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2 giorni fa

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About Energy con il gruppo LegioZero può seguire l'intero processo di "Sanificazione delle parti comuni" come descritto nell'articolo del "Sole 24 ore".
di seguito si riporta:

28 Mar 2020
Sanificare le parti comuni: quando è d’obbligo e come si sceglie l’impresa
di Giulio Benedetti
La sanificazione delle parti comuni del condominio è una scelta fondamentale in questo momento. Nella lotta al Coronavirus, però, bisogna fare attenzione all’impresa e alle sue caratteristiche. L'art. 4 del Dl 19/2020 riforma completamente il sistema delle sanzioni e dei controlli previsti dal precedente Dl 6/2020 , abroga le norme precedenti e richiama l'art. 260 del Rd 1265/1934, la cui sanzione è aumentata con la punizione da tre a 18 mesi e con l'ammenda da euro 500 a euro 5.000, i reati permangono e non sono sostituiti da sanzioni amministrative. La sanzione penale dell'art. 260 del Rd 1265/1934 si applica alle persone, sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus, che violino il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora. Qualora tale condotta, nei casi più gravi, configuri un delitto colposo per la salute pubblica si applicano le pene severe previste dall'art. 452 c.p., che consentono l'arresto, il fermo e l'irrogazione delle misure cautelari personali.

I doveri dell’amministratore
Fatta questa premessa l'amministratore, quando venga a conoscenza di casi di contagio da coronavirus nel condominio deve fare eseguire l'attività di sanificazione delle parti comuni.
Inoltre tale intervento può essergli ingiunto , con un'ordinanza contingibile ed urgente , dal Sindaco al quale l'amministratore deve rendere conto degli interventi eseguiti.

La privacy
Non tutte le norme relative alla privacy sanitaria non possono essere invocate durante la emergenza sanitaria perchè le stesse «sono funzionali alla garanzia in ambito sanitario , che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità della persona fisica , con particolare riguardo alla riservatezza ed
all'identità personale». (C.Cass. sent. n. 8415/2020).
La sentenza sostiene che le norme sulla privacy tutelano il paziente e non possono essere invocate quando questi chiede la certificazione medica che ne attesti lo stato di salute per gli usi consentiti dalla legge. Il principio vale anche per lo svolgimento dell'attività di sanificazione negli edifici.

Requisiti dell’impresa
L'impresa incaricata per la sanificazione deve rivestire precisi requisiti professionali che l'amministratore ha l'obbligo di verificare attraverso l'acquisizione dei seguenti documenti:
l'iscrizione , per l'attività di sanificazione, alla camera di commercio, l'attestazione della informazione e della formazione dei lavoratori (articoli 36 , 37, 227 del Dlgs 81/2008), le schede dei prodotti utilizzati , il documento di valutazione dei rischi.
Il datore di lavoro, secondo il d.lgs. n. 81/2008, deve valutare la protezione dei lavoratori dagli agenti chimici, mediante un apposito documento nel quale sono indicate le proprietà
pericolose dei prodotti impiegati , le misure specifiche di protezione e di prevenzione , le disposizioni in caso di incidenti. Tutti questi documenti non sono soltanto di natura cartacea, ma devono corrispondere alle misure di sicurezza realmente adottate nei confronti dei lavoratori, dei condòmini,
dell'amministratore, dei cittadini. L’amministratore, per compiere la sanificazione nel condominio deve rivolgersi a professionisti qualificati, i cui requisiti siano verificabili, perché l'attività non sia improvvisata e non metta in pericolo le persone.

Documentazione alla Asl
Infine, deve notarsi che l'amministratore , al termine delle attività compiute, deve documentarle alle autorità sanitarie, al sindaco ed ai condòmini. Le spese della sanificazione
rispondono a un'assoluta urgenza e come tali non necessitano l'autorizzazione preventiva assembleare, salvo l'obbligo di rendiconto da parte dell'amministratore condominiale.
Giulio Benedetti.

Si ringrazia:
- IS Service e Termicasistemi
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About Energy con il gruppo LegioZero può seguire lintero processo di Sanificazione delle parti comuni come descritto nellarticolo del Sole 24 ore.
di seguito si riporta:

28 Mar 2020
Sanificare le parti comuni: quando è d’obbligo e come si sceglie l’impresa
di Giulio Benedetti
La sanificazione delle parti comuni del condominio è una scelta fondamentale in questo momento. Nella lotta al Coronavirus, però, bisogna fare attenzione all’impresa e alle sue caratteristiche. Lart. 4 del Dl 19/2020 riforma completamente il sistema delle sanzioni e dei controlli previsti dal precedente Dl 6/2020 , abroga le norme precedenti e richiama lart. 260 del Rd 1265/1934, la cui sanzione è aumentata con la punizione da tre a 18 mesi e con lammenda da euro 500 a euro 5.000, i reati permangono e non sono sostituiti da sanzioni amministrative. La sanzione penale dellart. 260 del Rd 1265/1934 si applica alle persone, sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus, che violino il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora. Qualora tale condotta, nei casi più gravi, configuri un delitto colposo per la salute pubblica si applicano le pene severe previste dallart. 452 c.p., che consentono larresto, il fermo e lirrogazione delle misure cautelari personali.

I doveri dell’amministratore
Fatta questa premessa lamministratore, quando venga a conoscenza di casi di contagio da coronavirus nel condominio deve fare eseguire lattività di sanificazione delle parti comuni.
Inoltre tale intervento può essergli ingiunto , con unordinanza contingibile ed urgente , dal Sindaco al quale lamministratore deve rendere conto degli interventi eseguiti.

La privacy
Non tutte le norme relative alla privacy sanitaria non possono essere invocate durante la emergenza sanitaria perchè le stesse «sono funzionali alla garanzia in ambito sanitario , che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità della persona fisica , con particolare riguardo alla riservatezza ed
allidentità personale». (C.Cass. sent. n. 8415/2020). 
La sentenza sostiene che le norme sulla privacy tutelano il paziente e non possono essere invocate quando questi chiede la certificazione medica che ne attesti lo stato di salute per gli usi consentiti dalla legge. Il principio vale anche per lo svolgimento dellattività di sanificazione negli edifici.

Requisiti dell’impresa
Limpresa incaricata per la sanificazione deve rivestire precisi requisiti professionali che lamministratore ha lobbligo di verificare attraverso lacquisizione dei seguenti documenti:
liscrizione , per lattività di sanificazione, alla camera di commercio, lattestazione della informazione e della formazione dei lavoratori (articoli 36 , 37, 227 del Dlgs 81/2008), le schede dei prodotti utilizzati , il documento di valutazione dei rischi.
Il datore di lavoro, secondo il d.lgs. n. 81/2008, deve valutare la protezione dei lavoratori dagli agenti chimici, mediante un apposito documento nel quale sono indicate le proprietà
pericolose dei prodotti impiegati , le misure specifiche di protezione e di prevenzione , le disposizioni in caso di incidenti. Tutti questi documenti non sono soltanto di natura cartacea, ma devono corrispondere alle misure di sicurezza realmente adottate nei confronti dei lavoratori, dei condòmini,
dellamministratore, dei cittadini. L’amministratore, per compiere la sanificazione nel condominio deve rivolgersi a professionisti qualificati, i cui requisiti siano verificabili, perché lattività non sia improvvisata e non metta in pericolo le persone.

Documentazione alla Asl
Infine, deve notarsi che lamministratore , al termine delle attività compiute, deve documentarle alle autorità sanitarie, al sindaco ed ai condòmini. Le spese della sanificazione
rispondono a unassoluta urgenza e come tali non necessitano lautorizzazione preventiva assembleare, salvo lobbligo di rendiconto da parte dellamministratore condominiale.
Giulio Benedetti.

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2 settimane fa

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2 mesi fa

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Ripartizione spese di riparazione del tetto condominiale

Per la Cassazione nel caso in cui il bene è utilizzato solo da una parte dei condòmini, le spese di riparazione del tetto spettano solo ai diretti interessati

Le spese di riparazione del tetto condominiale vanno ripartite tra tutti i condòmini?

Non sempre, dipende se la copertura interessa tutte le abitazioni; in caso contrario, si crea un “condominio parziale” ed i condòmini che non ne fanno parte non sono chiamati a partecipare alle spese per la riparazione del tetto, né devono essere convocati all’assemblea per la delibera dei lavori da effettuare.

Questi gli utili chiarimenti che arrivano dalla sentenza n. 791/2020 della Corte di Cassazione.

Il caso: Nel caso in esame, l’amministratore del condominio aveva indetto una riunione per deliberare i lavori di riparazione del tetto. Il tetto era caratterizzato da due distinti corpi di fabbrica, uno composto da falde lignee e l’altro da falde di latero-cemento. Soltanto la parte in latero-cemento aveva bisogno dell’intervento di manutenzione. In ragione di ciò, l’amministratore aveva convocato solo i condòmini coperti dalla parte di tetto da riparare. Contro tale decisione ricorrevano alcuni condòmini, considerando non valida la delibera: a loro avviso, il tetto era composto da un’unica unità strutturale ed interessava tutto il condominio.

Nei primi due gradi di giudizio viene accertato che il tetto era composto da due corpi separati e, pertanto, la richiesta dei condòmini di annullare quanto deciso nell’assemblea, veniva respinta.

Si è giunti, quindi, in Cassazione.

Decisione della Corte di Cassazione
Gli ermellini partono con il chiarire il concetto di condominio: ravvisabile in svariate tipologie costruttive, sia estese in senso verticale, sia costituite da corpi di fabbrica adiacenti orizzontalmente, purché le diverse parti siano dotate di strutture portanti e di impianti essenziali comuni, come appunto quelle res che sono esemplificativamente elencate nell’art. 1117 c.c., con la riserva “se il contrario non risulta dal titolo”. Tuttavia è ipotizzabile che nell’edificio condominiale vi siano delle parti comuni, quali il tetto (come nel caso in questione), l’area di sedime, i muri maestri, le scale, l’ascensore, il cortile, ecc. che risultino destinati al servizio o al godimento di una parte soltanto del fabbricato. In tal caso, secondo la giurisprudenza, si configura il condominio parziale, ossia tutte le volte in cui un bene risulti, per le sue obbiettive caratteristiche strutturali e funzionali, destinato al servizio e/o al godimento in modo esclusivo di una parte soltanto dell’edificio in condominio.

Nel caso in esame: essendo il tetto dell’edificio condominiale frazionato in due distinti corpi di fabbrica, uno composto di falde di laterocemento, l’altro (quello sovrastante le unità immobiliari di proprietà dei condòmini non convocati) composto di falde lignee, sotto il profilo dell’art. 1123, comma 3, c.c., questi ultimi non erano quindi interessati alla delibera assembleare di rifacimento del tetto lato nord e non dovevano perciò essere convocati. Di conseguenza, gli ermellini hanno concluso che le spese e le decisioni relative ai beni del condominio parziale sono solo di competenza dei diretti interessati. I condòmini non interessati non devono neanche essere convocati all’assemblea per la delibera dei lavori da effettuare.
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Ripartizione spese di riparazione del tetto condominiale

Per la Cassazione nel caso in cui il bene è utilizzato solo da una parte dei condòmini, le spese di riparazione del tetto spettano solo ai diretti interessati

Le spese di riparazione del tetto condominiale vanno ripartite tra tutti i condòmini?

Non sempre, dipende se la copertura interessa tutte le abitazioni; in caso contrario, si crea un “condominio parziale” ed i condòmini che non ne fanno parte non sono chiamati a partecipare alle spese per la riparazione del tetto, né devono essere convocati all’assemblea per la delibera dei lavori da effettuare.

Questi gli utili chiarimenti che arrivano dalla sentenza n. 791/2020 della Corte di Cassazione.

Il caso: Nel caso in esame, l’amministratore del condominio aveva indetto una riunione per deliberare i lavori di riparazione del tetto. Il tetto era caratterizzato da due distinti corpi di fabbrica, uno composto da falde lignee e l’altro da falde di latero-cemento. Soltanto la parte in latero-cemento aveva bisogno dell’intervento di manutenzione. In ragione di ciò, l’amministratore aveva convocato solo i condòmini coperti dalla parte di tetto da riparare. Contro tale decisione ricorrevano alcuni condòmini, considerando non valida la delibera: a loro avviso, il tetto era composto da un’unica unità strutturale ed interessava tutto il condominio.

Nei primi due gradi di giudizio viene accertato che il tetto era composto da due corpi separati e, pertanto, la richiesta dei condòmini di annullare quanto deciso nell’assemblea, veniva respinta.

Si è giunti, quindi, in Cassazione.

Decisione della Corte di Cassazione
Gli ermellini partono con il chiarire il concetto di condominio: ravvisabile in svariate tipologie costruttive, sia estese in senso verticale, sia costituite da corpi di fabbrica adiacenti orizzontalmente, purché le diverse parti siano dotate di strutture portanti e di impianti essenziali comuni, come appunto quelle res che sono esemplificativamente elencate nell’art. 1117 c.c., con la riserva “se il contrario non risulta dal titolo”. Tuttavia è ipotizzabile che nell’edificio condominiale vi siano delle parti comuni, quali il tetto (come nel caso in questione), l’area di sedime, i muri maestri, le scale, l’ascensore, il cortile, ecc. che risultino destinati al servizio o al godimento di una parte soltanto del fabbricato. In tal caso, secondo la giurisprudenza, si configura il condominio parziale, ossia tutte le volte in cui un bene risulti, per le sue obbiettive caratteristiche strutturali e funzionali, destinato al servizio e/o al godimento in modo esclusivo di una parte soltanto dell’edificio in condominio.

Nel caso in esame: essendo il tetto dell’edificio condominiale frazionato in due distinti corpi di fabbrica, uno composto di falde di laterocemento, l’altro (quello sovrastante le unità immobiliari di proprietà dei condòmini non convocati) composto di falde lignee, sotto il profilo dell’art. 1123, comma 3, c.c., questi ultimi non erano quindi interessati alla delibera assembleare di rifacimento del tetto lato nord e non dovevano perciò essere convocati. Di conseguenza, gli ermellini hanno concluso che le spese e le decisioni relative ai beni del condominio parziale sono solo di competenza dei diretti interessati. I condòmini non interessati non devono neanche essere convocati all’assemblea per la delibera dei lavori da effettuare.

2 mesi fa

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2 mesi fa

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4 mesi fa

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ABOUT ENERGY preserva l'ambiente.
Borracce personalizzate per ogni collaboratore al fine di ridurre l'uso della plastica.
#green #plasticfree #noplastic #plasticfreeliving #savetheplanet #saveourplanet
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ABOUT ENERGY preserva lambiente.
Borracce personalizzate per ogni collaboratore al fine di ridurre luso della plastica.
#green #plasticfree #noplastic #plasticfreeliving #savetheplanet #saveourplanetImage attachment

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Belle e utili!! Bravissimi 🥰

Darioooooooooo strabella!!!!! Bravi!!

Che belle 😍😍😍

E per i parenti?? Le vendete??

Anche amici?🤣

Le date in omaggio ?

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4 mesi fa

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ABOUT ENERGY INSEGNA ALLE NUOVE GENERAZIONI " L' EFFICIENZA ENERGETICA".
Tre giorni di convegno presso le scuole primarie e secondarie del comune di Alzano Lombardo per sensibilizzare i ragazzi sul tema dell'energia e dei cambiamenti climatici in corso.
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ABOUT ENERGY INSEGNA ALLE NUOVE GENERAZIONI  L EFFICIENZA ENERGETICA.
Tre giorni di convegno presso le scuole primarie e secondarie del comune di Alzano Lombardo per sensibilizzare i ragazzi sul tema dellenergia e dei cambiamenti climatici in corso.Image attachment

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Bravi... complimenti.

Grandissimi

6 mesi fa

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In Gazzetta il decreto Clima: ecco le misure previste

Ecco cosa c’è nel decreto Clima: incentivi per rottamazione auto e moto, green corner per la vendita di prodotti sfusi o alla spina, trasporto scolastico con mezzi ibridi, riforestazione
Dopo l’ok del Consiglio dei Ministri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 241/2019 il decreto legge 14 ottobre 2019, n. 111 (cosiddetto decreto Clima) recante:
Misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria e proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.
Il provvedimento introduce misure urgenti da 450 milioni di euro in 3 anni per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE per la qualità dell’aria.
Esso mira ad incentivare comportamenti ed azioni virtuose: dalla rottamazione di auto e motorini, incentivi per i commercianti che attrezzeranno green corner per vendere prodotti sfusi, corsie preferenziali per i mezzi pubblici, scuolabus ecologici e nuovi alberi nelle città.
I contenuti del decreto Clima
Di seguito una sintesi delle principali novità introdotte dal decreto in vigore dal 15 ottobre 2019 ed in attesa di conversione in legge da parte delle due Camere.
Bonus mobilità verde
Si tratta di un bonus destinato alla rottamazione di veicoli inquinanti di proprietà dei cittadini che risiedono nei Comuni che superano i limiti di emissioni indicati dalla normativa europea sulla qualità dell’aria.
Nello specifico vengono stanziati 255 milioni di euro, di cui:
• fino a 500 euro per chi rottama un motociclo Euro 2 e 3;
• fino a 1.500 euro per chi rottama un’auto fino a Euro 3.
In entrambi i casi bisognerà spendere il bonus entro tre anni e potrà essere usato non per l’acquisto di un nuovo veicolo o moto ma per acquistare abbonamenti di trasporto pubblico locale o biciclette anche a pedalata assistita.
Corsie preferenziali di trasporto
Previsto, inoltre, un fondo (da 40 milioni di euro) per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane, finanziando progetti di creazione, prolungamento, ammodernamento e messa a norma di corsie preferenziali di trasporto pubblico locale.
I progetti possono essere presentati da uno o più Comuni (con oltre 100.000 abitanti), anche in forma associata, interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per la qualità dell’aria.
Trasporto scolastico
Istituito un fondo di 20 milioni di euro per realizzare o implementare il trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari e medie con mezzi ibridi, elettrici.
Lo stanziamento è per i Comuni con particolari livelli di inquinamento che realizzano o implementano il trasporto scolastico dei bambini della scuola dell’infanzia statale e comunale attraverso mezzi di trasporto ibridi elettrici o non inferiori a Euro 6, immatricolati per la prima volta dopo il 31 agosto 2019.
Riforestazione e bonifiche
Il decreto prevede un finanziamento di 30 milioni di euro per un programma sperimentale di riforestazione che ha l’obiettivo di rendere più verdi le nostre città. I fondi saranno destinati alla piantumazione e al reimpianto degli alberi e alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane.
Sono inoltre aumentati i poteri e le risorse dei commissari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque, al fine di risolvere il problema storico delle infrazioni ambientali.
Incentivi verdi: i green corner
Al fine di ridurre la produzione di rifiuti, saranno finanziati i commercianti che attrezzano spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e detergenti.
Prevista l’introduzione di un’agevolazione pari a 5.000 euro (20 milioni complessivi) per coloro che attrezzeranno un green corner nei loro negozi per la vendita di prodotti sfusi.
Taglio ai sussidi fossili
Saranno eliminati i sussidi e le agevolazioni che hanno impatto negativo sull’ambiente, con la sola indicazione della riduzione progressiva, non quantificata con precisione.
Pubblicità dei dati ambientali
L’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, di cui si avvale il ministero dell’Ambiente, realizzerà un database pubblico, grazie a una dotazione di 1,5 milione di euro, per la trasparenza dei dati ambientali. I concessionari di servizi pubblici dovranno rendere disponibili in rete i risultati delle rilevazioni effettuate.
Restituzione dei tributi e dei contributi nei Comuni del sisma 2016
Nei Comuni del centro Italia colpiti dal sisma del 2016, il decreto proroga al 31 dicembre 2019 il termine per l’avvio della restituzione dei tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali non versati per effetto della cosiddetta “busta paga pesante”.
Articoli del decreto Clima
Ecco in dettaglio i 9 articoli di cui si compone il decreto legge:
• Art. 1 – Misure urgenti per la definizione di una politica strategica nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria;
• Art. 2 – Misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane;
• Art. 3 – Disposizioni per la promozione del trasporto scolastico sostenibile;
• Art. 4 – Azioni per la riforestazione;
• Art. 5 – Ulteriori disposizioni per fronteggiare le procedure d’infrazione in materia ambientale;
• Art. 6 – Pubblicità’ dei dati ambientali;
• Art. 7 – Misure per l’incentivazione di prodotti sfusi o alla spina;
• Art. 8 – Proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189;
• Art. 9 – Entrata in vigore.
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In Gazzetta il decreto Clima: ecco le misure previste 

Ecco cosa c’è nel decreto Clima: incentivi per rottamazione auto e moto, green corner per la vendita di prodotti sfusi o alla spina, trasporto scolastico con mezzi ibridi, riforestazione
Dopo l’ok del Consiglio dei Ministri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 241/2019 il decreto legge 14 ottobre 2019, n. 111 (cosiddetto decreto Clima) recante:
Misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria e proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.
Il provvedimento introduce misure urgenti da 450 milioni di euro in 3 anni per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE per la qualità dell’aria.
Esso mira ad incentivare comportamenti ed azioni virtuose: dalla rottamazione di auto e motorini, incentivi per i commercianti che attrezzeranno green corner per vendere prodotti sfusi, corsie preferenziali per i mezzi pubblici, scuolabus ecologici e nuovi alberi nelle città.
I contenuti del decreto Clima
Di seguito una sintesi delle principali novità introdotte dal decreto in vigore dal 15 ottobre 2019 ed in attesa di conversione in legge da parte delle due Camere.
Bonus mobilità verde
Si tratta di un bonus destinato alla rottamazione di veicoli inquinanti di proprietà dei cittadini che risiedono nei Comuni che superano i limiti di emissioni indicati dalla normativa europea sulla qualità dell’aria.
Nello specifico vengono stanziati 255 milioni di euro, di cui:
• fino a 500 euro per chi rottama un motociclo Euro 2 e 3;
• fino a 1.500 euro per chi rottama un’auto fino a Euro 3.
In entrambi i casi bisognerà spendere il bonus entro tre anni e potrà essere usato non per l’acquisto di un nuovo veicolo o moto ma per acquistare abbonamenti di trasporto pubblico locale o biciclette anche a pedalata assistita.
Corsie preferenziali di trasporto
Previsto, inoltre, un fondo (da 40 milioni di euro) per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane, finanziando progetti di creazione, prolungamento, ammodernamento e messa a norma di corsie preferenziali di trasporto pubblico locale. 
I progetti possono essere presentati da uno o più Comuni (con oltre 100.000 abitanti), anche in forma associata, interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per la qualità dell’aria.
Trasporto scolastico
Istituito un fondo di 20 milioni di euro per realizzare o implementare il trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari e medie con mezzi ibridi, elettrici.
Lo stanziamento è per i Comuni con particolari livelli di inquinamento che realizzano o implementano il trasporto scolastico dei bambini della scuola dell’infanzia statale e comunale attraverso mezzi di trasporto ibridi elettrici o non inferiori a Euro 6, immatricolati per la prima volta dopo il 31 agosto 2019.
Riforestazione e bonifiche
Il decreto prevede un finanziamento di 30 milioni di euro per un programma sperimentale di riforestazione che ha l’obiettivo di rendere più verdi le nostre città. I fondi saranno destinati alla piantumazione e al reimpianto degli alberi e alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane.
Sono inoltre aumentati i poteri e le risorse dei commissari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque, al fine di risolvere il problema storico delle infrazioni ambientali.
Incentivi verdi: i green corner
Al fine di ridurre la produzione di rifiuti, saranno finanziati i commercianti che attrezzano spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e detergenti.
Prevista l’introduzione di un’agevolazione pari a 5.000 euro (20 milioni complessivi) per coloro che attrezzeranno un green corner nei loro negozi per la vendita di prodotti sfusi.
Taglio ai sussidi fossili
Saranno eliminati i sussidi e le agevolazioni che hanno impatto negativo sull’ambiente, con la sola indicazione della riduzione progressiva, non quantificata con precisione.
Pubblicità dei dati ambientali
L’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, di cui si avvale il ministero dell’Ambiente, realizzerà un database pubblico, grazie a una dotazione di 1,5 milione di euro, per la trasparenza dei dati ambientali. I concessionari di servizi pubblici dovranno rendere disponibili in rete i risultati delle rilevazioni effettuate.
Restituzione dei tributi e dei contributi nei Comuni del sisma 2016
Nei Comuni del centro Italia colpiti dal sisma del 2016, il decreto proroga al 31 dicembre 2019 il termine per l’avvio della restituzione dei tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali non versati per effetto della cosiddetta “busta paga pesante”.
Articoli del decreto Clima
Ecco in dettaglio i 9 articoli di cui si compone il decreto legge:
• Art. 1 – Misure urgenti per la definizione di una politica strategica nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria;
• Art. 2 – Misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane;
• Art. 3 – Disposizioni per la promozione del trasporto scolastico sostenibile;
• Art. 4 – Azioni per la riforestazione;
• Art. 5 – Ulteriori disposizioni per fronteggiare le procedure d’infrazione in materia ambientale;
• Art. 6 – Pubblicità’ dei dati ambientali;
• Art. 7 – Misure per l’incentivazione di prodotti sfusi o alla spina;
• Art. 8 – Proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189;
• Art. 9 – Entrata in vigore.

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Niente per incentivare la produzione e l'utilizzo di energie rinnovabili? Ritengo che sia la strada maestra.....

7 mesi fa

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