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Relazione tecnica di progetto (Relazione secondo Legge 10)

Modelli tipo di relazione tecnica di Progetto dal D.M. 26 giugno 2015 secondo quanto previsto Art. 8 D.Lgs. 192/2005 ed Art. 28 Legge 10/1991.

La Relazione tecnica di Progetto relativa all'efficienza energetica degli edifici per nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti ed interventi di riqualificazione energetica, è prevista dall'Art. 8 D.Lgs. 192/2005 (Relazione tecnica ex Art. 28 Legge 10/1991) e deve attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici.

Con il D.M. 26 giugno 2015 sono state stabilite le "Relazioni tipo", schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici, predisposte in 3 Modelli, rispettivamente per:

1. Modello 1: Nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti di primo livello, edifici ad energia quasi zero
Un edificio esistente è sottoposto a ristrutturazione importante di primo livello quando l’intervento ricade nelle tipologie indicate al paragrafo 1.4.1, comma 3, lettera a) dell’Allegato 1 del decreto di cui all’articolo 4, comma 1 del decreto legislativo 192/2005.

2. Modello 2: Riqualificazione energetica e ristrutturazioni importanti di secondo livello. Costruzioni esistenti con riqualificazione dell’involucro edilizio e di impianti termici.
Un edificio esistente è sottoposto a riqualificazione energetica quando i lavori, in qualunque modo denominati, a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo, ricadono nelle tipologie indicate al paragrafo 1.4.2 dell’Allegato 1 del decreto di cui all’articolo 4, comma 1 del decreto legislativo 192/2005, ed insistono su elementi edilizi facenti parte dell'involucro edilizio che racchiude il volume condizionato e/o impianti aventi proprio consumo energetico.

3. Modello 3: Riqualificazione energetica degli impianti tecnici
Un edificio esistente è sottoposto a riqualificazione energetica degli impianti tecnici quando i lavori in qualunque modo denominati, a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo, insistono su impianti aventi proprio consumo energetico.

Legge 10/1991

Art. 28. (Relazione tecnica sul rispetto delle prescrizioni)

1. Il proprietario dell'edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare in comune, in doppia copia, insieme alla denuncia dell'inizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26, il progetto delle opere stesse corredate da una relazione tecnica, sottoscritta dal progettista o dai proggettisti, che ne attesti la rispondenza alle prescrizioni della presente legge.

2. Nel caso in cui la denuncia e la documentazione di cui al comma 1 non sono state presentate al comune prima dell'inizio dei lavori, il sindaco, fatta salva la sanzione amministrativa di cui all'articolo 34, ordina la sospensione dei lavori sino al compimento del suddetto adempimento.

3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192

4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192

5. La seconda copia della documentazione di cui al comma 1, restituita dal comune con l'attestazione dell'avvenuto deposito, deve essere consegnata a cura del proprietario dell'edificio, o di chi ne ha titolo, al direttore dei lavori ovvero, nel caso l'esistenza di questi non sia prevista dalla legislazione vigente, all'esecutore dei lavori. Il direttore ovvero l'esecutore dei lavori sono responsabili della conservazione di tale documentazione in cantiere.

D.Lgs. 192/2005
...
Art. 8. Relazione tecnica, accertamenti e ispezioni.
1. Il progettista o i progettisti, nell'ambito delle rispettive competenze edili, impiantistiche termotecniche, elettriche e illuminotecniche, devono inserire i calcoli e le verifiche previste dal presente decreto nella relazione tecnica di progetto attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici, che il proprietario dell'edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti, in doppia copia, contestualmente alla dichiarazione di inizio dei lavori complessivi o degli specifici interventi proposti, o alla domanda di concessione edilizia.

Tali adempimenti, compresa la relazione, non sono dovuti in caso di installazione di pompa di calore avente potenza termica non superiore a 15 kW e di sostituzione del generatore di calore dell'impianto di climatizzazione avente potenza inferiore alla soglia prevista dall'articolo 5, comma 2, lettera g), del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37.

Gli schemi e le modalita' di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto sono definiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza unificata, in funzione delle diverse tipologie di lavori:

- nuove costruzioni,
- ristrutturazioni importanti,
- interventi di riqualificazione energetica.

Ai fini della piu' estesa applicazione dell'articolo 26, comma 7, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, per gli enti soggetti all'obbligo di cui all'articolo 19 della stessa legge, la relazione tecnica di progetto e' integrata attraverso attestazione di verifica sulla applicazione del predetto articolo 26, comma 7, redatta dal Responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia nominato.

1-bis. In attuazione dell'articolo 6, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2010/31/UE, in caso di edifici di nuova costruzione, e dell'articolo 7, in caso di edifici soggetti a ristrutturazione importante, nell'ambito della relazione di cui al comma 1 e' prevista una valutazione della fattibilita' tecnica, ambientale ed economica per l'inserimento di sistemi alternativi ad alta efficienza, tra i quali sistemi di fornitura di energia rinnovabile, cogenerazione, teleriscaldamento e teleraffrescamento, pompe di calore e sistemi di monitoraggio e controllo attivo dei consumi. La valutazione della fattibilita' tecnica di sistemi alternativi deve essere documentata e disponibile a fini di verifica.

2. La conformita' delle opere realizzate rispetto al progetto e alle sue eventuali varianti ed alla relazione tecnica di cui al comma 1, nonche' l'attestato di qualificazione energetica dell'edificio come realizzato, devono essere asseverati dal direttore dei lavori e presentati al comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori senza alcun onere aggiuntivo per il committente. La dichiarazione di fine lavori e' inefficace a qualsiasi titolo se la stessa non e' accompagnata da tale documentazione asseverata.

3. Una copia della documentazione di cui ai commi 1 e 2 e' conservata dal comune, anche ai fini degli accertamenti di cui al comma 4.
A tale scopo, il comune puo' richiedere la consegna della documentazione anche in forma informatica.

4. Il Comune, anche avvalendosi di esperti o di organismi esterni, qualificati e indipendenti, definisce le modalita' di controllo, ai fini del rispetto delle prescrizioni del presente decreto, accertamenti e ispezioni in corso d'opera, ovvero entro cinque anni dalla data di fine lavori dichiarata dal committente, volte a verificare la conformita' alla documentazione progettuale di cui al comma 1.

5. I Comuni effettuano le operazioni di cui al comma 4 anche su richiesta del committente, dell'acquirente o del conduttore dell'immobile. Il costo degli accertamenti ed ispezioni di cui al presente comma e' posto a carico dei richiedenti.

La relazione tecnica è obbligatoria per tutti i lavori che prevedono costruzione o interventi che interessano il sistema involucro-impianto, a titolo esemplificativo:

- edifici di nuova costruzione;
- demolizioni e ricostruzioni;
- ampliamenti superiori al 15% della volumetria preesistente e comunque superiori a 500 m3;
- ristrutturazioni importanti di primo livello;
- ristrutturazioni importanti di secondo livello;
- riqualificazioni energetiche;
- impianti termici di nuova installazione;
- ristrutturazione degli impianti termici esistenti;
- sostituzione di generatori di calore.

D.M. 26 giugno 2015

Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici.

GU n. 162 del 15 luglio 2015 S.O. n. 39
_______

Art. 1. Ambito di intervento e finalità

1. Ai sensi dell’art. 8, comma 1 del decreto legislativo, il presente decreto definisce gli schemi e le modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto, in funzione delle diverse tipologie di lavori:

- nuove costruzioni,
- ristrutturazioni importanti,
- interventi di riqualificazione energetica.

Art. 2.Relazioni tecniche di progetto

1. Sono approvati gli schemi di relazione tecnica di progetto di cui all’art. 8, comma 1 del decreto legislativo, riportati negli allegati al presente decreto.

Art. 3. Disposizioni finali ed entrata in vigore

1. Le disposizioni di cui al presente decreto, ivi compresi gli allegati, che ne costituiscono parte integrante, entrano in vigore a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Le disposizioni di cui al presente decreto, ivi compresi gli allegati, hanno efficacia a decorrere dall’entrata in vigore del decreto di cui all’art. 4, comma 1 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive modificazioni.

2. Gli allegati al presente decreto, ove necessario, sono modificati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e sentito il parere della Conferenza Unificata.

D.M. 26 giugno 2015 - Allegato I
Modello 1:
Nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti di primo livello, edifici ad energia quasi zero

D.M. 26 giugno 2015 - Allegato II
Modello 2:
Riqualificazione energetica e ristrutturazioni importanti di secondo livello. Costruzioni esistenti con riqualificazione dell’involucro edilizio e di impianti termici.

D.M. 26 giugno 2015 - Allegato III
Modello 3:
Riqualificazione energetica degli impianti tecnici
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Dichiarazioni di conformità Impianti D.M. 37/08

I modelli corretti aggiornati dal Decreto 19/05/2010 | doc

Il D.M. n. 37/2008, modificato dal Decreto 19/05/2010, che regolamenta l’attività di impiantistica prevede, che al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice sia tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità dei seguenti impianti:

- impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere (lettera a);
- impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere (lettera b);
- impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali (lettera c);
- impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie (lettera d);
- impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione, ventilazione ed aerazione dei locali (lettera e);
- impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e simili (lettera f);
- impianti di protezione antincendio (lettera g)

La dichiarazione di conformita' deve essere rilasciata in conformità ai Modelli del Decreto 19/05/2010 da:

1. Impresa installatrice: secondo il modello di cui all’allegato I del Decreto 19/05/2010.

oppure

2. Responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici Art. 3, c. 3 del D.M. 37/2008: secondo il modello di cui all’allegato II del Decreto 19/05/2010.

Procedura generale (contattare SUAP)
La dichiarazione, resa sulla base dei modelli nella versione aggiornata dal Decreto 19/05/2010, deve essere depositata in duplice copia, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo Sportello Unico per l’edilizia del Comune ove ha sede l’impianto, che inoltrerà una copia della dichiarazione di conformità alla Camera di Commercio nella cui circoscrizione ha sede l’impresa esecutrice dell’impianto, che provvede ai conseguenti riscontri con le risultanze del registro delle Imprese.

Note per impresa installatrice:
- utilizzare il modello previsto dal D.M. 37/2008, modificato dal Decreto 19/05/2010 (sono considerate regolari sia le dichiarazioni redatte su stampati precompilati, sia dichiarazioni personalizzate dattiloscritte, purché complete di tutti i dati previsti dal decreto);

- consegnare allo Sportello Unico del Comune in cui sono stati depositati, oltre alla dichiarazione di conformità in duplice copia, anche il progetto o il certificato di collaudo degli impianti installati,

- compilare le dichiarazioni in maniera chiara e leggibile; le dichiarazioni devono essere complete di tutti gli elementi previsti, nonché delle firme in originale (o a ricalco) del dichiarante (titolare o legale rappresentante) e del responsabile tecnico nominato ai sensi del D.M. 37/2008, se diverso dal dichiarante.
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Dichiarazioni di conformità Impianti D.M. 37/08

I modelli corretti aggiornati dal Decreto 19/05/2010 | doc

Il D.M. n. 37/2008, modificato dal Decreto 19/05/2010, che regolamenta l’attività di impiantistica prevede, che al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice sia tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità dei seguenti impianti:

- impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere (lettera a);
- impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere (lettera b);
- impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali (lettera c);
- impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie (lettera d); 
- impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione, ventilazione ed aerazione dei locali (lettera e);
- impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e simili (lettera f);
- impianti di protezione antincendio (lettera g) 

La dichiarazione di conformita deve essere rilasciata in conformità ai Modelli del Decreto 19/05/2010 da:

1. Impresa installatrice: secondo il modello di cui all’allegato I del Decreto 19/05/2010.

oppure

2. Responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici Art. 3, c. 3 del D.M. 37/2008: secondo il modello di cui all’allegato II del Decreto 19/05/2010.

Procedura generale (contattare SUAP)
La dichiarazione, resa sulla base dei modelli nella versione aggiornata dal Decreto 19/05/2010, deve essere depositata in duplice copia, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo Sportello Unico per l’edilizia del Comune ove ha sede l’impianto, che inoltrerà una copia della dichiarazione di conformità alla Camera di Commercio nella cui circoscrizione ha sede l’impresa esecutrice dell’impianto, che provvede ai conseguenti riscontri con le risultanze del registro delle Imprese.

Note per impresa installatrice:
- utilizzare il modello previsto dal D.M. 37/2008, modificato dal Decreto 19/05/2010 (sono considerate regolari sia le dichiarazioni redatte su stampati precompilati, sia dichiarazioni personalizzate dattiloscritte, purché complete di tutti i dati previsti dal decreto);

- consegnare allo Sportello Unico del Comune in cui sono stati depositati, oltre alla dichiarazione di conformità in duplice copia, anche il progetto o il certificato di collaudo degli impianti installati,

- compilare le dichiarazioni in maniera chiara e leggibile; le dichiarazioni devono essere complete di tutti gli elementi previsti, nonché delle firme in originale (o a ricalco) del dichiarante (titolare o legale rappresentante) e del responsabile tecnico nominato ai sensi del D.M. 37/2008, se diverso dal dichiarante.

3 mesi fa

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3 mesi fa

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CONTO TERMICO 2.0 – DETRAZIONI PER I SISTEMI DI TRATTAMENTO ACQUA

Nel contesto del conto termico 2.0, che aggiorna la disciplina per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili secondo principi di semplificazione, efficacia, diversificazione e innovazione tecnologica nonché di coerenza con gli obiettivi di riqualificazione energetica.
Possono essere beneficiari del conto termico 2.0 i seguenti soggetti:

- privati (persone fisiche, condomini, soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario);

- pubbliche amministrazioni (tutte le Amministrazioni dello Stato, gli ex Istituti Autonomi Case Popolari e trasformati dalle Regioni, le società a patrimonio interamente pubblico secondo il D.lgs. n. 267/2000 e s.m.i.);

- le Energy Service Company (ESCo) con certificazione secondo la norma UNI CEI 11352;

- le società cooperative sociali;

- le cooperative di abitanti.


All’interno del decreto, l’articolo 5, che determina le spese ammissibili ai fini del calcolo dell’incentivo, al comma b, Negli interventi ammissibili sono compresi, oltre a quelli relativi al generatore di calore, anche gli eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua.
Grazie a questa possibilità sarà possibile ridurre di molto i costi da affrontare per con corretto sistema di trattamento acqua, anche sul sanitario, aumentando notevolmente i benefici di resa termica e costo manutenzione a breve, medio e lungo termine.
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3 mesi fa

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Bonus caldaie: nel 2018 al 50% o al 65%. Le novità

25 gennaio 2018 - Fra i diversi bonus e le diverse detrazioni previste dalla legge di Bilancio 2018, c’è l’agevolazione Bonus caldaie, una detrazione fiscale fino al 65% prevista per chi, a partire dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, provveda a sostituire ed installare una nuova caldaia a condensazione almeno di classe A con contestuale montaggio delle valvole termoregolazione.

Non si tratta di una novità assoluta – il bonus era presente anche nelle scorse manovre – ma la Legge di Bilancio ne ha modificato i termini in vista del fatto che, dal prossimo anno, la percentuale di detrazione sarà commisurata all’efficienza energetica della caldaia scelta e montata.
COSA CAMBIA – Chi nel corso dell’anno sostituirà l’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione potrà beneficiare di:
- detrazione IRPEF del 65% in caso di generatori d’aria calda a condensazione e caldaie a condensazione di classe A+ e installazione contestuale di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI oppure VIII e di impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;
- detrazione IRPEF al 50% in caso di caldaia a condensazione di classe A senza valvole.

Non sono invece previste agevolazioni fiscali per chi decida di installare una caldaia di classe B o inferiore.
Resta che il pagamento della caldaia dovrà avvenire in modo tracciabile, secondo le modalità previste dalla legge per l’Ecobonus: bonifico parlante, bonifico postale o bancario ordinario, carta di credito o di debito.
DETRAZIONI A RATE – Come avviene per il bonus ristrutturazioni e per l’Ecobonus, lo sconto IRPEF sulla nuova caldaia sarà suddiviso in 10 quote annuali di pari importo, da inserire nella dichiarazione dei redditi presentata a partire dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa. Possono essere portate in detrazione le spese sostenute per acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
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3 mesi fa

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3 mesi fa

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Umidità da condensa

Se il fenomeno da trattare consiste nell’umidità da condensa, significa che il problema è dovuto a una scorretta progettazione delle stratigrafie e alla presenza di ponti termici che causano sbalzi di temperatura superficiale.

In tal caso il rimedio più immediato ed efficace consiste nell’installazione di un sistema di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) che permetta un continuo ricambio d’aria e il controllo dell’umidità all’interno degli ambienti.

Il ricambio d’aria manuale (apertura delle finestre) è efficace se fatto regolarmente e per durate non troppo brevi, ma in inverno causa una notevole dispersione del calore interno, che verrebbe invece preservato in presenza dell’impianto di VMC.

Un altro rimedio ottimale è la realizzazione di un cappotto termico esterno con un opportuno strato isolante, che annulli i ponti termici, unificando le temperature superficiali delle pareti; tuttavia questo rimedio può essere spesso costoso o non praticabile, sebbene ottimale.


Il problema dell’umidità da condensa è molto complesso, per questo la verifica di presenza di condensa nelle strutture è quanto mai necessaria in fase progettuale.

A tale scopo la UNI EN ISO 13788:2013 contiene il metodo di calcolo per verificare l’umidità superficiale e la presenza di condensa nelle strutture.
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