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1 mese fa

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LA NUOVA GUIDA SUGLI ECOBONUS E LA TERMOREGOLAZIONE

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato a ottobre 2018 la nuova guida per le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico. La guida aggiorna la precedente versione di settembre 2017 e fa il punto sull’attuale quadro in tema di eco bonus.
Secondo quanto riportato, l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza di ciascun radiatore, rientra tra gli interventi agevolati al 65% solo se effettuati in concomitanza con la sostituzione, integrale o parziale degli stessi impianti. Sono inoltre necessari requisiti tecnici di alta efficienza.
L’Agenzia delle Entrate spiega inoltre che se non viene sostituita la caldaia, si può comunque usufruire della detrazione del 50% prevista dal bonus ristrutturazione come intervento di risparmio energetico.
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LA NUOVA GUIDA SUGLI ECOBONUS E LA TERMOREGOLAZIONE

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato a ottobre 2018 la nuova guida per le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico. La guida aggiorna la precedente versione di settembre 2017 e fa il punto sull’attuale quadro in tema di eco bonus.
Secondo quanto riportato, l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza di ciascun radiatore, rientra tra gli interventi agevolati al 65% solo se effettuati in concomitanza con la sostituzione, integrale o parziale degli stessi impianti. Sono inoltre necessari requisiti tecnici di alta efficienza.
L’Agenzia delle Entrate spiega inoltre che se non viene sostituita la caldaia, si può comunque usufruire della detrazione del 50% prevista dal bonus ristrutturazione come intervento di risparmio energetico.

 

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ECOBONUS: CHIARIMENTI CESSIONE DEL CREDITO Con la risposta 61/2018, il Fisco ha ricordato che, in base alla Legge di Bilancio per il 2018, in tutti gli interventi di riqualificazione energetica, sia sulle singole unità immobiliari sia sulle parti comuni degli edifici condominiali, si può optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con facoltà di successiva cessione del credito. Per soggetti privati cessionari devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, sempre che collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione. Deve trattarsi sempre di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento e con il rapporto che ha dato origine alla detrazione. Sulla base delle stesse argomentazioni con la risposta 56/2018 l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che la cessione del credito corrispondente all’Ecobonus non è consentita da padre in figlio. La normativa, infatti, ammette la cessione solo nei confronti dei soggetti privati collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Da leggere Risposta del ministero delle entrate Risposta n.56 OGGETTO: Chiarimenti in merito alla cessione del credito corrispondente alla detrazione per interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63. ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212.

e ... Risposta n.61 OGGETTO: Chiarimenti in merito alla cessione del credito corrispondente alla detrazione per interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63. ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212

1 mese fa

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EN 1299 Isolamento vibrazionale dei macchinari

Il Documento è strutturato con i requisiti prescritti da:
- EN 1299
- Guida Direttiva macchine
Il pericolo dell'isolamento vibrazionale dei macchinari e del relativo rischio di cedimenti strutturali diretti e indiretti, rotture, proiezioni di parti, rumore, vibrazioni corpo intero per stazionamento operatore, ecc, si presenta in molte macchine in diverse applicazioni industriali e settori, dalle centrifughe alle presse, dalle macchine con organi in movimento alle linee di processo, movimentazione e trasferimento prodotti.
In questo contesto la norma non è da intendersi per macchine portatili condotte a mano o macchine movimento terra, ecc e per tutte quelle per cui non non deve essere gestito il pericolo isolamento vibrazionale.
EN 1299:1997+A1:2008 Vibrazioni meccaniche e urti - Isolamento vibrazionale dei macchinari - Informazioni per la messa in opera dell'isolamento della fonte Norma tecnica di tipo B armonizzata direttiva macchine 2006/42/CE
La presente norma europea fornisce linee guida per garantire che i produttori di macchine forniscano informazioni adeguate sull'applicazione dell'isolamento delle vibrazioni per ridurre i rischi derivanti dalle vibrazioni generate dalle loro macchine. Vengono inoltre fornite linee guida per garantire che gli utenti forniscano informazioni sufficienti in merito alle loro applicazioni ai fornitori di macchine o, se del caso, al fornitore del sistema di isolamento, per consentire la selezione ottimale e la progettazione dell'isolamento delle vibrazioni.
Questo standard europeo è limitato all'isolamento della sorgente. Sebbene questo standard sia principalmente inteso per l'uso di nuove macchine, può essere applicato anche all'installazione di macchine usate.
La presente norma europea è rivolta ai produttori e agli installatori di una macchina, come guida per definire i parametri rilevanti per la scelta e l'installazione di un sistema di isolamento dalle vibrazioni da utilizzare con la macchina.

NOTA
Questa norma europea può essere applicata anche dagli utenti di macchine già installate, che utilizzano o desiderano utilizzare l'isolamento delle vibrazioni per risolvere un problema di vibrazione causato dalla macchina. La presente norma europea non deve essere considerata un manuale per la progettazione o l'installazione di un sistema di isolamento. Esempi di elementi di isolamento delle vibrazioni sono riportati nell'allegato A solo per informazione.
Come riportato nella norma stessa è importante che il costruttore della macchina effettui la verifica relativamente al rischio vibrazioni, ma deve fornire all'utilizzatore all'utilizzatore il massimo delle informazioni previste dalla norma al fine di consentire la corretta installazione della macchina. Quando è necessario, egli dovrebbe ricorrere all'assistenza del fornitore del sistema d'isolamento vibrazionale.

Macchine specifiche o su commessa
Per macchine specifiche o su commessa, che prevedono ad esempio delle fondazioni di isolamento vibrazionale, è importante che ci sia uno scambio di informazioni tra costruttore e utilizzatore, eventualmente contrattualizzate, tale si da poter effettuare un'istallazione "conforme".
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EN 1299 Isolamento vibrazionale dei macchinari

Il Documento è strutturato con i requisiti prescritti da:
- EN 1299
- Guida Direttiva macchine
Il pericolo dellisolamento vibrazionale dei macchinari e del relativo rischio di cedimenti strutturali diretti e indiretti, rotture, proiezioni di parti, rumore, vibrazioni corpo intero per stazionamento operatore, ecc, si presenta in molte macchine in diverse applicazioni industriali e settori, dalle centrifughe alle presse, dalle macchine con organi in movimento alle linee di processo, movimentazione e trasferimento prodotti.
In questo contesto la norma non è da intendersi per macchine portatili condotte a mano o macchine movimento terra, ecc e per tutte quelle per cui non non deve essere gestito il pericolo isolamento vibrazionale.
EN 1299:1997+A1:2008 Vibrazioni meccaniche e urti - Isolamento vibrazionale dei macchinari - Informazioni per la messa in opera dellisolamento della fonte Norma tecnica di tipo B armonizzata direttiva macchine 2006/42/CE
La presente norma europea fornisce linee guida per garantire che i produttori di macchine forniscano informazioni adeguate sullapplicazione dellisolamento delle vibrazioni per ridurre i rischi derivanti dalle vibrazioni generate dalle loro macchine. Vengono inoltre fornite linee guida per garantire che gli utenti forniscano informazioni sufficienti in merito alle loro applicazioni ai fornitori di macchine o, se del caso, al fornitore del sistema di isolamento, per consentire la selezione ottimale e la progettazione dellisolamento delle vibrazioni.
Questo standard europeo è limitato allisolamento della sorgente. Sebbene questo standard sia principalmente inteso per luso di nuove macchine, può essere applicato anche allinstallazione di macchine usate. 
La presente norma europea è rivolta ai produttori e agli installatori di una macchina, come guida per definire i parametri rilevanti per la scelta e linstallazione di un sistema di isolamento dalle vibrazioni da utilizzare con la macchina.

NOTA 
Questa norma europea può essere applicata anche dagli utenti di macchine già installate, che utilizzano o desiderano utilizzare lisolamento delle vibrazioni per risolvere un problema di vibrazione causato dalla macchina. La presente norma europea non deve essere considerata un manuale per la progettazione o linstallazione di un sistema di isolamento. Esempi di elementi di isolamento delle vibrazioni sono riportati nellallegato A solo per informazione.
Come riportato nella norma stessa è importante che il costruttore della macchina effettui la verifica relativamente al rischio vibrazioni, ma deve fornire allutilizzatore allutilizzatore il massimo delle informazioni previste dalla norma al fine di consentire la corretta installazione della macchina. Quando è necessario, egli dovrebbe ricorrere allassistenza del fornitore del sistema disolamento vibrazionale.

Macchine specifiche o su commessa
Per macchine specifiche o su commessa, che prevedono ad esempio delle fondazioni di isolamento vibrazionale, è importante che ci sia uno scambio di informazioni tra costruttore e utilizzatore, eventualmente contrattualizzate, tale si da poter effettuare unistallazione conforme.

 

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1.2.4 Caratteristiche elettriche Sul disegno schematico devono essere indicati, in nota o in allegata, le disposizioni per la messa a terra e gli altri requisiti applicabili. 1.2.5 Requisiti speciali per la stabilità meccanica Si devono fornire i requisiti speciali per assicurare la stabilità meccanica. Per esempio, è necessaria un'attenzione speciale alle apparecchiature aventi un centro di gravità elevato o variabile, sostenute da isolatori situati al di sotto del centro di gravità, o sottoposte a spinte laterali non compensate. 1.3 Informazioni che il fabbricante della macchina deve richiedere all'utilizzatore 1.3.1 Informazioni tecniche che riguardano la struttura circostante la macchina Deve essere fornita una breve descrizione sufficiente a generare la buona comprensione delle caratteristiche tecniche della sistemazione proposta. Tale informazione dovrebbe contenere: a) il tipo di struttura nella quale la macchina deve essere montata (nave, costruzione in acciaio, edificio di calcestruzzo, centrale elettrica, ecc.); b) la localizzazione entro la struttura (sala macchine, ponte principale, tetto. ecc.); c) i dati concernenti la struttura di sostegno (per esempio natura del suolo, carico ammissibile sul suolo, livello della falda freatica rispetto al pavimento, frequenze proprie e mobilità delle strutture di fondazione); d) l'efficacia dell'isolamento o i criteri di accettazione dell'utilizzatore (zona: industriale o residenziale; il tipo di macchine nelle vicinanze: macchine di prova o perforatrici).

1.2 Informazioni che il fabbricante della macchina deve fornire Il fabbricante della macchina deve fornire all'utilizzatore il massimo delle informazioni seguenti, al fine di consentire la corretta installazione della macchina. Quando è necessario, egli dovrebbe ricorrere all'assistenza del fornitore del sistema d'isolamento vibrazionale. 1.2. Dati fisici della macchina 1.2.1 Disegno schematico della macchina Deve essere fornito un disegno schematico che comprenda: a) la configurazione e l'installazione della macchina e, se è il caso, la fondazione intermedia prescritta dal fabbricante della macchina; b) le dimensioni di ingombro; c) la massa totale, la posizione del centro di gravita. Devono essere compresi anche i valori caratteristici dell'inerzia rotazionale; d) le specifiche concernenti le dimensioni della bulloneria e dei raccordi speciali per il fissaggio della macchina; la posizione dei fissaggi, dei fori filettati, le tolleranze e tutte le considerazioni speciali sui materiali devono essere indicate sul disegno schematico; e) l'identificazione e la direzione dei tre assi perpendicolari con origine nel centro di gravita della macchina da isolare, con l'orientamento prescelto per la macchina; f) l'orientamento perpendicolare della macchina rispetto alla verticale; deve essere indicata la direzione degli urti e delle vibrazioni principali e i punti nei quali è possibile l'ancoraggio alla struttura; questi punti sono frequentemente determinanti sul sistema d'isolamento per le loro relazioni con il centro di gravità, con l'orientamento, ecc. 1.2.2 Eccitazione vibratoria Per consentire l'installazione e l'utilizzazione della macchina in condizioni di sicurezza. Si deve descrivere, in modo sufficientemente dettagliato, l'eccitazione vibratoria generata dalla macchina, caratterizzandola riportando forze e coppie in funzione del tempo o in funzione della frequenza. Esempi: - forze e coppie inerenti in funzione della frequenza di rotazione prima dell'equilibratura; - forze e coppie residue in funzione della frequenza di rotazione dopo l'equilibratura; - forze e coppie generate dal moto alterno delle masse; - coppie di reazione; - ampiezza e/o frequenza dei fenomeni di variazione della pressione dei gas; - frequenza dei fenomeni aerodinamici (per esempio delle ventole); - forze e frequenze elettromagnetiche in relazione alle macchine elettriche rotanti o ai trasformatori. 1.2.3 Requisiti speciali Nella descrizione della macchina e nei disegni schematici devono essere specificate le caratteristiche speciali relative agli equipaggiamenti, fra cui: a) i connettori elettrici, i tubi, i condotti e le maniche suscettibili di modificare la risposta meccanica del sistema di montaggio (tipi, dimensioni, rigidezza, ecc.); b) le forze e i momenti esternamente applicati; c) le aree di accesso prescritte; d) le aree di passaggio minime prescritte per la circolazione dell’aria di raffreddamento; si deve indicare sul disegno schematico ogni gradiente di temperatura che può avere un effetto negative sul funzionamento del sistema isolante e precisare l'intervallo di temperatura previsto; e) lo spazio libero massimo da lasciare fra l'apparecchiatura e la fondazione, quando è il caso.

A.1.3 Molle pneumatiche Una molla pneumatica è costituita concettualmente da un volume chiuso, con pareti deformabili, riempito di gas (vedere figura A.4). Al variare del carico, essa si deforma in corrispondenza delle pareti. provocando un cambiamento di volume che produce un cambiamento di pressione. Questo principio si applica ugualmente a uno stantuffo mobile entro un cilindro come ai differenti sistemi a soffietto proposti dai fabbricanti. La caratteristica deformazione delle molle pneumatiche dipende dall'equilibrio fra il carico esterno e la differenza di pressione fra l'interno della molla e l'esterno (per esempio la pressione atmosferica), moltiplicata per la superficie utile. Per consentire la regolazione del livello, le molle pneumatiche sono preparate in versione regolabile e non-regolabile.

A.1.2 Molle metalliche Le molle metalliche non sono sensibili ai grossi salti di temperatura e resistono alla maggior parte delle sostanze organiche. Per l'isolamento vibrazionale delle macchine si usano molle metalliche: esse sono preferibilmente di acciaio da molle in forma di fili, di lamine e di barre specialmente forgiate a questa scopo. Non c’è differenza fra la rigidezza statica e la rigidezza dinamica delle molle metalliche. In dipendenza dal tipo e dal progetto della molla, la curva di deformazione può essere lineare, progressiva o regressiva. Utilizzando molle metalliche, si possono ottenere frequenze caratteristiche verticali da 1,5 Hz a 8 Hz. Le molle metalliche di acciaio hanno la capacità di immagazzinare molta energia di deformazione elastica in corrispondenza di elevate deformazioni. Le loro caratteristiche elastiche non cambiano con il tempo. ... La figura A.3 presenta un esempio tipico di sospensione. Esso ha la capacità di sopportare carichi che vanno da pochi newton a circa 1500 kN. Scegliendo adeguatamente le dimensioni della molla, è possibile far variare la rigidezza trasversale o orizzontale di una molla elicoidale di compressione entro un'ampia gamma di valori in rapporto alla sua rigidezza verticale.

A. ELEMENTI PER L’ISOLAMENTO VIBRAZIONALE A.1 Molle Le molle sono utilizzate come supporto elastico di macchine per l'isolamento da vibrazioni e da urti; esse sono elementi costruttivi a deformazione essenzialmente elastica. Le molle ideali, teoricamente parlando, non possono essere realizzate, perché ogni molla possiede una certa massa e un certo smorzamento. Mentre, per il calcolo delle vibrazioni nella gamma di frequenze interessate dalla presente norma europea, la massa della molla può essere trascurata, lo smorzamento dipende fortemente dal materiale della molla. A.1.1 Molle generiche applicate basamento A.1.1 Molle elastomeriche A causa della loro deformabilità elastica e del piccolo modulo di Young, gli elastomeri sono materiali assai convenienti. Rispetto alle molle metalliche, le molle elastomeriche hanno uno smorzamento superiore. Le caratteristiche di deformazione, come la rigidezza e to smorzamento, dipendono dalla scelta del materiale di base e dei componenti della mescola, e dalla forma della molla. Esse sono anche influenzate dalle condizioni ambientali, quali la temperatura. II cedimento anelastico (creep) a lungo termine dipende fortemente dalla composizione del materiale, il quare ha proprietà visco-elastiche.

A.1.1 Molle elastomeriche A causa della loro deformabilità elastica e del piccolo modulo di Young, gli elastomeri sono materiali assai convenienti. Rispetto alle molle metalliche, le molle elastomeriche hanno uno smorzamento superiore. Le caratteristiche di deformazione, come la rigidezza e to smorzamento, dipendono dalla scelta del materiale di base e dei componenti della mescola, e dalla forma della molla. Esse sono anche influenzate dalle condizioni ambientali, quali la temperatura. II cedimento anelastico (creep) a lungo termine dipende fortemente dalla composizione del materiale, il quare ha proprietà visco-elastiche.

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2 mesi fa

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Villa a Tradate - Particolari cucina ... Vedi di piùVedi di meno

2 mesi fa

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Aggiornata la Guida per le detrazioni fiscali per il risparmio energetico

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato con molti mesi di ritardo la versione aggiornata a ottobre 2018 della Guida dedicata all'Ecobonus per il risparmio energetico

Aggiornata la Guida dell'Agenzia delle Entrate per le detrazioni fiscali per il risparmio energetico

A due mesi dalla fine dell'anno, è on line sul sito dell'Agenzia delle Entrate la Guida aggiornata per le detrazioni per il risparmio energetico con tutte le novità introdotte per poter beneficiare delle detrazioni fiscali del 65% per gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici, che la Legge di Stabilità ha prorogato fino al 31 dicembre 2018.

La Guida esce con molto ritardo e probabilmente a breve sarà da riaggiornare visto che nel Documento inviato nei giorni scorsi alla Commissione UE con la Manovra 2019, sostanzialmente è stato confermato anche per il 2019 l'ecobonus per le ristrutturazioni al 50%, e quello per l'efficienza energetica al 65%.

Salvo ulteriori proroghe dal 2020 il bonus scenderà al 36%.

La Guida in 5 capitoli spiega nel dettaglio in cosa consiste l'agevolazione, chi può beneficiarne, gli interventi interessati, le agevolazioni per i condomini, la cessione del credito, le spese detraibili e gli adempimenti richiesti.

Come sappiamo la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto alcune novità sul tema della detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica:

La detrazione è ridotta al 50% per l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi, delle schermature solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.
Sempre al 50% l'ecobonus per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro)
Sono escluse le caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A -
E' stata introdotta una detrazione del 65%, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti
Ecobonus del 65% per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Per quanto riguarda gli interventi sulle parti comuni degli edifici, le detrazioni erano già state prorogate al 31 dicembre 2021 nella precedente legge di Bilancio, ma la Guida ricorda che sono state introdotte detrazioni più alte nel caso in cui si riescano a conseguire determinati indici di prestazione energetica (detrazione del 70/75% complessivo delle spese non superiorea 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio); percentuale che può ulteriormente aumentare se gli interventi sono realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico (80% se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore e 85% se in rischio sismico diminuisce di almeno 2 classi).

Nella Guida c'è naturalmente una parte dedicata alla cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante ai fornitori o ad altri soggetti privati, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, anche per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari e non solo sulle pari comuni dei condomini. Cessione che interessa gli utenti che si trovano nella “no tax area”, mentre ai contribuenti che non rientrano nella "no tax area" è concessa la cessione del cretito ma solo a fornitori o altri soggetti privati.

Per quanto riguarda la cessione del credito la stessa Agenzia ha pubblicato lo scorso maggio una circolare (11/E), con utili indicazioni per capire meglio quali siano le possibilità di cessione e chi ne possa usufruire.

La Guida ricorda infine il ruolo dell'Enea in relazione ai controlli sulla sussistenza delle condizioni per la fruizione delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica

Le Spese ammissibili per ottenere la detrazione per i lavori effettuati entro il 31 dicembre 2018 sono le seguenti:

riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria
interventi sull’involucro degli edifici
installazione di pannelli solari
sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
acquisto e posa in opera di schermature solari indicate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006
acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza che permettano l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto, indicando i consumi energetici, attraverso la fornitura periodica dei dati.
acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti
sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione
acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione

La detrazione d’imposta non può essere cumulata con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, per esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio). Nel caso in cui gli interventi possano beneficiare sia delle agevolazioni per il risparmio energetico che di quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, si potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale.

Detrazioni massime previste per interventi di riqualificazione edilizia
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Aggiornata la Guida per le detrazioni fiscali per il risparmio energetico

LAgenzia delle Entrate ha pubblicato con molti mesi di ritardo la versione aggiornata a ottobre 2018 della Guida dedicata allEcobonus per il risparmio energetico

Aggiornata la Guida dellAgenzia delle Entrate per le detrazioni fiscali per il risparmio energetico

A due mesi dalla fine dellanno, è on line sul sito dellAgenzia delle Entrate la Guida aggiornata per le detrazioni per il risparmio energetico con tutte le novità introdotte per poter beneficiare delle detrazioni fiscali del 65% per gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici, che la Legge di Stabilità ha prorogato fino al 31 dicembre 2018.

La Guida esce con molto ritardo e probabilmente a breve sarà da riaggiornare visto che nel Documento inviato nei giorni scorsi alla Commissione UE con la Manovra 2019, sostanzialmente è stato confermato anche per il 2019 lecobonus per le ristrutturazioni al 50%, e quello per lefficienza energetica al 65%.

Salvo ulteriori proroghe dal 2020 il bonus scenderà al 36%.

La Guida in 5 capitoli spiega nel dettaglio in cosa consiste lagevolazione, chi può beneficiarne, gli interventi interessati, le agevolazioni per i condomini, la cessione del credito, le spese detraibili e gli adempimenti richiesti.

Come sappiamo la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto alcune novità sul tema della detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica:

    La detrazione è ridotta al 50% per l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi, delle schermature solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.
    Sempre al 50% lecobonus per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro)
    Sono escluse le caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A -
    E stata introdotta una detrazione del 65%, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti
    Ecobonus del 65% per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.  

Per quanto riguarda gli interventi sulle parti comuni degli edifici, le detrazioni erano già state prorogate al 31 dicembre 2021 nella precedente legge di Bilancio, ma la Guida ricorda che sono state introdotte detrazioni più alte nel caso in cui si riescano a conseguire determinati indici di prestazione energetica (detrazione del 70/75% complessivo delle spese non superiorea 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio); percentuale che può ulteriormente aumentare se gli interventi sono realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico (80% se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore e 85% se in rischio sismico diminuisce di almeno 2 classi).

Nella Guida cè naturalmente una parte dedicata alla cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante ai fornitori o ad altri soggetti privati, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, anche per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari e non solo sulle pari comuni dei condomini. Cessione che interessa gli utenti che si trovano nella “no tax area”, mentre ai contribuenti che non rientrano nella no tax area è concessa la cessione del cretito ma solo a fornitori o altri soggetti privati.

Per quanto riguarda la cessione del credito la stessa Agenzia ha pubblicato lo scorso maggio una circolare (11/E), con utili indicazioni per capire meglio quali siano le possibilità di cessione e chi ne possa usufruire.

La Guida ricorda infine il ruolo dellEnea in relazione ai controlli sulla sussistenza delle condizioni per la fruizione delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica

Le Spese ammissibili per ottenere la detrazione per i lavori effettuati entro il 31 dicembre 2018 sono le seguenti:

    riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria
    interventi sull’involucro degli edifici
    installazione di pannelli solari
    sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
    acquisto e posa in opera di schermature solari indicate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006
    acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
    acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza che permettano l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto, indicando i consumi energetici, attraverso la fornitura periodica dei dati.
    acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti
    sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione
    acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione

La detrazione d’imposta non può essere cumulata con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, per esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio). Nel caso in cui gli interventi possano beneficiare sia delle agevolazioni per il risparmio energetico che di quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, si potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale.

Detrazioni massime previste per interventi di riqualificazione edilizia

 

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Scheda detrazioni massime

2 mesi fa

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Il Mise annuncia possibile stabilizzazione dell’ecobonus

Di Maio annuncia nel corso del question time alla Camera l’intenzione del Governo di ampliare l'ordine temporale dell’ecobonus, al di là della conferma per il 2019 prevista dalla Legge di Bilancio

Di Maio annuncia possibile stabilizzazione ecobonus

Il ministro dello Sviluppo Economico Luigi di Maio è intervenuto nel question time presso la Camera dei Deputati sulle tematiche della green economy, confermando che per questo Governo il tema della sostenibilità è di prioritaria importanza e ha annunciato che sono previste modifiche in Parlamento che comprendono la revisione dell’ecobonus.

Investire nella “green-economy” con l’obiettivo di decarbonizzare e promuovere l’economia circolare, può assicurare importanti ritorni per il nostro paese in termini di crescita economica e competitività industriale.

Di Maio ha sottolineato che il Governo sta mettendo in atto politiche volte a ottimizzare l’efficienza energetica in tutti i settori e aumentare la produzione da fonti rinnovabili, prevedendo al contempo una pianificazione nazionale che rafforzi le misure per il risparmio e l’efficienza energetica e che riduca i consumi attuali.

Come sappiamo la Bozza della Legge di Bilancio ha confermato per il 2019 la proroga delle detrazioni fiscali gli interventi di ristrutturazione edilizia (50%), riqualificazione efficiente (65%), bonus mobili (50%), bonus verde (36%).

Il Ministro ha annunciato che per quanto riguarda l'ecobonus il MiSE sta lavorando a una possibile ulteriore proroga da apportare in Parlamento che preveda un orizzonte temporale più lungo, come richiesto da molte associazioni di settore. Questo garantirebbe importanti stimoli per il comparto delle costruzioni, “permettendo una migliore programmazione degli interventi, e garantendo un miglior risultato anche in termini di efficienza energetica generata”.

Il Ministro Di Maio ha poi riferito di aver avviato una interlocuzione con il MIT, per rivedere in maniera organica il sistema di detrazioni attuali con l’obiettivo di premiare maggiormente gli interventi di efficienza più virtuosi, anche in vista degli obiettivi europei sui quali saremo chiamati a dare risposte già nella stesura del Piano nazionale per l’energia ed il clima.
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Il Mise annuncia possibile stabilizzazione dell’ecobonus

Di Maio annuncia nel corso del question time alla Camera l’intenzione del Governo di ampliare lordine temporale dell’ecobonus, al di là della conferma per il 2019 prevista dalla Legge di Bilancio

Di Maio annuncia possibile stabilizzazione ecobonus

Il ministro dello Sviluppo Economico Luigi di Maio è intervenuto nel question time presso la Camera dei Deputati sulle tematiche della green economy, confermando che per questo Governo il tema della sostenibilità è di prioritaria importanza e ha annunciato che sono previste modifiche in Parlamento che comprendono la revisione dell’ecobonus.

Investire nella “green-economy” con l’obiettivo di decarbonizzare e promuovere l’economia circolare, può assicurare importanti ritorni per il nostro paese in termini di crescita economica e competitività industriale.

Di Maio ha sottolineato che il Governo sta mettendo in atto politiche volte a ottimizzare l’efficienza energetica in tutti i settori e aumentare la produzione da fonti rinnovabili, prevedendo al contempo una pianificazione nazionale che rafforzi le misure per il risparmio e l’efficienza energetica e che riduca i consumi attuali.

Come sappiamo la Bozza della Legge di Bilancio ha confermato per il 2019 la proroga delle detrazioni fiscali gli interventi di ristrutturazione edilizia (50%), riqualificazione efficiente (65%), bonus mobili (50%), bonus verde (36%).

Il Ministro ha annunciato che per quanto riguarda lecobonus il MiSE sta lavorando a una possibile ulteriore proroga da apportare in Parlamento che preveda un orizzonte temporale più lungo, come richiesto da molte associazioni di settore. Questo garantirebbe importanti stimoli per il comparto delle costruzioni, “permettendo una migliore programmazione degli interventi, e garantendo un miglior risultato anche in termini di efficienza energetica generata”.

Il Ministro Di Maio ha poi riferito di aver avviato una interlocuzione con il MIT, per rivedere in maniera organica il sistema di detrazioni attuali con l’obiettivo di premiare maggiormente gli interventi di efficienza più virtuosi, anche in vista degli obiettivi europei sui quali saremo chiamati a dare risposte già nella stesura del Piano nazionale per l’energia ed il clima.

2 mesi fa

About Energy

Pubblicata la revisione della Norma UNI 10200: le principali novità

In concomitanza con l’inizio della stagione di riscaldamento, l’11 ottobre scorso è stata resa disponibile sul sito di UNI la revisione della Norma UNI 10200 del 2015.
La Norma indica i criteri per la ripartizione delle spese di climatizzazione invernale, di climatizzazione estiva e della produzione di acqua calda sanitaria in edifici con impianto centralizzato, con l’obiettivo di chiarire i dubbi creatisi con l’introduzione degli obblighi di installazione di sistemi di contabilizzazione, previsti dal D.Lgs 102/2014, modificato e integrato dal D.Lgs 141/2016 e dal D.L. 244/2016.

In sintesi, queste sono le principali novità apportate dalla versione 2018 della Norma UNI 10200:
· l’aggiornamento e la razionalizzazione della procedura di calcolo di ripartizione (e.g. introduzione di indicazioni specifiche in merito alla procedura di calcolo di ripartizione per alcuni casi particolari come condominii articolati in più fabbricati – paragrafo 8.8);
· l’introduzione della ripartizione delle spese di climatizzazione estiva e di raffrescamento (Capitolo 1);
· l’introduzione di uno specifico criterio per la ripartizione delle spese per edifici a utilizzazione discontinua o saltuaria (paragrafo 7.8.2.3);
· una descrizione maggiormente dettagliata delle condizioni di utilizzo dei ripartitori di calore relativamente alla UNI EN 834 nel rispetto della norma stessa (Paragrafo 5.3);
· l’introduzione di una gerarchia a 4 livelli per la determinazione della potenza dei corpi scaldanti nel rispetto delle UNI EN 442-2 e UNI EN 834 (Appendice C);
· alcune raccomandazioni, seppure generiche, sulla trasparenza e consapevolezza dei consumi (e.g. programmazione dei ripartitori, comunicazione variazione dei fattori di valutazione);
· l’introduzione delle modalità di valutazione per i fabbisogni dell’edificio e della singola unità immobiliare e per le perdite di distribuzione (Appendice D);
· l’introduzione di una specifica metodologia per il controllo della funzionalità dei ripartitori nel tempo (Appendice F).
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Pubblicata la revisione della Norma UNI 10200: le principali novità

In concomitanza con l’inizio della stagione di riscaldamento, l’11 ottobre scorso è stata resa disponibile sul sito di UNI la revisione della Norma UNI 10200 del 2015.
La Norma indica i criteri per la ripartizione delle spese di climatizzazione invernale, di climatizzazione estiva e della produzione di acqua calda sanitaria in edifici con impianto centralizzato, con l’obiettivo di chiarire i dubbi creatisi con l’introduzione degli obblighi di installazione di sistemi di contabilizzazione, previsti dal D.Lgs 102/2014, modificato e integrato dal D.Lgs 141/2016 e dal D.L. 244/2016.

In sintesi, queste sono le principali novità apportate dalla versione 2018 della Norma UNI 10200:
·         l’aggiornamento e la razionalizzazione della procedura di calcolo di ripartizione  (e.g. introduzione di indicazioni specifiche in merito alla procedura di calcolo di ripartizione per alcuni casi particolari come condominii articolati in più fabbricati – paragrafo 8.8);
·         l’introduzione della ripartizione delle spese di climatizzazione estiva e di raffrescamento (Capitolo 1);
·         l’introduzione di uno specifico criterio per la ripartizione delle spese per edifici a utilizzazione discontinua o saltuaria (paragrafo 7.8.2.3);
·         una descrizione maggiormente dettagliata delle condizioni di utilizzo dei ripartitori di calore relativamente alla UNI EN 834 nel rispetto della norma stessa (Paragrafo 5.3);
·         l’introduzione di una gerarchia a 4 livelli per la determinazione della potenza dei corpi scaldanti nel rispetto delle UNI EN 442-2 e UNI EN 834 (Appendice C);
·         alcune raccomandazioni, seppure generiche, sulla trasparenza e consapevolezza dei consumi (e.g. programmazione dei ripartitori, comunicazione variazione dei fattori di valutazione);
·         l’introduzione delle modalità di valutazione per i fabbisogni dell’edificio e della singola unità immobiliare e per le perdite di distribuzione (Appendice D);
·         l’introduzione di una specifica metodologia per il controllo della funzionalità dei ripartitori nel tempo (Appendice F).

2 mesi fa

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Nuova certificazione ambientale per il Conto Termico

Le richieste di incentivo per caldaie e stufe a biomasse, secondo il meccanismo del Conto Termico, che giungeranno al GSE dal 1 gennaio 2019 dovranno essere corredate di una Certificazione Ambientale (Decreto n. 186 del 7 novembre 2017). Questa novità è stata imposta dal Dm 16/02/16 e, tra l’altro, perché l’intervento da finanziare possa essere idoneo alla ricezione degli incentivi sarà necessaria la congruenza tra la Certificazione e gli altri dati che sono stati forniti.

La medesima Certificazione Ambientale verrà inoltre richiesta, secondo modalità ancora da definirsi, anche per il prossimo aggiornamento del Catalogo Apparecchi GSE, e sarà necessaria sia per i prodotti di nuova presentazione che per quelli precedentemente esclusi.

Per quanto riguarda invece i componenti già inclusi a catalogo, sarà prevista una finestra temporale entro la quale sarà possibile presentare dette certificazioni, secondo le modalità che il GSE andrà a comunicare.
Una mancata presentazione delle certificazioni ambientali avrà l’effetto di escludere i componenti che fossero precedentemente inclusi nel Catalogo.
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2 mesi fa

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Gli impianti a rischio legionella e le condizioni ambientali pericolose (2)

Il batterio della legionella si sviluppa condizioni ambientali specifche, che devono sussistere contemporaneamente, più precisamente sono:
• Temperatura compresa tra i 25 – 42°C con condizione ottimale di massima proliferazione a 37°C;
• Ambiente con presenza di ossigeno;
• Presenza di bioflm, scorie, ioni di ferro e calcare o altri elementi che costituiscono elemento di nutrimento per il batterio;
• Polverizzazione dell’acqua in gocce di dimensioni pari a 1 – 5 micron.
I punti di un impianto ove può annidarsi il batterio della legionella sono innumerevoli, ma può essere stilata una lista dei componenti che devono essere considerati sorvegliati speciali e che vengono riassunti nella tabella seguente

IMPIANTI A RISCHIO PROLIFERAZIONE DELLA LEGIONELLA
IMPIANTI IDRICO SANITARI
• Tubazioni
• Serbatoi di accumulo sanitario
• Rubinetti, valvole e miscelatori
• Sofoni della doccia
• Doccette delle vasche
TORRI DI RAFFREDDAMENTO
• Condensatori evaporativi
• Torri e circuito chiuso
• Torri a circuito aperto
SISTEMI DI EMERGENZA
• Docce di decontaminazione
• Sistemi antincendio e sprinkler
• Sistemi di lavaggio occhi
PISCINE E VASCHE
• Piscine e vasche idromassaggio
• Vasche calde
IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE
• Umidifcatori a pacco evaporante
• Nebulizzatori
• Lavatori d’acqua a spruzzo
• Filtri
• Silenziatori
• Separatori di gocce ecc
FONTANE ORNAMENTALI
APPARECCHI DI EROGAZIONE OSSIGENO
SISTEMI DI RAFFREMMENTO MACCHINE UTENSILI
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Gli impianti a rischio legionella e le condizioni ambientali pericolose (2)

Il batterio della legionella si sviluppa condizioni ambientali specifche, che devono sussistere contemporaneamente, più precisamente sono:
• Temperatura compresa tra i 25 – 42°C con condizione ottimale di massima proliferazione a 37°C;
• Ambiente con presenza di ossigeno;
• Presenza di bioflm, scorie, ioni di ferro e calcare o altri elementi che costituiscono elemento di nutrimento per il batterio;
• Polverizzazione dell’acqua in gocce di dimensioni pari a 1 – 5 micron.
I punti di un impianto ove può annidarsi il batterio della legionella sono innumerevoli, ma può essere stilata una lista dei componenti che devono essere considerati sorvegliati speciali e che vengono riassunti nella tabella seguente

IMPIANTI A RISCHIO PROLIFERAZIONE DELLA LEGIONELLA
IMPIANTI IDRICO SANITARI 
• Tubazioni
• Serbatoi di accumulo sanitario
• Rubinetti, valvole e miscelatori
• Sofoni della doccia
• Doccette delle vasche
TORRI DI RAFFREDDAMENTO 
• Condensatori evaporativi
• Torri e circuito chiuso
• Torri a circuito aperto
SISTEMI DI EMERGENZA 
• Docce di decontaminazione
• Sistemi antincendio e sprinkler
• Sistemi di lavaggio occhi
PISCINE E VASCHE 
• Piscine e vasche idromassaggio
• Vasche calde
IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE 
• Umidifcatori a pacco evaporante
• Nebulizzatori
• Lavatori d’acqua a spruzzo
• Filtri
• Silenziatori
• Separatori di gocce ecc
FONTANE ORNAMENTALI
APPARECCHI DI EROGAZIONE OSSIGENO
SISTEMI DI RAFFREMMENTO MACCHINE UTENSILI

2 mesi fa

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Nella nota di aggiornamento DEF confermati Ecobonus e Sismabonus

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2018 (NADEF) che è stata presentata alle Camere, contenente le previsioni economiche e gli obiettivi di finanza pubblica.

Per quanto riguarda il capitolo ambiente ed energia, il Governo intende impegnarsi per arrivare al 2050 con un sistema energetico alimentato solo da fonti rinnovabili e sostenibili. A questo proposito il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, in via di definizione e che dovrà essere presentato alla Commissione UE entro la fine del 2019, dovrà prevedere il raggiungimento degli obiettivi europei per il 2030, attraverso misure per la mobilità sostenibile, principalmente la mobilità elettrica, lo sblocco del mercato nazionale delle fonti rinnovabili e la lotta alla povertà energetica.

Il Governo intende sostenere inoltre un modello di economia circolare attraverso la razionalizzazione e l’armonizzazione della normativa ambientale in materia di rifiuti, in modo da sviluppare i mercati delle materie prime secondarie, che prevedono il riutilizzo delle risorse nel processo produttivo.

Inoltre nel documento si legge che è prevista la proroga della detrazione per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il Governo intende "stabilizzare l'’ecobonus’ e il ’sisma bonus’ con l’introduzione di tipologie di certificazioni capaci di garantire i crediti e la predisposizione di contratti differenziati per tipologie d’intervento, in grado di semplificare le attività delle amministrazioni locali". Saranno attuate misure di messa in sicurezza del patrimonio abitativo e di miglioramento del patrimonio energetico, grazie anche a interventi di prevenzione.

In particolare verranno realizzate misure specifiche quali:

- finanziamento per le verifiche di vulnerabilità ed i progetti di adeguamento delle scuole in zone a rischio sismico 1 e 2;
- 10 cantieri pilota su tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare i territori ad intervenire sulla messa in sicurezza di edifici pubblici esistenti ad uso residenziale;
- Casa Sicura ‘Portale sisma bonus’ per agevolare la conoscenza e la fruizione della detrazione concessa ai proprietari di immobili, adibiti sia ad abitazione che ad attività produttive, per interventi di adeguamento antisismico.

Rispetto all'Ecobonus nei giorni scorsi Gianni Pietro Girotto, presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato aveva dichiarato che le detrazioni fiscali del comparto edilizio saranno triennalizzate: "Stabilizzeremo fino al 2021 le detrazioni fiscali, sia quelle semplici, sia quelle di efficientamento energetico (possiamo dimezzare i consumi energetici con l’efficientamento), sia le detrazioni per il consolidamento sismico, per irrobustire i nostri edifici; ogni cittadino sa che l’Italia purtroppo è a rischio sismico. Quindi non solo le stabilizziamo per tre anni, ma stiamo lavorando per renderle più funzionali: un ecoprestito per l’avvio dei lavoro e possibilmente anche una maggiore flessibilità della cessione del credito di imposta. Era stato introdotto nella scorsa legislatura, una delle poche cose su cui eravamo d’accordo; cercheremo di renderlo più flessibile e ampliare la platea di coloro a cui si possono concedere questi crediti per portare a maggior sviluppo.”

Sono 6 le sfide ambientali su cui l'esecutivo intende impegnarsi nei prossimi anni, attraverso l'attuazione della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile:

1) Ridurre l'inquiamento e intervenire in maniera più ambiziosa nella lotta ai cambiamenti climatici, con particolare attenzione ai sistemi di mobilità sostenibile. Verranno introdotte norme ad hoc a sostegno dello sviluppo sostenibile e piani a sostegno di un regime fiscale vantaggioso per le aziende che mattono in atto strategie di riduzione dell’inquinamento. Saranno attuate misure precise per il contenimento delle emissioni del particolato PM 10 e del biossido di azoto NO2.

Saranno inoltre incentivate le misure per l'efficientamento energetico degli edifici, con particolare attenzione all'edilizia residenziale pubblica. "Il Governo - si legge nel DEF - si impegna a rendere operativo il Fondo nazionale per l'efficienza energetica e a sostenere presso tutte le sedi, anche internazionali, obiettivi più ambiziosi e vincolanti per la riduzione delle emissioni di CO2 delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri nuovi".

2) Migliorare la protezione della biodiversità terrestre e marina e ottimizzare la gestione delle aree protette e del capitale naturale, a tal proposito verrà rafforzata la ‘Legge-quadro sulle aree protette’.

3) Limitare il consumo del suolo, introdurre misure per il contrasto del dissesto idrogeologico e valorizzare l'acqua come bene comune accessibile a tutti e diritto umano universale. A tal proposito sono previste misure a sostegno dell'uso di sistemi per diminuire gli sprechi e le dispersioni attraverso l'introduzione di nuove tecnologie. Saranno messe in campo misure per la rigenerazione urbana, la pianificazione e realizzazione di infrastrutture verdi; il rilancio del patrimonio edilizio esistente.

4) Mettere in sicurezza il territorio attraverso la prevenzione e il contrasto dei danni ambientali e un inasprimento delle sanzioni previste della L. n. 68 del 201538.

5) Promuovere l’uso efficiente e sostenibile delle risorse, governare la transizione verso l'economia circolare e i ‘rifiuti zero’; attraverso un aggiornamento della normativa nazionale in cui sia anche prevista la realizzazione di centri di riparazione e riuso dei beni utilizzati, con l’eventuale introduzione di meccanismi fiscali premianti.

6) Diminuire progressivamente le infrazioni comminate all'Italia dall'Unione Europea in materia ambientale. Il 22% delle 59 infrazioni applicate all'Italia interessano l'ambiente e in particolare le tematiche dell'inquinamento dell'aria, dei rifiuti e del trattamento delle acque reflue urbane. Saranno attuate specifiche azioni per seguire ogni procedura e valutare i passi da compiere.
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Nella nota di aggiornamento DEF confermati Ecobonus e Sismabonus

Il Ministero dellEconomia e delle Finanze ha pubblicato la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2018 (NADEF) che è stata presentata alle Camere, contenente le previsioni economiche e gli obiettivi di finanza pubblica.
 
Per quanto riguarda il capitolo ambiente ed energia, il Governo intende impegnarsi per arrivare al 2050 con un sistema energetico alimentato solo da fonti rinnovabili e sostenibili. A questo proposito il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, in via di definizione e che dovrà essere presentato alla Commissione UE entro la fine del 2019, dovrà prevedere il raggiungimento degli obiettivi europei per il 2030, attraverso misure per la mobilità sostenibile, principalmente la mobilità elettrica, lo sblocco del mercato nazionale delle fonti rinnovabili e la lotta alla povertà energetica.

Il Governo intende sostenere inoltre un modello di economia circolare attraverso la razionalizzazione e l’armonizzazione della normativa ambientale in materia di rifiuti, in modo da sviluppare i mercati delle materie prime secondarie, che prevedono il riutilizzo delle risorse nel processo produttivo.

Inoltre nel documento si legge che è prevista la proroga della detrazione per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il Governo intende stabilizzare l’ecobonus’ e il ’sisma bonus’ con l’introduzione di tipologie di certificazioni capaci di garantire i crediti e la predisposizione di contratti differenziati per tipologie d’intervento, in grado di semplificare le attività delle amministrazioni locali. Saranno attuate misure di messa in sicurezza del patrimonio abitativo e di miglioramento del patrimonio energetico, grazie anche a interventi di prevenzione.

In particolare verranno realizzate misure specifiche quali:

- finanziamento per le verifiche di vulnerabilità ed i progetti di adeguamento delle scuole in zone a rischio sismico 1 e 2;
- 10 cantieri pilota su tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare i territori ad intervenire sulla messa in sicurezza di edifici pubblici esistenti ad uso residenziale;
- Casa Sicura ‘Portale sisma bonus’ per agevolare la conoscenza e la fruizione della detrazione concessa ai proprietari di immobili, adibiti sia ad abitazione che ad attività produttive, per interventi di adeguamento antisismico.

Rispetto allEcobonus nei giorni scorsi Gianni Pietro Girotto, presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato aveva dichiarato che le detrazioni fiscali del comparto edilizio saranno triennalizzate: Stabilizzeremo fino al 2021 le detrazioni fiscali, sia quelle semplici, sia quelle di efficientamento energetico (possiamo dimezzare i consumi energetici con l’efficientamento), sia le detrazioni per il consolidamento sismico, per irrobustire i nostri edifici; ogni cittadino sa che l’Italia purtroppo è a rischio sismico. Quindi non solo le stabilizziamo per tre anni, ma stiamo lavorando per renderle più funzionali: un ecoprestito per l’avvio dei lavoro e possibilmente anche una maggiore flessibilità della cessione del credito di imposta. Era stato introdotto nella scorsa legislatura, una delle poche cose su cui eravamo d’accordo; cercheremo di renderlo più flessibile e ampliare la platea di coloro a cui si possono concedere questi crediti per portare a maggior sviluppo.”

Sono 6 le sfide ambientali su cui lesecutivo intende impegnarsi nei prossimi anni, attraverso lattuazione della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile:

1) Ridurre linquiamento e intervenire in maniera più ambiziosa nella lotta ai cambiamenti climatici, con particolare attenzione ai sistemi di mobilità sostenibile. Verranno introdotte norme ad hoc a sostegno dello sviluppo sostenibile e piani a sostegno di un regime fiscale vantaggioso per le aziende che mattono in atto strategie di riduzione dell’inquinamento. Saranno attuate misure precise per il contenimento delle emissioni del particolato PM 10 e del biossido di azoto NO2.

Saranno inoltre incentivate le misure per lefficientamento energetico degli edifici, con particolare attenzione alledilizia residenziale pubblica. Il Governo - si legge nel DEF - si impegna a rendere operativo il Fondo nazionale per lefficienza energetica e a sostenere presso tutte le sedi, anche internazionali, obiettivi più ambiziosi e vincolanti per la riduzione delle emissioni di CO2 delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri nuovi.

2) Migliorare la protezione della biodiversità terrestre e marina e ottimizzare la gestione delle aree protette e del capitale naturale, a tal proposito verrà rafforzata la ‘Legge-quadro sulle aree protette’.

3) Limitare il consumo del suolo, introdurre misure per il contrasto del dissesto idrogeologico e valorizzare lacqua come bene comune accessibile a tutti e diritto umano universale. A tal proposito sono previste misure a sostegno delluso di sistemi per diminuire gli sprechi e le dispersioni attraverso lintroduzione di nuove tecnologie. Saranno messe in campo misure per la rigenerazione urbana, la pianificazione e realizzazione di infrastrutture verdi; il rilancio del patrimonio edilizio esistente.

4) Mettere in sicurezza il territorio attraverso la prevenzione e il contrasto dei danni ambientali e un inasprimento delle sanzioni previste della L. n. 68 del 201538.

5) Promuovere l’uso efficiente e sostenibile delle risorse, governare la transizione verso leconomia circolare e i ‘rifiuti zero’; attraverso un aggiornamento della normativa nazionale in cui sia anche prevista la realizzazione di centri di riparazione e riuso dei beni utilizzati, con l’eventuale introduzione di meccanismi fiscali premianti.

6) Diminuire progressivamente le infrazioni comminate allItalia dallUnione Europea in materia ambientale. Il 22% delle 59 infrazioni applicate allItalia interessano lambiente e in particolare le tematiche dellinquinamento dellaria, dei rifiuti e del trattamento delle acque reflue urbane. Saranno attuate specifiche azioni per seguire ogni procedura e valutare i passi da compiere.
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