al DM 26/6/2015 di cui è bene tenere conto per allinearsi alla volontà ministeriale.
Di seguito riportiamo alcuni passaggi salienti delle nuove FAQ.

L’assenza della condensa interstiziale (FAQ 3.11)
Il DM 26/6/2015 prevede tra le varie verifiche l’obbligo di dimostrare l’assenza di condensazione interstiziale per tutte le strutture opache (delimitanti il volume climatizzato) interessate da un intervento. L’interpretazione fornita dalla FAQ 3.11 su questo passaggio sostiene che la condensazione interstiziale può considerarsi assente non solo quando è nulla (0 g), ma anche quando sono soddisfatte le condizioni poste dalla norma UNI EN ISO 13788, ovvero il rispetto della quantità massima ammissibile e nessun residuo alla fine di un ciclo annuale.
Nota: posta in questi termini di fatto la verifica torna a come era stata definita prima dell’applicazione del DM 26/6/2015. È bene sottolineare però che la FAQ non interviene sull’interpretazione dell’assenza di rischio di muffa, che quindi può continuare ad essere interpretata come “nessun rischio di muffa”.

Il calcolo del volume degli ampliamenti (FAQ 3.13)
Tra gli ambiti di applicazione citati dai requisiti minimi c’è il caso dell’ampliamento di edifici esistenti (con nuovo impianto o estensione dell’impianto). Questo ambito è descritto come intervento su un edificio esistente per il quale si prevede un ampliamento di volume lordo climatizzato maggiore del 15% di quello esistente oppure maggiore di 500m3.
Secondo la FAQ 3.13 il conteggio di tale percentuale deve essere effettuato in riferimento alla tipologia di impianto presente: con impianto centralizzato il riferimento è il volume di tutto l’edificio, con impianto autonomo il riferimento è il volume della singola unità.
Nota: non si applica quindi lo stesso criterio indicato nella FAQ 2.13 per valutare l’incidenza % della superficie disperdente nei casi di “ristrutturazione importante” e “riqualificazione energetica” (il suggerimento era di considerare sempre l’intero edificio “costituito dall’unione di tutte le unità immobiliari che lo compongono”).

Il calcolo di H’T (FAQ 3.1)
Secondo la nuova FAQ per la verifica di H’T è necessario considerare nel calcolo gli elementi (opachi e trasparenti) di proprietà del medesimo soggetto giuridico. Quindi nel caso questi elementi appartengano a un soggetto giuridico diverso, la verifica va eseguita solo sulla superficie di intervento.
Nota: si tratta della terza FAQ di chiarimento sull’H’T (assieme alla FAQ 2.15 e FAQ 1.6). Questa nuova interpretazione fornisce un metodo per affrontare la verifica nel caso di interventi su una facciata di un edificio condominiale in cui le parti opache appartengono al condominio, mentre le finestre ai proprietari dei singoli appartamenti.

La verifica della trasmittanza (FAQ 3.16)
Alla domanda se il calcolo della trasmittanza va effettuato: 1) per ogni singola struttura di ogni locale, 2) per tutte le strutture della stessa tipologia con il medesimo orientamento, oppure 3) per tutte le strutture della stessa tipologia indipendentemente dall’orientamento; la FAQ indica la terza opzione come quella corretta.
Nota: le tipologie citate nella FAQ sono le “strutture opache verticali”, “orizzontali o inclinate di copertura” e “orizzontali di pavimento”. Per quanto riguarda i ponti termici, il chiarimento indica di attribuirne metà a ciascuna struttura incidente sul nodo.
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Cosa cambia con le nuove FAQ ministeriali - DM26/06/2015

Il parere dei tecnici del Ministero
Il documento pubblicato non modifica il testo di legge attualmente in vigore: non si tratta di un nuovo dispositivo che cambia il quadro legislativo. Le FAQ rappresentano invece la trascrizione ufficiale dell’interpretazione dei tecnici del Ministero su alcuni passaggi poco chiari. A tutti gli effetti consistono quindi in un commento autorevole al DM 26/6/2015 di cui è bene tenere conto per allinearsi alla volontà ministeriale.
Di seguito riportiamo alcuni passaggi salienti delle nuove FAQ.

L’assenza della condensa interstiziale (FAQ 3.11)
Il DM 26/6/2015 prevede tra le varie verifiche l’obbligo di dimostrare l’assenza di condensazione interstiziale per tutte le strutture opache (delimitanti il volume climatizzato) interessate da un intervento. L’interpretazione fornita dalla FAQ 3.11 su questo passaggio sostiene che la condensazione interstiziale può considerarsi assente non solo quando è nulla (0 g), ma anche quando sono soddisfatte le condizioni poste dalla norma UNI EN ISO 13788, ovvero il rispetto della quantità massima ammissibile e nessun residuo alla fine di un ciclo annuale.
Nota: posta in questi termini di fatto la verifica torna a come era stata definita prima dell’applicazione del DM 26/6/2015. È bene sottolineare però che la FAQ non interviene sull’interpretazione dell’assenza di rischio di muffa, che quindi può continuare ad essere interpretata come “nessun rischio di muffa”.

Il calcolo del volume degli ampliamenti (FAQ 3.13)
Tra gli ambiti di applicazione citati dai requisiti minimi c’è il caso dell’ampliamento di edifici esistenti (con nuovo impianto o estensione dell’impianto). Questo ambito è descritto come intervento su un edificio esistente per il quale si prevede un ampliamento di volume lordo climatizzato maggiore del 15% di quello esistente oppure maggiore di 500m3.
Secondo la FAQ 3.13 il conteggio di tale percentuale deve essere effettuato in riferimento alla tipologia di impianto presente: con impianto centralizzato il riferimento è il volume di tutto l’edificio, con impianto autonomo il riferimento è il volume della singola unità.
Nota: non si applica quindi lo stesso criterio indicato nella FAQ 2.13 per valutare l’incidenza % della superficie disperdente nei casi di  “ristrutturazione importante” e “riqualificazione energetica” (il suggerimento era di considerare sempre l’intero edificio “costituito dall’unione di tutte le unità immobiliari che lo compongono”).

Il calcolo di H’T (FAQ 3.1)
Secondo la nuova FAQ per la verifica di H’T è necessario considerare nel calcolo gli elementi (opachi e trasparenti) di proprietà del medesimo soggetto giuridico. Quindi nel caso questi elementi appartengano a un soggetto giuridico diverso, la verifica va eseguita solo sulla superficie di intervento.
Nota: si tratta della terza FAQ di chiarimento sull’H’T (assieme alla FAQ 2.15 e FAQ 1.6). Questa nuova interpretazione fornisce un metodo per affrontare la verifica nel caso di interventi su una facciata di un edificio condominiale in cui le parti opache appartengono al condominio, mentre le finestre ai proprietari dei singoli appartamenti.

La verifica della trasmittanza (FAQ 3.16)
Alla domanda se il calcolo della trasmittanza va effettuato: 1) per ogni singola struttura di ogni locale, 2) per tutte le strutture della stessa tipologia con il medesimo orientamento, oppure 3) per tutte le strutture della stessa tipologia indipendentemente dall’orientamento; la FAQ indica la terza opzione come quella corretta.
Nota: le tipologie citate nella FAQ sono le “strutture opache verticali”, “orizzontali o inclinate di copertura” e “orizzontali di pavimento”. Per quanto riguarda i ponti termici, il chiarimento indica di attribuirne metà a ciascuna struttura incidente sul nodo.

4 mesi fa

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Avviamento caldaia a legna ETA ... Vedi di piùVedi di meno

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