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1 mese fa

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BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI AI RIFUGI ALPINISTICI ED ESCURSIONISTICI AI SENSI DELLA L.R. 1 OTTOBRE 2015 N° 27 PRESENTI NEL TERRITORIO LOMBARDO
1. Bando voluto dal nuovo assessorato alla Montagna di Regione Lombardia (Assessore Massimo Sertori di Sondrio) anche su richiesta del CAI Lombardia e di Assorifugi
2. Bando gestito da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste)

CHI PUO’ PRESENTARE DOMANDA
3. Possono presentare domanda i gestori o i proprietari di rifugi alpinistici ed escursionistici siti all’interno del territorio lombardo.
4. I beneficiari finali possono essere soggetti pubblici, associazioni e soggetti privati.
5. Possono essere presentate richieste di contributo solo per i rifugi alpinistici ed escursionistici regolarmente iscritti nell’Elenco regionale dei Rifugi Alpinistici e Rifugi Escursionistici del 2018
6. Non possono accedere al presente bando i rifugi di nuova costituzione che hanno iniziato l’attività dopo il 1 gennaio 2019.
7. I rifugi ammissibili sono quelli che risultano aver svolto attività, secondo quanto previsto dalla normativa regionale (in particolare il rispetto del periodo di apertura maggiore o uguale a 80 gg), anteriormente al 1 gennaio 2019.

INTERVENTI e SPESE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO
1. Apparati per la produzione di energia da fonti rinnovabili e interventi per l’efficientamento energetico
• Produzione di energia idroelettrica (con particolare riferimento al microidroelettrico) funzionale all’esercizio del rifugio
• Produzione energia fotovoltaica
• Produzione di energia con impianti microeolici
• Riscaldamento acqua e aria mediante solare termico
• Acquisto sistemi di accumulo
2. Opere per miglioramento energetico (cappotti, serramenti ecc.)
3. Opere e impianti funzionali all’approvvigionamento idrico
• Sistema di filtrazione e potabilizzazione delle acque
• Collegamenti per approvvigionamento idrico
• Opere di presa per approvvigionamento acqua
• Opere per recupero acque piovane
3. Interventi per approvvigionamenti di materiali
• Impianti per agevolare rifornimenti di strutture non raggiunte da strade (teleferiche)
• Acquisto mezzi, a basso impatto ambientale per il solo trasporto di materiali (ad esclusione degli autoveicoli e dei mezzi a uso promiscuo)
4. Opere per lo smaltimento delle acque reflue (punteggio alto)
• Collegamento alla pubblica fognatura
• Impianto di chiarificazione, trattamento e smaltimento reflui, fitodepurazione, trasporto per svuotamento degli impianti di smaltimento dei reflui, funzionale alla realizzazione e al collaudo di nuove opere nella misura di n. 1 interventi.
• Sistemi di disoleazione/degrassatura
6. Locali adibiti a servizi igienici
• Interventi strutturali dei locali bagno
• Interventi pro locale bagno accessibile ai disabili, per i rifugi escursionistici in caso di ristrutturazione
7. Opere funzionali alla raccolta differenziata
• Attrezzature per compattare rifiuti ed effettuare la raccolta differenziata
• Attrezzature per compostaggio con apporto di solare termico
• Sistemi per la riduzione della produzione di rifiuti
8. Prevenzione degli incendi
• Adeguamento sistemi di sicurezza
9. Messa in sicurezza degli immobili
• opere di difesa attiva (es. paravalanghe)
• rinforzi strutturali
• sistemi di protezione da fulmini
10.Locali adibiti al pernottamento
• Interventi finalizzati ad accessibilità disabili
• Interventi per locale di fortuna con funzioni di bivacco
11.acquisto e installazione di attrezzature per le telecomunicazioni quali sistemi per collegamento dati in banda larga e apparecchiature radio e telefoniche,(rientrano in queste categorie gli apparati di connettività GSM/3G/4G/5G, ADSL Satellitare e altre tecnologie, e tutti gli apparati accessori necessari al loro funzionamento - antenne, amplificatori, filtri, sistemi di protezione elettrica da sovratensione, router/modem, cablaggi, etc.);
12.Registratori di cassa Telematici
13.Realizzazione piazzole atterraggio elicottero (elisuperfici occasionali)
14. Apparati tecnologici per la promozione turistica quali webcam e stazioni meteo, anche in modalità di noleggio, con particolare riguardo a quelle funzionali alla valorizzazione del territorio lombardo;
15. Interventi finalizzati ad adeguare le strutture e gli impianti a prescrizioni imposte dalla normativa vigente;
16. Arredi funzionali al solo pernottamento (letti, reti, materassi, coperte, piumini ignifughi) con utilizzo di materiali tipici, ecosostenibili, rispondenti della normativa vigente;
17. Interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione dell’immobile principale;
18. IVA (se non recuperabile dal beneficiario finale del contributo);
19. spese tecniche in misura complessivamente non superiore al 10% dell’ammontare complessivo del costo dell’intervento, relative a:
• progettazione;
• piani di sicurezza;
• direzione lavori;
• collaudi;
• perizia asseverata giurata;
... Vedi di piùVedi di meno

BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI AI RIFUGI ALPINISTICI ED ESCURSIONISTICI AI SENSI DELLA L.R. 1 OTTOBRE 2015 N° 27 PRESENTI NEL TERRITORIO LOMBARDO
1. Bando voluto dal nuovo assessorato alla Montagna di Regione Lombardia (Assessore Massimo Sertori di Sondrio) anche su richiesta del CAI Lombardia e di Assorifugi
2. Bando gestito da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste)

CHI PUO’ PRESENTARE DOMANDA
3. Possono presentare domanda i gestori o i proprietari di rifugi alpinistici ed escursionistici siti all’interno del territorio lombardo.
4. I beneficiari finali possono essere soggetti pubblici, associazioni e soggetti privati. 
5. Possono essere presentate richieste di contributo solo per i rifugi alpinistici ed escursionistici regolarmente iscritti nell’Elenco regionale dei Rifugi Alpinistici e Rifugi Escursionistici del 2018
6. Non possono accedere al presente bando i rifugi di nuova costituzione che hanno iniziato l’attività dopo il 1 gennaio 2019.
7. I rifugi ammissibili sono quelli che risultano aver svolto attività, secondo quanto previsto dalla normativa regionale (in particolare il rispetto del periodo di apertura maggiore o uguale a 80 gg), anteriormente al 1 gennaio 2019.

INTERVENTI e SPESE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO
1. Apparati per la produzione di energia da fonti rinnovabili e interventi per l’efficientamento energetico
• Produzione di energia idroelettrica (con particolare riferimento al microidroelettrico) funzionale all’esercizio del rifugio
• Produzione energia fotovoltaica
• Produzione di energia con impianti microeolici
• Riscaldamento acqua e aria mediante solare termico
• Acquisto sistemi di accumulo
2. Opere per miglioramento energetico (cappotti, serramenti ecc.)
3. Opere e impianti funzionali all’approvvigionamento idrico
• Sistema di filtrazione e potabilizzazione delle acque
• Collegamenti per approvvigionamento idrico
• Opere di presa per approvvigionamento acqua
• Opere per recupero acque piovane 
3. Interventi per approvvigionamenti di materiali
• Impianti per agevolare rifornimenti di strutture non raggiunte da strade (teleferiche)
• Acquisto mezzi, a basso impatto ambientale per il solo trasporto di materiali (ad esclusione degli autoveicoli e dei mezzi a uso promiscuo)
4. Opere per lo smaltimento delle acque reflue (punteggio alto)
• Collegamento alla pubblica fognatura
• Impianto di chiarificazione, trattamento e smaltimento reflui, fitodepurazione, trasporto per svuotamento degli impianti di smaltimento dei reflui, funzionale alla realizzazione e al collaudo di nuove opere nella misura di n. 1 interventi.
• Sistemi di disoleazione/degrassatura
6. Locali adibiti a servizi igienici
• Interventi strutturali dei locali bagno
• Interventi pro locale bagno accessibile ai disabili, per i rifugi escursionistici in caso di ristrutturazione
7. Opere funzionali alla raccolta differenziata
• Attrezzature per compattare rifiuti ed effettuare la raccolta differenziata
• Attrezzature per compostaggio con apporto di solare termico
• Sistemi per la riduzione della produzione di rifiuti
8. Prevenzione degli incendi
• Adeguamento sistemi di sicurezza
9. Messa in sicurezza degli immobili
• opere di difesa attiva (es. paravalanghe)
• rinforzi strutturali
• sistemi di protezione da fulmini
10.Locali adibiti al pernottamento
• Interventi finalizzati ad accessibilità disabili
• Interventi per locale di fortuna con funzioni di bivacco
11.acquisto e installazione di attrezzature per le telecomunicazioni quali sistemi per collegamento dati in banda larga e apparecchiature radio e telefoniche,(rientrano in queste categorie gli apparati di connettività GSM/3G/4G/5G, ADSL Satellitare e altre tecnologie, e tutti gli apparati accessori necessari al loro funzionamento - antenne, amplificatori, filtri, sistemi di protezione elettrica da sovratensione, router/modem, cablaggi, etc.);
12.Registratori di cassa Telematici
13.Realizzazione piazzole atterraggio elicottero (elisuperfici occasionali)
14. Apparati tecnologici per la promozione turistica quali webcam e stazioni meteo, anche in modalità di noleggio, con particolare riguardo a quelle funzionali alla valorizzazione del territorio lombardo;
15. Interventi finalizzati ad adeguare le strutture e gli impianti a prescrizioni imposte dalla normativa vigente;
16. Arredi funzionali al solo pernottamento (letti, reti, materassi, coperte, piumini ignifughi) con utilizzo di materiali tipici, ecosostenibili, rispondenti della normativa vigente;
17. Interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione dell’immobile principale;
18. IVA (se non recuperabile dal beneficiario finale del contributo);
19. spese tecniche in misura complessivamente non superiore al 10% dell’ammontare complessivo del costo dell’intervento, relative a:
• progettazione;
• piani di sicurezza;
• direzione lavori;
• collaudi;
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1 mese fa

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Pubblicato in Gazzetta il decreto Rilancio: dai finanziamenti a fondo perduto alle detrazioni al 110%. Tutte le misure che interessano imprese, professionisti e cittadini

Il decreto è suddiviso in 9 titoli:

Titolo I – SALUTE E SICUREZZA – finanziamenti e riorganizzazione della sanità: personale sanitario, riordino della rete ospedaliera, medicinali, sanità militare, ecc.;
Titolo II – SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALL’ECONOMIA – prevede una serie di misure e finanziamenti per le imprese: finanziamenti a fondo perduto, agevolazioni sugli affitti, riduzione delle spese fisse delle utenze elettriche non domestiche, misure per startup e industria 4.0, ecc.;
Titolo III – MISURE IN FAVORE DEI LAVORATORI – misure in materia: DPI, cassa integrazione, integrazione salariale, permessi e congedi, ecc.;
Titolo IV – DISPOSIZIONI PER LA DISABILITÀ E LA FAMIGLIA –
Titolo V – ENTI TERRITORIALI E DEBITI COMMERCIALI DEGLI ENTI TERRITORIALI – prevede una serie di rinvii e fondi straordinari destinati agli enti locali;
Titolo VI – MISURE FISCALI – vengono previsti una serie di interventi sulle imposte ed i tributi, sulle accise, sugli indici ISA, sulla fatturazione elettronica, ecc.;
Titolo VII – DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DEL RISPARMIO NEL SETTORE CREDITIZIO –
Titolo VIII – MISURE DI SETTORE – sono previste misure specifiche per: turismo e cultura, editoria, trasporti, sport, giustizia, agricoltura, ambiente, istruzione, università e ricerca, innovazione tecnologica, sud, concorsi, periodo emergenza Covid-19;
Titolo IX – TITOLO IX ULTERIORI DISPOSIZIONI –

Sintesi del Titolo VI

Titolo VI – Fisco
Cancellazione aumenti IVA
Soppresse definitivamente a partire dal 1° gennaio del 2021, le cosiddette “clausole di salvaguardia” che prevedono aumenti automatici delle aliquote IVA e delle accise su alcuni prodotti carburanti.

Detrazioni al 110%
Prevista la detrazione nella misura del 110 % delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per specifici interventi destinati:
- ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus);
- alla riduzione del rischio sismico (sismabonus);
- a interventi ad essi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici;
- a interventi ad essi connessi relativi all’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Per tali interventi in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro
Al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla diversa organizzazione del lavoro e all’adeguamento degli ambienti, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 % delle spese per investimenti, per un massimo di 80.000 euro, sostenute nel 2020.

Gli interventi devono essere necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19.

Sono compresi gli interventi edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi, mense, realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, arredi di sicurezza.

Il credito è usufruibile anche all’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro
Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del terzo del settore, viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 % delle spese sostenute nel 2020.

Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Riduzione IVA per i DPI
Prevista nel decreto rilancio anche la riduzione Iva dei beni necessari al contenimento e gestione dell’epidemia: dal 22% al 5% su beni e dispositivi medici e di protezione individuale come ventilatori polmonari, mascherine e altri presidi per la sicurezza dei lavoratori.

Fino al 31 dicembre 2020, la vendita degli stessi beni è totalmente esentata dall’Iva.

Sospensione fino a settembre di imposte e tributi
Prorogato dal 30 giugno 2020 al 16 settembre 2020 il termine per i versamenti di imposte e contributi, già sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio. I versamenti potranno essere effettuati in unica soluzione o rateizzati.

Titolo VII – Misure per il risparmio
Il Ministero dell’economia è autorizzato, nei 6 mesi successivi all’entrata in vigore del decreto, a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 15 miliardi di euro.
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Pubblicato in Gazzetta il decreto Rilancio: dai finanziamenti a fondo perduto alle detrazioni al 110%. Tutte le misure che interessano imprese, professionisti e cittadini

Il decreto è suddiviso in 9 titoli:

Titolo I – SALUTE E SICUREZZA – finanziamenti e riorganizzazione della sanità: personale sanitario, riordino della rete ospedaliera, medicinali, sanità militare, ecc.;
Titolo II – SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALL’ECONOMIA – prevede una serie di misure e finanziamenti per le imprese: finanziamenti a fondo perduto, agevolazioni sugli affitti, riduzione delle spese fisse delle utenze elettriche non domestiche, misure per startup e industria 4.0, ecc.;
Titolo III – MISURE IN FAVORE DEI LAVORATORI – misure in materia: DPI, cassa integrazione, integrazione salariale, permessi e congedi, ecc.;
Titolo IV – DISPOSIZIONI PER LA DISABILITÀ E LA FAMIGLIA –
Titolo V – ENTI TERRITORIALI E DEBITI COMMERCIALI DEGLI ENTI TERRITORIALI – prevede una serie di rinvii e fondi straordinari destinati agli enti locali;
Titolo VI – MISURE FISCALI – vengono previsti una serie di interventi sulle imposte ed i tributi, sulle accise, sugli indici ISA, sulla fatturazione elettronica, ecc.;
Titolo VII – DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DEL RISPARMIO NEL SETTORE CREDITIZIO –
Titolo VIII – MISURE DI SETTORE – sono previste misure specifiche per: turismo e cultura, editoria, trasporti, sport, giustizia, agricoltura, ambiente, istruzione, università e ricerca, innovazione tecnologica, sud, concorsi, periodo emergenza Covid-19;
Titolo IX – TITOLO IX ULTERIORI DISPOSIZIONI –

Sintesi del Titolo VI

Titolo VI – Fisco
Cancellazione aumenti IVA
Soppresse definitivamente a partire dal 1° gennaio del 2021, le cosiddette “clausole di salvaguardia” che prevedono aumenti automatici delle aliquote IVA e delle accise su alcuni prodotti carburanti.

Detrazioni al 110%
Prevista la detrazione nella misura del 110 % delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per specifici interventi destinati: 
- ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus);
- alla riduzione del rischio sismico (sismabonus);
- a interventi ad essi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici;
- a interventi ad essi connessi relativi all’installazione di  colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Per tali interventi in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro
Al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla diversa organizzazione del lavoro e all’adeguamento degli ambienti, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 % delle spese per investimenti, per un massimo di 80.000 euro, sostenute nel 2020.

Gli interventi devono essere necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19.

Sono compresi gli interventi edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi, mense, realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, arredi di sicurezza.

Il credito è usufruibile anche all’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro
Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del terzo del settore, viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 % delle spese sostenute nel 2020.

Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Riduzione IVA per i DPI
Prevista nel decreto rilancio anche la riduzione Iva dei beni necessari al contenimento e gestione dell’epidemia: dal 22% al 5% su beni e dispositivi medici e di protezione individuale come ventilatori polmonari, mascherine e altri presidi per la sicurezza dei lavoratori.

Fino al 31 dicembre 2020, la vendita degli stessi beni è totalmente esentata dall’Iva.

Sospensione fino a settembre di imposte e tributi
Prorogato dal 30 giugno 2020 al 16 settembre 2020 il termine per i versamenti di imposte e contributi, già sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio. I versamenti potranno essere effettuati in unica soluzione o rateizzati.

Titolo VII – Misure per il risparmio
Il Ministero dell’economia è autorizzato, nei 6 mesi successivi all’entrata in vigore del decreto, a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 15 miliardi di euro.

2 mesi fa

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Sanificazione con Ozono: nessun dato certo sull'efficacia con COVID-19

Per quanto attiene l'uso dell'ozono, quale presidio da utilizzare per la decontaminazione COVID-19, non ci sono prove scientifiche della sua efficacia.

Il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020 individua al punto 4 prevede che per la pulizia e sanificazione in azienda le seguenti misure:
- l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
- nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
- occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
- l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)
- nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020.

La Circolare Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020 - avente ad oggetto COVID-2019. Nuove indicazioni e chiarimenti - raccomanda che, per la decontaminazione di ambienti non sanitari, vengano utilizzati l’uso di:
- ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia,
mentre, per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio,
- etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

I coronavirus (ai quale appartiene l’agente eziologico di COVID-19) sono microrganismi dotati di involucro (envelope) e, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, i virus di questo tipo sono normalmente meno resistenti dei cosiddetti virus “nudi” cioè senza involucro.

Schematicamente:
- Virus senza involucro sono resistenti alle alte temperature, agli acidi, ai detergenti e all’essiccamento.
- Virus con involucro (inclusi i coronavirus), i quali sopravvivono più a lungo in ambiente umido e si diffondono mediante le gocce d’acqua, sono distrutti sia da acidi, detergenti, disinfettanti, essiccamento e calore.

Un disinfettante che rivendica un’azione virucida (claim), include sempre l’efficacia contro virus con involucro. Al contrario, un disinfettante che presenti un claim di azione solo contro virus con involucro potrebbe non essere efficace contro virus “nudi” (senza involucro) più resistenti.

Ogni principio attivo agisce mediante un preciso meccanismo di azione anche in relazione al “bersaglio”.

Poiché i virus sono microorganismi semplici, costituti da materiale genetico (RNA o DNA) e da un “guscio”, detto anche capside, proteico ed eventualmente da un ulteriore involucro, il meccanismo d’azione è relativamente poco specifico. Ad esempio: l’etanolo ad alte concentrazioni è un potente agente virucida in grado di inattivare tutti i virus lipofili (virus vaccinico, herpes e virus dell’influenza) e anche molti virus non lipofili (adenovirus, rotavirus, enterovirus, ma non il virus dell’epatite A); il propan-2-olo (alcol isopropilico) è attivo solo contro i virus lipofili; il perossido di idrogeno produce radicali liberi che attaccano gli involucri lipidici e il DNA. I virus finché non entrano nelle cellule ospiti (quando cioè infettano l’uomo o gli animali) hanno pochi modi per difendersi dagli attacchi esterni. Pertanto, anche il solo essiccamento causato dall’alcol o i danni causati dal perossido di idrogeno possono essere sufficienti a distruggerli.

Sebbene non siano disponibili dati specifici sull’efficacia contro il SARS-CoV-2 diversi agenti antimicrobici disinfettanti sono stati testati su alcuni coronavirus, come riportato nella linea guida del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che propone, per la decontaminazione delle superfici dure, l'uso di ipoclorito di sodio allo 0,1% dopo pulizia con acqua e un detergente neutro mentre, per quanto riguarda le superfici che potrebbero essere danneggiate dall'ipoclorito di sodio, l’uso di prodotti a base di etanolo al 70% (non specificato se p/p o v/v) sempre dopo la pulizia con acqua e detergente neutro.

Risultati simili sono stati ottenuti utilizzando detergenti di uso domestico contenenti sodio lauriletere solfato, alchil poliglicosidi e ammide,cocco,N,N-bis(idrossietil).

Uno studio su due coronavirus diversi dal SARS-CoV-2, che ha confrontato diversi agenti disinfettanti, ha dimostrato che quelli con concentrazione di etanolo al 70% (non specificato se in p/p o v/v) sono più efficaci su due diversi coronavirus (virus dell'epatite di topo e virus della gastroenterite trasmissibile) dopo un minuto di contatto su superfici dure rispetto all’ipoclorito di sodio allo 0,06% v/v.

Un altro studio ha inoltre confermato che virus umani come SARS coronavirus (non dimostrato su SARS-CoV-2) possono “sopravvivere” sulle superfici dure fino a nove giorni; la disinfezione delle superfici con soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1% o di etanolo fra 62-71% (non specificato se p/p o v/v) o di perossido di idrogeno allo 0,5% risultano efficaci dopo un minuto di esposizione. Tuttavia la riduzione logaritmica del titolo virale, osservata con l’utilizzo di etanolo tra il 62 e il 71% in condizioni sperimentali, non è sempre in linea con gli standard europei (norme EN). Tali standard, sui quali si basa la valutazione dell’efficacia dei prodotti disinfettanti/biocidi per la commercializzazione, richiedono che venga dimostrata una riduzione del titolo logaritmico > 4.

Altri biocidi testati, con soluzioni a concentrazioni tra 0,05 e 0,2 % di benzalconio cloruro o 0,02% di clorexidina digluconato, sono risultati meno efficaci.

Per quanto attiene l'uso dell'ozono, quale presidio da utilizzare per la decontaminazione COVID-19, non ci sono prove scientifiche della sua efficacia.

L’ozono è una molecola costituita da tre atomi di ossigeno che la rendono per questo un prodotto efficace nella disinfezione grazie alle spiccate capacità ossidanti. Il Ministero della Sanità con protocollo del 31 luglio 1996 n°24482, ha riconosciuto l'utilizzo dell'ozono nel trattamento dell'aria e dell'acqua, come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari. Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare il 21 ottobre 2010 ha ammesso l’utilizzo dell’ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, ritenendolo utile come agente disinfettante e disinfestante. Può essere utilizzato sotto forma di gas per la disinfezione di ambienti, sia sotto forma di acqua ozonizzata per la disinfezione di superfici e materiali. Non lascia residui ed ha bassa emivita.

L’Ozono viene prodotto mediante generatori che sfruttano l’elettricità (effetto corona). Un flusso di gas (aria secca oppure ossigeno) viene fatto attraversare da una scarica elettrica ad alta tensione generata da un dielettrico in ceramica o vetro. I generatori di ozono consentono di produrre il disinfettante direttamente in loco e nel momento dell’utilizzo, ma occorre prendere molte precauzioni in quanto il gas può causare fenomeni di irritazione ed intossicazione per le persone presenti. L’ozono viene utilizzato sotto forma di gas (in assenza di persone) oppure disperso in acqua per lavaggio.

Marco Benedetti, presidente dell’Anid, l’Associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, a tale proposito ha dichiarato:
“L’ozono non è ancora autorizzato in ambito civile in quanto non è ancora classificato nè come biocida nè come presidio medico-chirurgico. L’iter è in fase di approvazione.
Altra questione quella delle ‘macchinette‘, i compressori, che vengono venduti come la risoluzione contro il Covid-19: al massimo possono pulire l’aria, eliminare i cattivi odori, ma non sanificano gli ambienti.

La sanificazione ricordo può essere fatta solo da aziende regolarmente iscritte all’elenco speciale presso la Camera di commerciale competente che attesta il rispetto dei requisiti stabiliti dalla legge 82/94, attuata con il Dm 274/97“.

Fonti:
Ministero della Salute
Protocollo condiviso misure Covid-19 negli ambienti di lavoro | 24.04.2020
Circolare Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020
ANID
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Sanificazione con Ozono: nessun dato certo sullefficacia con COVID-19

Per quanto attiene luso dellozono, quale presidio da utilizzare per la decontaminazione COVID-19, non ci sono prove scientifiche della sua efficacia.

Il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020 individua al punto 4 prevede che per la pulizia e sanificazione in azienda le seguenti misure:
- l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
- nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
- occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
- l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)
- nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020.

La Circolare Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020 - avente ad oggetto COVID-2019. Nuove indicazioni e chiarimenti - raccomanda che, per la decontaminazione di ambienti non sanitari, vengano utilizzati l’uso di:
- ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia,
mentre, per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio,
- etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

I coronavirus (ai quale appartiene l’agente eziologico di COVID-19) sono microrganismi dotati di involucro (envelope) e, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, i virus di questo tipo sono normalmente meno resistenti dei cosiddetti virus “nudi” cioè senza involucro.

Schematicamente:
- Virus senza involucro sono resistenti alle alte temperature, agli acidi, ai detergenti e all’essiccamento.
- Virus con involucro (inclusi i coronavirus), i quali sopravvivono più a lungo in ambiente umido e si diffondono mediante le gocce d’acqua, sono distrutti sia da acidi, detergenti, disinfettanti, essiccamento e calore.

Un disinfettante che rivendica un’azione virucida (claim), include sempre l’efficacia contro virus con involucro. Al contrario, un disinfettante che presenti un claim di azione solo contro virus con involucro potrebbe non essere efficace contro virus “nudi” (senza involucro) più resistenti.

Ogni principio attivo agisce mediante un preciso meccanismo di azione anche in relazione al “bersaglio”.

Poiché i virus sono microorganismi semplici, costituti da materiale genetico (RNA o DNA) e da un “guscio”, detto anche capside, proteico ed eventualmente da un ulteriore involucro, il meccanismo d’azione è relativamente poco specifico. Ad esempio: l’etanolo ad alte concentrazioni è un potente agente virucida in grado di inattivare tutti i virus lipofili (virus vaccinico, herpes e virus dell’influenza) e anche molti virus non lipofili (adenovirus, rotavirus, enterovirus, ma non il virus dell’epatite A); il propan-2-olo (alcol isopropilico) è attivo solo contro i virus lipofili; il perossido di idrogeno produce radicali liberi che attaccano gli involucri lipidici e il DNA. I virus finché non entrano nelle cellule ospiti (quando cioè infettano l’uomo o gli animali) hanno pochi modi per difendersi dagli attacchi esterni. Pertanto, anche il solo essiccamento causato dall’alcol o i danni causati dal perossido di idrogeno possono essere sufficienti a distruggerli.

Sebbene non siano disponibili dati specifici sull’efficacia contro il SARS-CoV-2 diversi agenti antimicrobici disinfettanti sono stati testati su alcuni coronavirus, come riportato nella linea guida del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che propone, per la decontaminazione delle superfici dure, luso di ipoclorito di sodio allo 0,1% dopo pulizia con acqua e un detergente neutro mentre, per quanto riguarda le superfici che potrebbero essere danneggiate dallipoclorito di sodio, l’uso di prodotti a base di etanolo al 70% (non specificato se p/p o v/v) sempre dopo la pulizia con acqua e detergente neutro.

Risultati simili sono stati ottenuti utilizzando detergenti di uso domestico contenenti sodio lauriletere solfato, alchil poliglicosidi e ammide,cocco,N,N-bis(idrossietil).

Uno studio su due coronavirus diversi dal SARS-CoV-2, che ha confrontato diversi agenti disinfettanti, ha dimostrato che quelli con concentrazione di etanolo al 70% (non specificato se in p/p o v/v) sono più efficaci su due diversi coronavirus (virus dellepatite di topo e virus della gastroenterite trasmissibile) dopo un minuto di contatto su superfici dure rispetto all’ipoclorito di sodio allo 0,06% v/v.

Un altro studio ha inoltre confermato che virus umani come SARS coronavirus (non dimostrato su SARS-CoV-2) possono “sopravvivere” sulle superfici dure fino a nove giorni; la disinfezione delle superfici con soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1% o di etanolo fra 62-71% (non specificato se p/p o v/v) o di perossido di idrogeno allo 0,5% risultano efficaci dopo un minuto di esposizione. Tuttavia la riduzione logaritmica del titolo virale, osservata con l’utilizzo di etanolo tra il 62 e il 71% in condizioni sperimentali, non è sempre in linea con gli standard europei (norme EN). Tali standard, sui quali si basa la valutazione dell’efficacia dei prodotti disinfettanti/biocidi per la commercializzazione, richiedono che venga dimostrata una riduzione del titolo logaritmico > 4.

Altri biocidi testati, con soluzioni a concentrazioni tra 0,05 e 0,2 % di benzalconio cloruro o 0,02% di clorexidina digluconato, sono risultati meno efficaci.

Per quanto attiene luso dellozono, quale presidio da utilizzare per la decontaminazione COVID-19, non ci sono prove scientifiche della sua efficacia.

L’ozono è una molecola costituita da tre atomi di ossigeno che la rendono per questo un prodotto efficace nella disinfezione grazie alle spiccate capacità ossidanti. Il Ministero della Sanità con protocollo del 31 luglio 1996 n°24482, ha riconosciuto lutilizzo dellozono nel trattamento dellaria e dellacqua, come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari. Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare il 21 ottobre 2010 ha ammesso l’utilizzo dell’ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, ritenendolo utile come agente disinfettante e disinfestante.  Può essere utilizzato sotto forma di gas per la disinfezione di ambienti, sia sotto forma di acqua ozonizzata per la disinfezione di superfici e materiali. Non lascia residui ed ha bassa emivita. 

L’Ozono viene prodotto mediante generatori che sfruttano l’elettricità (effetto corona). Un flusso di gas (aria secca oppure ossigeno) viene fatto attraversare da una scarica elettrica ad alta tensione generata da un dielettrico in ceramica o vetro. I generatori di ozono consentono di produrre il disinfettante direttamente in loco e nel momento dell’utilizzo, ma occorre prendere molte precauzioni in quanto il gas può causare fenomeni di irritazione ed intossicazione per le persone presenti. L’ozono viene utilizzato sotto forma di gas (in assenza di persone) oppure disperso in acqua per lavaggio.

Marco Benedetti, presidente dell’Anid, l’Associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, a tale proposito ha dichiarato: 
“L’ozono non è ancora autorizzato in ambito civile in quanto non è ancora classificato nè come biocida nè come presidio medico-chirurgico. L’iter è in fase di approvazione.
Altra questione quella delle ‘macchinette‘, i compressori, che vengono venduti come la risoluzione contro il Covid-19: al massimo possono pulire l’aria, eliminare i cattivi odori, ma non sanificano gli ambienti. 

La sanificazione ricordo può essere fatta solo da aziende regolarmente iscritte all’elenco speciale presso la Camera di commerciale competente che attesta il rispetto dei requisiti stabiliti dalla legge 82/94, attuata con il Dm 274/97“.

Fonti: 
Ministero della Salute
Protocollo condiviso misure Covid-19 negli ambienti di lavoro | 24.04.2020
Circolare Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020
ANID

3 mesi fa

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Disinfezione uffici About Energy

3 mesi fa

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Sanificazione e Disinfezione non sono la stessa cosa

Le due operazioni sono profondamente diverse sia per campi applicativi sia per efficacia e sono sostanzialmente mirate a due scopi diversi.
Per SANIFICAZIONE si intende l’insieme di operazioni utili alla pulizia ed abbattimento di cariche batteriche sulle superfici (pertanto non interviene sulle particelle in sospensione in ambiente)
Per DISINFEZIONE ambientale si intende invece specificatamente quel insieme di operazioni volte all’abbattimento di cariche batteriche, virus, spore e funghi in ambienti inteso come superficie e volume ambientale. Pertanto viene disinfettato l’insieme del volume di un ambiente chiuso, particelle in sospensione e superfici.

Metodi Disinfezione
Esistono varie metodologie di disinfezione e diversi utilizzi di prodotti atti al raggiungimento dello scopo. In subordine all’emanazione delle direttive del Ministero della Salute e relativa circolare n. 5443, i nostri partner eseguono Bio Disinfezioni ambientali utilizzando il perossido di idrogeno atomizzato in ambiente (0,3 Micron) riuscendo ad abbattere del 99,9% cariche batteriche e virus. L’utilizzo del perossido di idrogeno essendo completamente Bio degradabile per propria composizione chimica, non richiede successiva areazione dei locali oggetto di intervento e consente di disinfettare oltre all’ambiente anche tutte le superfici ed i loro componenti. Può essere utilizzato anche in ambienti dove insistono generi alimentari in quanto non lascia residui né umidità e non altera in alcun modo l’edibilità dei prodotti.

In alternativa viene utilizzato, laddove opportuno, l’ozono che presenta tuttavia caratteristiche diverse. L’ozono in ambiente chiuso consente l’abbattimento di cariche batteriche e virus nella misura del 95% ed i locali dopo la disinfezione devono essere areati per 4/5 h. La difficoltà di utilizzo dell’ozono risiede nella instabilità dello stesso che può quindi trovare difficoltà nella piena saturazione degli ambienti soprattutto qualora non siano perfettamente ermetici. L’ozono inoltre non è utilizzabili in ambienti dove ci sia presenza di alimenti in quanto tende a deteriorare la composizione degli stessi. E’ tossico in particolare per vie respiratorie e polmoni e può deteriorare ed ingiallire plastiche povere e di scarsa qualità.

Metodi di Sanificazione
Le operazioni di sanificazione sono volte alla detersione delle superfici di contatto e pertanto abbattono cariche batteriche e dissolvono virus (che non muoiono non essendo viventi ma
semplicemente si disgregano) sedimentate. Purtroppo però i virus possono resistere in sospensione, per cui ricadere sulle superfici anche immediatamente dopo la sanificazione. Le sanificazioni possono utilizzare soluzioni idroalcoliche (nella misura minima del 70%) mediante nebulizzazione e le superfici devono restare a ‘contatto’ per almeno 20/25 min. in umidità. Altro prodotto utilizzato è l’ipoclorito che sostanzialmente presenta le stesse caratteristiche sanificanti e detergenti della soluzione alcolica anche perché utilizzato con etanolo. Infine vengono utilizzati anche i Sali Ammonio quaternario che sono efficaci come antimicrobici. Tuttavia gli stessi vaporizzati in ambiente risultano tossici anche se
non è ancora pienamente conosciuto il proprio grado di tossicità per l’uomo. L’utilizzo e l’efficacia è subordinato ai minuti di contatto del prodotto.

Ciò detto, RITENIAMO, non sia assolutamente sufficiente procedere alla semplice sanificazione come sopra specificata ma che sia ASSOLUTAMENTE consigliabile al fine di assicurare la salute di persone ed operatori, procedere ad una BIO.DISINFEZIONE degli ambienti e successivamente mantenere sanificati gli spazi, seguendo un programma di interventi volti a mantenere l’efficacia nel tempo della disinfezione e così gestire il livello di cariche batteriche e virali in ambiente.
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Sanificazione e Disinfezione non sono la stessa cosa

Le due operazioni sono profondamente diverse sia per campi applicativi sia per efficacia e sono sostanzialmente mirate a due scopi diversi.
Per SANIFICAZIONE si intende l’insieme di operazioni utili alla pulizia ed abbattimento di cariche batteriche sulle superfici (pertanto non interviene sulle particelle in sospensione in ambiente)
Per DISINFEZIONE ambientale si intende invece specificatamente quel insieme di operazioni volte all’abbattimento di cariche batteriche, virus, spore e funghi in ambienti inteso come superficie e volume ambientale. Pertanto viene disinfettato l’insieme del volume di un ambiente chiuso, particelle in sospensione e superfici.

Metodi Disinfezione
Esistono varie metodologie di disinfezione e diversi utilizzi di prodotti atti al raggiungimento dello scopo. In subordine all’emanazione delle direttive del Ministero della Salute e relativa circolare n. 5443, i nostri partner eseguono Bio Disinfezioni ambientali utilizzando il perossido di idrogeno atomizzato in ambiente (0,3 Micron) riuscendo ad abbattere del 99,9% cariche batteriche e virus. L’utilizzo del perossido di idrogeno essendo completamente Bio degradabile per propria composizione chimica, non richiede successiva areazione dei locali oggetto di intervento e consente di disinfettare oltre all’ambiente anche tutte le superfici ed i loro componenti. Può essere utilizzato anche in ambienti dove insistono generi alimentari in quanto non lascia residui né umidità e non altera in alcun modo l’edibilità dei prodotti.

In alternativa viene utilizzato, laddove opportuno, l’ozono che presenta tuttavia caratteristiche diverse. L’ozono in ambiente chiuso consente l’abbattimento di cariche batteriche e virus nella misura del 95% ed i locali dopo la disinfezione devono essere areati per 4/5 h. La difficoltà di utilizzo dell’ozono risiede nella instabilità dello stesso che può quindi trovare difficoltà nella piena saturazione degli ambienti soprattutto qualora non siano perfettamente ermetici. L’ozono inoltre non è utilizzabili in ambienti dove ci sia presenza di alimenti in quanto tende a deteriorare la composizione degli stessi. E’ tossico in particolare per vie respiratorie e polmoni e può deteriorare ed ingiallire plastiche povere e di scarsa qualità.

Metodi di Sanificazione
Le operazioni di sanificazione sono volte alla detersione delle superfici di contatto e pertanto abbattono cariche batteriche e dissolvono virus (che non muoiono non essendo viventi ma
semplicemente si disgregano) sedimentate. Purtroppo però i virus possono resistere in sospensione, per cui ricadere sulle superfici anche immediatamente dopo la sanificazione. Le sanificazioni possono utilizzare soluzioni idroalcoliche (nella misura minima del 70%) mediante nebulizzazione e le superfici devono restare a ‘contatto’ per almeno 20/25 min. in umidità. Altro prodotto utilizzato è l’ipoclorito che sostanzialmente presenta le stesse caratteristiche sanificanti e detergenti della soluzione alcolica anche perché utilizzato con etanolo. Infine vengono utilizzati anche i Sali Ammonio quaternario che sono efficaci come antimicrobici. Tuttavia gli stessi vaporizzati in ambiente risultano tossici anche se
non è ancora pienamente conosciuto il proprio grado di tossicità per l’uomo. L’utilizzo e l’efficacia è subordinato ai minuti di contatto del prodotto.

Ciò detto, RITENIAMO, non sia assolutamente sufficiente procedere alla semplice sanificazione come sopra specificata ma che sia ASSOLUTAMENTE consigliabile al fine di assicurare la salute di persone ed operatori, procedere ad una BIO.DISINFEZIONE degli ambienti e successivamente mantenere sanificati gli spazi, seguendo un programma di interventi volti a mantenere l’efficacia nel tempo della disinfezione e così gestire il livello di cariche batteriche e virali in ambiente.Image attachmentImage attachment

3 mesi fa

About Energy

COVID-19, siglato il Protocollo per la sicurezza nelle aziende


Misure efficaci di salute e sicurezza dei lavoratori dovranno essere garantite in tutte le aziende grazie a un protocollo raggiunto tra sindacati e imprese in accordo con il Governo. Il documento consiste in 13 punti volti a contrastare e prevenire la diffusione del nuovo coronavirus nei luoghi di lavoro. Eccoli in sintesi.

Obbligo a casa se con febbre oltre 37.5
Obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5 ) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l'autorità sanitaria.

Controlli all’ingresso
Il personale, prima dell'accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea.

Limitare i contatti con i fornitori esterni
Per l’accesso di fornitori esterni si devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. Va ridotto anche l’accesso ai visitatori.

Pulizia e sanificazione
L'azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack.

Igiene delle mani
È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti.

Mascherine e guanti
Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario l'uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.

Spazi comuni con accessi contingentati (mense, spogliatoi, aree fumatori)
L'accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone.

Possibile chiusura dei reparti non necessari e smart working
Limitatamente al periodo dell’emergenza Covid-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza.

Rimodulazione dei livelli produttivi e dei turni
Si può procedere a una rimodulazione dei livelli produttivi. Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l'obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.

Ammortizzatori sociali e ferie
Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali o se non fosse sufficiente utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.

Stop trasferte e riunioni
Sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite neanche le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale).

Orari ingresso-uscita scaglionati
Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).

Gestione di un caso sintomatico
Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all'ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L'azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L’azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali contatti stretti. È costituito in azienda un Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.
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COVID-19, siglato il Protocollo per la sicurezza nelle aziende
 

Misure efficaci di salute e sicurezza dei lavoratori dovranno essere garantite in tutte le aziende grazie a un protocollo raggiunto tra sindacati e imprese in accordo con il Governo. Il documento consiste in 13 punti volti a contrastare e prevenire la diffusione del nuovo coronavirus nei luoghi di lavoro. Eccoli in sintesi.

Obbligo a casa se con febbre oltre 37.5
Obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5 ) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e lautorità sanitaria.

Controlli all’ingresso
Il personale, prima dellaccesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea.

Limitare i contatti con i fornitori esterni
Per l’accesso di fornitori esterni si devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. Va ridotto anche l’accesso ai visitatori.

Pulizia e sanificazione
Lazienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack.

Igiene delle mani
È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti.

Mascherine e guanti
Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario luso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.

Spazi comuni con accessi contingentati (mense, spogliatoi, aree fumatori)
Laccesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone.

Possibile chiusura dei reparti non necessari e smart working
Limitatamente al periodo dell’emergenza Covid-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza.

Rimodulazione dei livelli produttivi e dei turni
Si può procedere a una rimodulazione dei livelli produttivi. Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con lobiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.

Ammortizzatori sociali e ferie
Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali o se non fosse sufficiente utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.

Stop trasferte e riunioni
Sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite neanche le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale).

Orari ingresso-uscita scaglionati
Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).

Gestione di un caso sintomatico
Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente allufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. Lazienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L’azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali contatti stretti. È costituito in azienda un Comitato per lapplicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.Image attachmentImage attachment

3 mesi fa

About Energy

About Energy con il gruppo LegioZero può seguire l'intero processo di "Sanificazione delle parti comuni" come descritto nell'articolo del "Sole 24 ore".
di seguito si riporta:

28 Mar 2020
Sanificare le parti comuni: quando è d’obbligo e come si sceglie l’impresa
di Giulio Benedetti
La sanificazione delle parti comuni del condominio è una scelta fondamentale in questo momento. Nella lotta al Coronavirus, però, bisogna fare attenzione all’impresa e alle sue caratteristiche. L'art. 4 del Dl 19/2020 riforma completamente il sistema delle sanzioni e dei controlli previsti dal precedente Dl 6/2020 , abroga le norme precedenti e richiama l'art. 260 del Rd 1265/1934, la cui sanzione è aumentata con la punizione da tre a 18 mesi e con l'ammenda da euro 500 a euro 5.000, i reati permangono e non sono sostituiti da sanzioni amministrative. La sanzione penale dell'art. 260 del Rd 1265/1934 si applica alle persone, sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus, che violino il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora. Qualora tale condotta, nei casi più gravi, configuri un delitto colposo per la salute pubblica si applicano le pene severe previste dall'art. 452 c.p., che consentono l'arresto, il fermo e l'irrogazione delle misure cautelari personali.

I doveri dell’amministratore
Fatta questa premessa l'amministratore, quando venga a conoscenza di casi di contagio da coronavirus nel condominio deve fare eseguire l'attività di sanificazione delle parti comuni.
Inoltre tale intervento può essergli ingiunto , con un'ordinanza contingibile ed urgente , dal Sindaco al quale l'amministratore deve rendere conto degli interventi eseguiti.

La privacy
Non tutte le norme relative alla privacy sanitaria non possono essere invocate durante la emergenza sanitaria perchè le stesse «sono funzionali alla garanzia in ambito sanitario , che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità della persona fisica , con particolare riguardo alla riservatezza ed
all'identità personale». (C.Cass. sent. n. 8415/2020).
La sentenza sostiene che le norme sulla privacy tutelano il paziente e non possono essere invocate quando questi chiede la certificazione medica che ne attesti lo stato di salute per gli usi consentiti dalla legge. Il principio vale anche per lo svolgimento dell'attività di sanificazione negli edifici.

Requisiti dell’impresa
L'impresa incaricata per la sanificazione deve rivestire precisi requisiti professionali che l'amministratore ha l'obbligo di verificare attraverso l'acquisizione dei seguenti documenti:
l'iscrizione , per l'attività di sanificazione, alla camera di commercio, l'attestazione della informazione e della formazione dei lavoratori (articoli 36 , 37, 227 del Dlgs 81/2008), le schede dei prodotti utilizzati , il documento di valutazione dei rischi.
Il datore di lavoro, secondo il d.lgs. n. 81/2008, deve valutare la protezione dei lavoratori dagli agenti chimici, mediante un apposito documento nel quale sono indicate le proprietà
pericolose dei prodotti impiegati , le misure specifiche di protezione e di prevenzione , le disposizioni in caso di incidenti. Tutti questi documenti non sono soltanto di natura cartacea, ma devono corrispondere alle misure di sicurezza realmente adottate nei confronti dei lavoratori, dei condòmini,
dell'amministratore, dei cittadini. L’amministratore, per compiere la sanificazione nel condominio deve rivolgersi a professionisti qualificati, i cui requisiti siano verificabili, perché l'attività non sia improvvisata e non metta in pericolo le persone.

Documentazione alla Asl
Infine, deve notarsi che l'amministratore , al termine delle attività compiute, deve documentarle alle autorità sanitarie, al sindaco ed ai condòmini. Le spese della sanificazione
rispondono a un'assoluta urgenza e come tali non necessitano l'autorizzazione preventiva assembleare, salvo l'obbligo di rendiconto da parte dell'amministratore condominiale.
Giulio Benedetti.

Si ringrazia:
- IS Service e Termicasistemi
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About Energy con il gruppo LegioZero può seguire lintero processo di Sanificazione delle parti comuni come descritto nellarticolo del Sole 24 ore.
di seguito si riporta:

28 Mar 2020
Sanificare le parti comuni: quando è d’obbligo e come si sceglie l’impresa
di Giulio Benedetti
La sanificazione delle parti comuni del condominio è una scelta fondamentale in questo momento. Nella lotta al Coronavirus, però, bisogna fare attenzione all’impresa e alle sue caratteristiche. Lart. 4 del Dl 19/2020 riforma completamente il sistema delle sanzioni e dei controlli previsti dal precedente Dl 6/2020 , abroga le norme precedenti e richiama lart. 260 del Rd 1265/1934, la cui sanzione è aumentata con la punizione da tre a 18 mesi e con lammenda da euro 500 a euro 5.000, i reati permangono e non sono sostituiti da sanzioni amministrative. La sanzione penale dellart. 260 del Rd 1265/1934 si applica alle persone, sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus, che violino il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora. Qualora tale condotta, nei casi più gravi, configuri un delitto colposo per la salute pubblica si applicano le pene severe previste dallart. 452 c.p., che consentono larresto, il fermo e lirrogazione delle misure cautelari personali.

I doveri dell’amministratore
Fatta questa premessa lamministratore, quando venga a conoscenza di casi di contagio da coronavirus nel condominio deve fare eseguire lattività di sanificazione delle parti comuni.
Inoltre tale intervento può essergli ingiunto , con unordinanza contingibile ed urgente , dal Sindaco al quale lamministratore deve rendere conto degli interventi eseguiti.

La privacy
Non tutte le norme relative alla privacy sanitaria non possono essere invocate durante la emergenza sanitaria perchè le stesse «sono funzionali alla garanzia in ambito sanitario , che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità della persona fisica , con particolare riguardo alla riservatezza ed
allidentità personale». (C.Cass. sent. n. 8415/2020). 
La sentenza sostiene che le norme sulla privacy tutelano il paziente e non possono essere invocate quando questi chiede la certificazione medica che ne attesti lo stato di salute per gli usi consentiti dalla legge. Il principio vale anche per lo svolgimento dellattività di sanificazione negli edifici.

Requisiti dell’impresa
Limpresa incaricata per la sanificazione deve rivestire precisi requisiti professionali che lamministratore ha lobbligo di verificare attraverso lacquisizione dei seguenti documenti:
liscrizione , per lattività di sanificazione, alla camera di commercio, lattestazione della informazione e della formazione dei lavoratori (articoli 36 , 37, 227 del Dlgs 81/2008), le schede dei prodotti utilizzati , il documento di valutazione dei rischi.
Il datore di lavoro, secondo il d.lgs. n. 81/2008, deve valutare la protezione dei lavoratori dagli agenti chimici, mediante un apposito documento nel quale sono indicate le proprietà
pericolose dei prodotti impiegati , le misure specifiche di protezione e di prevenzione , le disposizioni in caso di incidenti. Tutti questi documenti non sono soltanto di natura cartacea, ma devono corrispondere alle misure di sicurezza realmente adottate nei confronti dei lavoratori, dei condòmini,
dellamministratore, dei cittadini. L’amministratore, per compiere la sanificazione nel condominio deve rivolgersi a professionisti qualificati, i cui requisiti siano verificabili, perché lattività non sia improvvisata e non metta in pericolo le persone.

Documentazione alla Asl
Infine, deve notarsi che lamministratore , al termine delle attività compiute, deve documentarle alle autorità sanitarie, al sindaco ed ai condòmini. Le spese della sanificazione
rispondono a unassoluta urgenza e come tali non necessitano lautorizzazione preventiva assembleare, salvo lobbligo di rendiconto da parte dellamministratore condominiale.
Giulio Benedetti.

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4 mesi fa

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5 mesi fa

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Ripartizione spese di riparazione del tetto condominiale

Per la Cassazione nel caso in cui il bene è utilizzato solo da una parte dei condòmini, le spese di riparazione del tetto spettano solo ai diretti interessati

Le spese di riparazione del tetto condominiale vanno ripartite tra tutti i condòmini?

Non sempre, dipende se la copertura interessa tutte le abitazioni; in caso contrario, si crea un “condominio parziale” ed i condòmini che non ne fanno parte non sono chiamati a partecipare alle spese per la riparazione del tetto, né devono essere convocati all’assemblea per la delibera dei lavori da effettuare.

Questi gli utili chiarimenti che arrivano dalla sentenza n. 791/2020 della Corte di Cassazione.

Il caso: Nel caso in esame, l’amministratore del condominio aveva indetto una riunione per deliberare i lavori di riparazione del tetto. Il tetto era caratterizzato da due distinti corpi di fabbrica, uno composto da falde lignee e l’altro da falde di latero-cemento. Soltanto la parte in latero-cemento aveva bisogno dell’intervento di manutenzione. In ragione di ciò, l’amministratore aveva convocato solo i condòmini coperti dalla parte di tetto da riparare. Contro tale decisione ricorrevano alcuni condòmini, considerando non valida la delibera: a loro avviso, il tetto era composto da un’unica unità strutturale ed interessava tutto il condominio.

Nei primi due gradi di giudizio viene accertato che il tetto era composto da due corpi separati e, pertanto, la richiesta dei condòmini di annullare quanto deciso nell’assemblea, veniva respinta.

Si è giunti, quindi, in Cassazione.

Decisione della Corte di Cassazione
Gli ermellini partono con il chiarire il concetto di condominio: ravvisabile in svariate tipologie costruttive, sia estese in senso verticale, sia costituite da corpi di fabbrica adiacenti orizzontalmente, purché le diverse parti siano dotate di strutture portanti e di impianti essenziali comuni, come appunto quelle res che sono esemplificativamente elencate nell’art. 1117 c.c., con la riserva “se il contrario non risulta dal titolo”. Tuttavia è ipotizzabile che nell’edificio condominiale vi siano delle parti comuni, quali il tetto (come nel caso in questione), l’area di sedime, i muri maestri, le scale, l’ascensore, il cortile, ecc. che risultino destinati al servizio o al godimento di una parte soltanto del fabbricato. In tal caso, secondo la giurisprudenza, si configura il condominio parziale, ossia tutte le volte in cui un bene risulti, per le sue obbiettive caratteristiche strutturali e funzionali, destinato al servizio e/o al godimento in modo esclusivo di una parte soltanto dell’edificio in condominio.

Nel caso in esame: essendo il tetto dell’edificio condominiale frazionato in due distinti corpi di fabbrica, uno composto di falde di laterocemento, l’altro (quello sovrastante le unità immobiliari di proprietà dei condòmini non convocati) composto di falde lignee, sotto il profilo dell’art. 1123, comma 3, c.c., questi ultimi non erano quindi interessati alla delibera assembleare di rifacimento del tetto lato nord e non dovevano perciò essere convocati. Di conseguenza, gli ermellini hanno concluso che le spese e le decisioni relative ai beni del condominio parziale sono solo di competenza dei diretti interessati. I condòmini non interessati non devono neanche essere convocati all’assemblea per la delibera dei lavori da effettuare.
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Ripartizione spese di riparazione del tetto condominiale

Per la Cassazione nel caso in cui il bene è utilizzato solo da una parte dei condòmini, le spese di riparazione del tetto spettano solo ai diretti interessati

Le spese di riparazione del tetto condominiale vanno ripartite tra tutti i condòmini?

Non sempre, dipende se la copertura interessa tutte le abitazioni; in caso contrario, si crea un “condominio parziale” ed i condòmini che non ne fanno parte non sono chiamati a partecipare alle spese per la riparazione del tetto, né devono essere convocati all’assemblea per la delibera dei lavori da effettuare.

Questi gli utili chiarimenti che arrivano dalla sentenza n. 791/2020 della Corte di Cassazione.

Il caso: Nel caso in esame, l’amministratore del condominio aveva indetto una riunione per deliberare i lavori di riparazione del tetto. Il tetto era caratterizzato da due distinti corpi di fabbrica, uno composto da falde lignee e l’altro da falde di latero-cemento. Soltanto la parte in latero-cemento aveva bisogno dell’intervento di manutenzione. In ragione di ciò, l’amministratore aveva convocato solo i condòmini coperti dalla parte di tetto da riparare. Contro tale decisione ricorrevano alcuni condòmini, considerando non valida la delibera: a loro avviso, il tetto era composto da un’unica unità strutturale ed interessava tutto il condominio.

Nei primi due gradi di giudizio viene accertato che il tetto era composto da due corpi separati e, pertanto, la richiesta dei condòmini di annullare quanto deciso nell’assemblea, veniva respinta.

Si è giunti, quindi, in Cassazione.

Decisione della Corte di Cassazione
Gli ermellini partono con il chiarire il concetto di condominio: ravvisabile in svariate tipologie costruttive, sia estese in senso verticale, sia costituite da corpi di fabbrica adiacenti orizzontalmente, purché le diverse parti siano dotate di strutture portanti e di impianti essenziali comuni, come appunto quelle res che sono esemplificativamente elencate nell’art. 1117 c.c., con la riserva “se il contrario non risulta dal titolo”. Tuttavia è ipotizzabile che nell’edificio condominiale vi siano delle parti comuni, quali il tetto (come nel caso in questione), l’area di sedime, i muri maestri, le scale, l’ascensore, il cortile, ecc. che risultino destinati al servizio o al godimento di una parte soltanto del fabbricato. In tal caso, secondo la giurisprudenza, si configura il condominio parziale, ossia tutte le volte in cui un bene risulti, per le sue obbiettive caratteristiche strutturali e funzionali, destinato al servizio e/o al godimento in modo esclusivo di una parte soltanto dell’edificio in condominio.

Nel caso in esame: essendo il tetto dell’edificio condominiale frazionato in due distinti corpi di fabbrica, uno composto di falde di laterocemento, l’altro (quello sovrastante le unità immobiliari di proprietà dei condòmini non convocati) composto di falde lignee, sotto il profilo dell’art. 1123, comma 3, c.c., questi ultimi non erano quindi interessati alla delibera assembleare di rifacimento del tetto lato nord e non dovevano perciò essere convocati. Di conseguenza, gli ermellini hanno concluso che le spese e le decisioni relative ai beni del condominio parziale sono solo di competenza dei diretti interessati. I condòmini non interessati non devono neanche essere convocati all’assemblea per la delibera dei lavori da effettuare.
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